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Lo sai che? Sostare sullo zerbino di casa altrui è violazione di domicilio

Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2018

Non solo l’abitazione ma anche le pertinenze sono parte del domicilio e pertanto è vietato restare dietro la porta di casa altrui.

Immagina di avere una lite con un vicino di casa: lui si è presentato alla tua porta e, dopo aver bussato, ha inveito contro di te. Tu non gli hai consentito di entrare dentro l’appartamento e lo hai invitato ad abbassare i toni della voce. Al contrario, questi ha incalzato e, con aria ancora più minacciosa, ti ha detto che te la farà pagare. Così, non volendo sentire altre parole, gli hai sbattuto la porta in faccia. Il vicino, offeso e ferito nell’onore, si è messo a gridare da dietro l’uscio e, dopo aver ripetutamente bussato al campanello, si è appollaiato là fuori, a due passi dallo zerbino, in modo da attenderti all’uscita. Gli hai gridato di andarsene ma questi non ne vuol sapere: sostiene che il pianerottolo è una parte comune dell’edificio e che pertanto può sostarvi quando e come vuole. Dal canto tuo, ti senti vittima di una vera e propria violenza perché sei costretto a non uscire di casa. Cosa puoi fare? La risposta te la suggerisce una sentenza della Cassazione di qualche ora fa [1]: secondo la Corte, sostare sullo zerbino della porta di casa altrui è violazione di domicilio. Ecco perché.

La legge penale qualifica il domicilio come il luogo ove si svolge la vita privata di una persona ed estende tale nozione anche alle sue dirette pertinenze. Il garage, ad esempio, pur non essendo propriamente l’abitazione, è comunque una pertinenza e chi vi si addentra commette una violazione di domicilio.

La Cassazione già in passato ha detto che il pianerottolo di casa rientra nel domicilio essendo considerabile una pertinenza dello stesso [2], sempre a condizione che il proprietario dell’appartamento manifesti il proprio dissenso a che l’estraneo sosti lì davanti alla propria porta. La Corte ha precisato, del resto, che una cosa è il concetto di privata dimora, la cui sola violazione configura il reato di violazione di domicilio, un’altra è quello di proprietà privata. Il pianerottolo non è certo proprietà privata del proprietario dell’appartamento – appartenendo al condominio – ma è comunque una pertinenza della privata dimora; è un luogo non aperto al pubblico né accessibile a terzi senza il consenso del titolare. Il che significa che nessun estraneo potrebbe piazzarsi davanti alla tua porta di casa se tu glielo impedisci.

Nel caso di specie, la vicenda ha visto il cliente di un avvocato cui è stata addebitata la colpa di essersi intrattenuto sul pianerottolo dello studio professionale del proprio ex legale. Decisiva è stata la constatazione della «volontà manifestata» dall’avvocato, che aveva chiesto all’uomo di andare via. Questi elementi sono ritenuti sufficienti per una condanna in tutti e tre i gradi per violazione di domicilio.

note

[1] Cass. sent. n. 10508/18 dell’8.03.2018.

[2] Cass. sent. n. 53438/17 del 24.11.2017.


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