Diritto e Fisco | Editoriale

Come richiedere 104 per depressione

8 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 marzo 2018



Chi soffre di depressione può ottenere i benefici della legge 104?

La depressione, o disturbo depressivo maggiore (Mdd), è una patologia con pari rilevanza rispetto alle altre malattie, anche se non è facile individuarne cause e sintomi. Si tratta di una malattia invalidante che coinvolge influenza negativamente non solo lo stato di salute complessivo, ma anche la vita familiare, lavorativa e sociale.

Questo significa che, nei casi più gravi, dallo stato ansioso-depressivo può derivare una riduzione della capacità lavorativa, un handicap, ed addirittura la necessità di aiuto nel compimento degli atti quotidiani della vita.

È dunque possibile richiedere i benefici della legge 104 per depressione, quando dalla patologia derivi un handicap, mentre i benefici della legge 104 non sono ricollegati all’invalidità e all’eventuale stato di non autosufficienza.

Vediamo ora in quali casi allo stato depressivo possono essere ricollegati invalidità, non autosufficienza ed handicap e come richiedere la 104 per depressione.

Invalidità per depressione

Parliamo di invalidità causata dallo stato ansioso depressivo quando dalla depressione deriva una riduzione della capacità lavorativa. In particolare, per quanto riguarda i casi più frequenti, relativamente alle patologie depressive, le tabelle relative alle percentuali d’invalidità riconoscibile indicano i seguenti importi:

  • sindrome depressiva endoreattiva lieve: 10%;
  • sindrome depressiva endoreattiva media: 25%;
  • sindrome depressiva endoreattiva grave: dal 31% al 40%;
  • sindrome depressiva endogena lieve: 30%;
  • sindrome depressiva endogena media: dal 41% al 50%;
  • sindrome depressiva endogena grave: dal 71% all’80%;
  • nevrosi fobico ossessiva e/o ipocondriaca di media entità: dal 21% al 30%;
  • nevrosi fobico ossessiva lieve: 15%;
  • nevrosi fobico ossessiva grave: dal 41% al 50%;
  • nevrosi ansiosa: 15%;
  • psicosi ossessiva: dal 71% all’80%.

In base alla percentuale di invalidità riconosciuta per depressione, l’interessato può aver diritto a diversi benefici ed a prestazioni di assistenza.

In primo luogo, l’invalido per depressione può aver diritto all’assegno d’invalidità ordinario, che è riconosciuto per riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo (quindi per invalidità superiori al 67%), in presenza dei requisiti contributivi (5 anni di contribuzione, almeno 3 anni di contributi versati nell’ultimo quinquennio), e si calcola, al pari della pensione, sulla contribuzione versata (quindi col metodo retributivo o contributivo, a seconda della collocazione temporale dei contributi, e del possesso, o meno, di 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995).

In assenza dei requisiti contributivi, può essere riconosciuta la pensione d’invalidità civile (assegno di assistenza mensile per invalidi civili parziali), ma solo qualora si possieda un’invalidità superiore al 74% ed un reddito non superiore a 4.805,19 euro (per l’anno 2018); l’assegno ammonta, per il 2018, a 282,54 euro mensili. Si tratta di un reddito esente da Irpef, incompatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, contrariamente all’assegno d’invalidità ordinario.

Inoltre, i lavoratori con invalidità civile riconosciuta in misura superiore al 45%, hanno diritto al Collocamento Mirato, che consiste nell’accesso ai servizi di sostegno dedicati, e nell’iscrizione alle liste speciali, secondo quanto previsto dalla Legge 68 [1].

Legge 104 per depressione

Chi, a causa della depressione, soffre di un grave handicap mentale, motorio o sensoriale tale da impedire o limitare notevolmente l’integrazione sociale, lavorativa, personale e familiare ha diritto ai benefici relativi a questo stato, da non confondere con l’invalidità, cioè, come abbiamo visto, con riduzione della capacità lavorativa.

Qualora il lavoratore depresso sia dunque riconosciuto (dall’apposita commissione medica) portatore di handicap in situazione di gravità [2], avrà diritto a tutti i benefici connessi alla legge 104, quali, ad esempio:

  • permessi retribuiti mensili (diritto di assentarsi per 3 giornate al mese);
  • scelta della sede di lavoro;
  • rifiuto al trasferimento;
  • agevolazioni fiscali (acquisto di pc e sussidi informatici, detrazione delle spese di assistenza, deduzione delle spese mediche e di assistenza specifica…).

Domanda legge 104 per depressione

Per richiedere i benefici della legge 104, collegati al riconoscimento dello stato di handicap, l’interessato Deve dapprima rivolgersi al proprio medico curante o a uno specialista convenzionato col Ssn.

Il medico, dopo aver valutato la situazione, emette un certificato medico introduttivo, con l’eventuale indicazione dell’invalidità riscontrata e dell’handicap, e lo trasmette telematicamente all’Inps.

L’interessato deve conservare il numero di protocollo del certificato, che gli servirà per il successivo invio della domanda all’Inps.

La domanda che è necessario inviare all’Inps perché sia riconosciuta la legge 104 per depressione deve essere inoltrata attraverso il servizio, accessibile dal sito Web dell’istituto, “Domanda di invalidità”.

La procedura, difatti, è unica sia per la richiesta di riconoscimento dell’invalidità che per la richiesta di riconoscimento dell’handicap o della non autosufficienza. La domanda può comunque essere inviata anche tramite patronato o Contact Center, chiamando il numero 803.164.

Una volta compilata e inviata la domanda, l’Inps fissa un appuntamento con la competente commissione medica Asl per l’accertamento dell’handicap, che dà diritto ai benefici della legge 104.

La data e l’orario della visita sono visibili, una volta terminato di compilare la domanda online, all’interno dell’account Cittadino del sito dell’Inps; ad ogni modo, l’ente invia anche una raccomandata, per notificare l’appuntamento.

In caso di impedimenti o imprevisti, l’interessato ha facoltà di richiedere un nuovo appuntamento; la domanda diventa, però, inefficace, qualora non ci si presenti a due convocazioni.

Se, invece, l’interessato non è in grado di presentarsi alla visita (ad esempio se il trasporto comporta rischi per l’incolumità e per la salute), può richiedere un accertamento sanitario domiciliare: la richiesta deve essere inviata prima di 5 giorni dalla data già fissata, assieme a un apposito certificato medico.

Esito della visita legge 104 per depressione

In seguito alla visita, dato che la procedura degli accertamenti sanitari è unica, la commissione medica può riconoscere, oltre al possesso dell’handicap per depressione (non grave, in situazione di gravità o superiore ai 2/3), anche una determinata percentuale d’invalidità, o l’inabilità (cioè l’assoluta incapacità a svolgere qualsiasi attività lavorativa) o, ancora, la non autosufficienza e la conseguente necessità di accompagnamento.

L’handicap, come anticipato, può essere riconosciuto non grave, in situazione di gravità, o superiore ai 2/3.

Una volta terminati gli accertamenti sanitari presso la commissione medica, il personale redige un verbale elettronico, contenente l’esito dell’accertamento.

Lo stato di handicap e/o d’invalidità o inabilità risultante dal verbale può essere:

  • soggetto a revisione: in questo caso, l’interessato dovrà sottoporsi a un nuovo accertamento entro una data indicata nel verbale;
  • soggetto ad aggravamento: in questo caso, l’interessato potrà richiedere l’ aggravamento, seguendo lo stesso procedimento per il riconoscimento dell’handicap.

Se l’handicap per depressione non viene riconosciuto, o è riconosciuto in misura minore rispetto alle aspettative (ad esempio non in connotazione di gravità), è possibile ricorrere contro il verbale: prima di avviare il ricorso giudiziario, però, l’interessato deve sottoporsi a un accertamento tecnico sanitario preventivo, pena l’improcedibilità del giudizio.

note

[1] L.68/1999.

[2] Art.3, Co.3, L.104/1992.

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