Diritto e Fisco | Editoriale

Ape sociale esodati

9 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 marzo 2018



È possibile ottenere l’anticipo pensionistico a carico dello stato per esodo volontario?

La tua azienda ti ha chiesto di aderire a un accordo di esodo volontario incentivato, cioè ti ha proposto dei benefici economici in cambio dell’uscita volontaria dal lavoro? Fai molta attenzione alla valutazione dell’assegno offerto: la procedura di esodo volontario, difatti, è assimilabile alle dimissioni, quindi oltre all’incentivo all’esodo non avrai diritto né alla Naspi, né, di conseguenza, all’Ape sociale in qualità di lavoratore disoccupato.

Hai diritto all’Ape sociale disoccupati, invece, se sei stato licenziato ed hai in seguito firmato una risoluzione consensuale, oppure se ti sei dimesso per giusta causa o, ancora, se hai rifiutato il trasferimento.

Puoi inoltre avere l’Ape sociale, nonostante l’esodo volontario, se appartieni a un’altra categoria beneficiaria dell’anticipo pensionistico: caregiver, invalidi sopra il 74%, addetti ai lavori gravosi.

Ma procediamo per ordine e vediamo, dopo aver ricordato come funziona l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, quando gli esodati possono ottenere l’Ape sociale.

Come funziona l’Ape sociale

L’Ape sociale è un assegno mensile, a carico dello Stato, che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, dal 2019 pari a 67 anni), sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi (in pratica, per chi matura la pensione di vecchiaia dal 2019 il requisito di accesso si sposta a 63 anni e 5 mesi, anche se sul punto si attendono chiarimenti dall’Inps). L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione Separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I lavoratori devono appartenere a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% in su e addetti ai lavori gravosi. Gli appartenenti alle prime 3 categorie devono possedere almeno 30 anni di contributi, gli addetti ai lavori gravosi almeno 36. Le donne con figli, però, possono avere uno sconto sul requisito contributivo richiesto, pari a un anno per ogni figlio, sino a un massimo di due.

Ape sociale disoccupati

Possono ricevere l’Ape sociale in qualità di disoccupati i lavoratori che risultano disoccupati a seguito di:

  • licenziamento, anche collettivo;
  • dimissioni per giusta causa;
  • per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria;
  • perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione e che non si siano rioccupati (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo).

Dal 2018, però, possono accedere alla misura anche i lavoratori disoccupati:

  • il cui rapporto di lavoro è cessato a seguito di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di contratti negli ultimi 3 anni (questo requisito potrebbe essere alleggerito);
  • che sono stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente.

Ape sociale e stato di disoccupazione

Perché possa essere riconosciuta la Naspi (l’attuale indennità di disoccupazione) e, di conseguenza, l’Ape sociale per la categoria dei disoccupati, è necessario che l’interessato possieda lo stato di disoccupazione.

Presupposto indispensabile perché lo stato di disoccupazione sia riconosciuto è la perdita involontaria dell’impiego: pertanto, se il lavoratore è stato licenziato ha sempre diritto ad ottenere lo stato di disoccupazione, anche se licenziato per giusta causa.

Sono comunque assimilate alla perdita involontaria del lavoro le dimissioni per giusta causa e, in certi casi, la risoluzione consensuale.

Nel dettaglio, la risoluzione consensuale è assimilata al licenziamento e dà diritto alla Naspi quando:

  • è avvenuta nell’ambito del tentativo obbligatorio di conciliazione che consegue al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, se l’azienda ha almeno 15 dipendenti;
  • è intervenuta in seguito al rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda, distante oltre 50 km, o raggiungibile in 80 minuti e oltre con i mezzi pubblici;
  • il lavoratore accetta l’offerta di conciliazione prevista dal Jobs Act, a seguito del licenziamento col contratto a tutele crescenti.

La procedura di esodo volontario non è invece considerata perdita involontaria dell’impiego, quindi non dà diritto né alla Naspi né all’Ape sociale.

Altre categorie beneficiarie dell’Ape sociale

Il lavoratore aderente all’esodo volontario può comunque ottenere l’Ape sociale se:

  • assiste, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; dal 2018 possono accedere alla misura anche coloro che assistono continuativamente, da almeno 6 mesi, un disabile convivente portatore di handicap grave, se familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti;
  • possiede un’invalidità uguale o superiore al 74%;
  • è stato addetto a lavori gravosi, per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni della vita lavorativa, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio.

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1 Commento

  1. una volta fatta la domanda x ottenere l’ape sociale ,quanto tempo passa x sapere, dall’inps se la domanda è stata accettata??

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