HOME Articoli

Lo sai che? Risarcimento danno all’immagine

Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2018

La legge tutela il diritto all’immagine delle persone? Quando la diffusione di un ritratto è illegittima? Quando una persona è notoria?

La legge italiana tutela alcuni segni distintivi essenziali per il riconoscimento di una persona fisica: si tratta della tutela del diritto al nome, della tutela dello pseudonimo e di quella dell’immagine. Obiettivo del legislatore è di fornire uno scudo all’identità personale di ciascuno di noi dalle aggressioni esterne, come l’usurpazione dell’identità o la pubblicazione illecita dei ritratti. Vediamo più da vicino cos’è e come ottenere il risarcimento danno all’immagine.

Danno all’immagine: cos’è?

Per comprendere bene il risarcimento danno all’immagine bisogna prima definire i contorni del danno all’immagine. Di cosa si tratta?

Il danno all’immagine è quello che lede la reputazione e l’identità personale di un individuo, ossia l’insieme dei connotati (cioè, delle caratteristiche) che identificano un determinato soggetto nel contesto sociale o professionale di riferimento.

Danno all’immagine: quale tutela?

Secondo il codice civile, qualora l’immagine di una persona o dei suoi genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni [1].

Dalla lettura della norma si comprende come le forme di tutela previste dalla legge siano principalmente due:

  • tutela inibitoria, volta a far cessare la condotta molesta, cioè l’abuso dell’immagine altrui;
  • tutela risarcitoria, tesa a far ottenere al danneggiato il risarcimento.

Danno all’immagine: quando si verifica?

Per capire in pratica quando si verifica un danno all’immagine dobbiamo comparare la disposizione del codice civile sopra esposta con quelle contenuta nella legge sul diritto d’autore [2]. Da tanto si evince che:

  • il ritratto e, in generale, l’immagine di una persona non può essere esposta, riprodotta o messa in commercio senza il consenso di questa [3]. La tutela dell’immagine, dunque, incontra un primo limite nella stessa volontà del soggetto titolare del diritto, il quale può liberamente autorizzare l’utilizzo del ritratto;
  • non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico (si pensi, ad esempio, alle foto di un capo di Stato in visita ufficiale pubblicate su un giornale). Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio quando ciò rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione o anche al decoro della persona ritratta [4].

Controverso è il requisito della notorietà. La giurisprudenza ha precisato che la divulgazione dell’immagine di una persona che possa definirsi notoria è lecita non in ragione dell’accertata notorietà del soggetto ritratto, ma soltanto se ed in quanto la diffusione dell’immagine risponda ad esigenze di pubblica informazione, sia pure intese in senso lato [5]. Non sarebbe lecito, pertanto, utilizzare l’immagine di una persona nota, senza il suo consenso, a fini pubblicitari.

Danno all’immagine: quale risarcimento?

Chi intende ottenere il risarcimento danno all’immagine deve provare il pregiudizio concretamente patito. Infatti, il danno all’immagine genera, in capo a chi lo ha cagionato, una responsabilità extracontrattuale [6], salvi i casi in cui tra danneggiante e danneggiato (cioè, tra colui che illecitamente utilizza un’immagine e il titolare dell’immagine stessa) vi sia un accordo, cioè un contratto.

Caratteristica della responsabilità extracontrattuale, quindi, è l’estraneità tra il danneggiante e il danneggiato: tra loro non sussiste alcun legame contrattuale, se non un generico dovere (che incombe in capo a tutti i consociati) di astenersi dal danneggiare gli altri.

Danno all’immagine: qual è l’onere della prova?

La regola generale vuole che, nelle ipotesi di risarcimento danni senza contratto, il danneggiato debba dimostrare non solo il danno patito, ma anche il fatto illecito, l’entità del danno, la colpa o il dolo (cioè l’intenzionalità) dell’agente e il nesso di causalità tra la condotta del danneggiante e il danno.

Esempio: il cliente che ha ordinato un prodotto mai arrivato deve soltanto dimostrare che aveva effettuato l’ordine (responsabilità contrattuale); dovrà essere poi il debitore (cioè il venditore) a dimostrare che non è stata colpa sua se non ha potuto rispettare l’impegno.

Colui che subisce un danno da una persona con cui non ha stipulato alcun accordo, invece, deve dimostrare tutto, anche il fatto del terzo, l’elemento psicologico (dolo o colpa) con cui è stato commesso e il nesso che lega il danno alla condotta illecita.

Con riferimento all’immagine generale degli individui, invece, una volta provata la lesione, il danno deve ritenersi presunto: in altre parole, provato il fatto lesivo non è necessaria la prova del danno. Un’agevolazione di non poco conto, visto che, il più delle volte, sarebbe difficile provare il pregiudizio economico subito, ad esempio, dalla pubblicazione non autorizzata della propria immagine.

Danno all’immagine: qual è il termine di prescrizione?

In caso di responsabilità contrattuale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive, normalmente, entro dieci anni, mentre nell’ipotesi di responsabilità extracontrattuale il diritto al risarcimento si prescrive nel termine di cinque anni (salvi alcuni casi, come ad esempio il sinistro tra autoveicoli, il cui termine è ridotto a due anni).

note

[1] Art. 10 cod. civ.

[2] L. n. 633/1941 (legge sul diritto d’autore).

[3] Art. 96 l. n. 633/1941.

[4] Art. 97 l. n. 633/1941.

[5] Cass., sent. n. 1503/1993 del 06.02.1993.

[6] Art. 2043 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI