Diritto e Fisco | Articoli

Se la madre defunta aveva debiti: come non accollarseli

10 Marzo 2018


Se la madre defunta aveva debiti: come non accollarseli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Marzo 2018



Mia madre è morta tre anni fa. Ho appena saputo che aveva delle pendenze con un ente pubblico. Mia madre forse ha lasciato dei c/c, ma di sicuro non ha proprietà. Io non mai attinto niente da tali conti. Come posso fare per non accollarmi il debito di mia madre? Faccio in tempo a fare l’accettazione col beneficio dell’inventario?

Il codice civile (articolo 487) stabilisce che il chiamato all’eredità che non è nel possesso dei beni ereditari può fare la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario fino a che il diritto di accettare non è prescritto e, cioè, fino a dieci anni dopo l’apertura della successione (apertura che coincide con la morte della persona della cui eredità si sta trattando).

Ciò vuol dire che se la lettrice non è mai stata, nemmeno per un momento, nel possesso di nessuno dei beni che costituiscono l’eredità di sua madre, allora la stessa può fare la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario fino a che non siano passati dieci anni dalla morte della madre.

Se invece vi è stato da parte della lettrice il consapevole possesso anche di uno solo dei beni ereditari e anche per un brevissimo periodo (compreso il danaro contante depositato su conti correnti), allora l‘articolo 485 del codice civile stabilisce che l’erede che è nel possesso dei beni ereditari deve fare l’inventario dei beni entro tre mesi dalla morte altrimenti, se l’inventario dei beni non fosse fatto entro questo termine, è come se l’erede avesse accettato l’eredità ed è considerato erede puro e semplice.

Nel caso specifico, nel quale pare di capire che non vi sono immobili tra i beni ereditati ma solo depositi di denaro in conto corrente, se la lettrice non ha mai avuto accesso a questi conti e nemmeno ha mai effettuato movimentazioni sugli stessi (prelievi e/o versamenti), è da escludere che possa essere considerata nel possesso dei beni ereditari per cui ancora oggi, non essendo passati ancora dieci anni dalla morte di sua madre, la stessa può fare la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario.

Da notare:

– che l’accettazione con beneficio d’inventario si fa con una dichiarazione ricevuta da un notaio oppure dal cancelliere del tribunale del luogo in cui la madre della lettrice aveva l’ultimo domicilio e che va poi inserita nel registro delle successioni presso lo stesso tribunale e trascritta presso l’ufficio dei registri immobiliari del luogo di apertura della successione (cioè del luogo dell’ultimo domicilio del defunto);

– che l’effetto dell’accettazione con beneficio d’inventario è di separare il patrimonio dell’erede da quello del defunto e ciò produce queste conseguenze:

a) l’erede che accetta con beneficio dell’inventario risponderà dei debiti del defunto soltanto nei limiti del valore dell’eredità e solo con i beni che gli sono pervenuti con l’eredità (ciò vuol dire che i creditori del defunto non potranno costringere l’erede a pagare con i beni propri i debiti del defunto);

b) l’erede che accetta con beneficio d’inventario conserva intatti i diritti e gli obblighi che aveva verso il defunto;

c) i creditori personali del defunto, a seguito dell’accettazione con beneficio d’inventario, acquistano il diritto di essere soddisfatti con preferenza sui beni ereditari rispetto ai creditori personali dell’erede.

Detto questo, occorre anche dire che chi accetta con beneficio d’inventario è obbligato tra l’altro:

– a fare l’inventario entro tre mesi dall’accettazione con beneficio d’inventario altrimenti diventa erede puro e semplice e dovrà rispondere anche con il suo patrimonio dei debiti del defunto;

– a pagare i creditori del defunto (secondo le diverse modalità previste dal codice civile).

Come sopra evidenziato, l’accettazione con beneficio d’inventario comporta oneri ed adempimenti rilevanti e, per quanto riguarda i debiti del defunto, produce l’effetto che l’erede li pagherà solamente nei limiti del valore dell’eredità stessa e solo con i beni che gli sono pervenuti a seguito dell’apertura della successione.

Se, invece, la lettrice volesse essere del tutto esentata dal pagamento dei debiti di sua madre, deve rinunciare all’eredità: con la rinuncia all’eredità il chiamato all’eredità resta del tutto estraneo alla stessa, con la conseguenza che nessun creditore del defunto potrà rivolgersi a lui, né lui potrà acquisire alcun bene che faccia parte dell’eredità.

Anche la rinuncia va fatta con una dichiarazione resa ad un notaio o al cancelliere del tribunale del luogo di apertura della successione entro il termine di dieci anni dopo l’apertura della successione (cioè della morte della persona della cui eredità si tratta).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI