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Vendita con occultamento del logo del produttore: è reato?

17 Marzo 2018
Vendita con occultamento del logo del produttore: è reato?

Ho sia un negozio fisico che uno on line da oramai 13 anni. Fino a poco tempo fa importavo display dalla Cina che rivendeva in negozio ed on line. In pratica vendevo display che hanno il logo coperto da un adesivo difficile da rimuovere (ma rimovibile) e li vendevo sempre come compatibili (nelle inserzioni era specificato). Posso continuare a vendere in questo modo o è reato di contraffazione e ricettazione? In caso di controllo della Guardia di finanza, possono rimuovere gli adesivi e, quindi, denunciarmi?

Vendere dei display con il logo del produttore occultato da adesivi è certamente un fatto che espone a contestazioni, anche di natura penale.

Anzitutto il codice penale (art. 517) punisce con la pena della reclusione fino a due anni o della multa fino ad € 2.065 chiunque nell’esercizio di un’attività commerciale vende all’acquirente un prodotto diverso per origine, provenienza, qualità o quantità da quello pattuito. Vi rientra senza dubbio la condotta di chi occulta il logo del produttore della merce (o vende tale merce pur sapendo che il logo del produttore è occultato), perché in questo caso si nasconde al compratore la reale provenienza/qualità del prodotto.

Anche nel caso in cui il consumatore fosse stato avvisato, circostanza alla quale sembra riferirsi il lettore quando scrive che “li vendevo sempre compatibili (nelle inserzioni era specificato)”, gli si potrebbe anche contestare il reato di cui all’art. 517-ter cod. pen. (pena della reclusione fino a due anni e della multa fino ad € 20.000) che punisce chiunque fabbrica o commercia (compresa l’importazione in Italia) prodotti che usurpano o violando titoli di proprietà industriale, tra i quali rientra il marchio del produttore.

In definitiva e in sintesi, se da un lato al lettore si può contestare di ingannare gli acquirenti occultando il logo del produttore, dall’altro, anche qualora questi fosse in grado di dimostrare che i consumatori sono a conoscenza delle effettive caratteristiche dei prodotti, la sua condotta potrebbe comunque essere considerata penalmente rilevante poiché viola il marchio dell’azienda produttrice.

Infine, si noti che la Guardia di Finanza – così come qualunque altro organo di Polizia giudiziaria – è certamente legittimata a porre in essere accertamenti sui prodotti e, nel caso, sequestrarli, qualora nutrisse il sospetto di irregolarità o condotte illecite.

In conclusione l’attività commerciale, così come sviluppata e organizzata, è ad elevato rischio di contestazioni di natura penale, sicché ne è consigliabile la cessazione o la riorganizzazione nel senso di porre in vendita soltanto prodotti che non recano alcuna alterazione od occultamento del marchio di fabbrica.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Andrea Iurato



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