Reddito di cittadinanza e Rei: differenze

26 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 novembre 2018



Reddito d’inclusione e nuovo reddito di cittadinanza: quali sono le differenze tra i due sussidi a sostegno dei cittadini più poveri?

Da meno di 190 euro mensili a 780 euro: è questo l’incremento del sussidio contro la povertà che un cittadino riceverà quando diventerà operativo il nuovo reddito di cittadinanza. Un passo in avanti davvero notevole rispetto al sussidio attuale, ossia il reddito d’inclusione Rei: bisogna però fare attenzione ai requisiti richiesti per aver accesso al nuovo reddito di cittadinanza.

Inizialmente, infatti, le condizioni richieste per aver diritto al nuovo sussidio sembravano molto meno stringenti rispetto a quelle richiesti per il Rei, in quanto avrebbero avuto diritto all’integrazione tutti coloro in possesso di un reddito inferiore a 780 euro mensili, senza se e senza ma.

Tuttavia, le risorse economiche a copertura di un intervento di simile portata non sarebbero state facilmente reperibili, così, a mano a mano che lo strumento ha iniziato a prendere forma, sono stati previsti numerosi “paletti”: dalla soglia massima di reddito Isee alla soglia massima di risparmi della famiglia, dai limiti relativi al patrimonio immobiliare alle riduzioni per chi non paga l’affitto, il reddito di cittadinanza è stato, col tempo, ridimensionato, sino a diventare molto simile al Rei.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto su reddito di cittadinanza e Rei: differenze, come funzionano i due strumenti, a quanto ammontano i sussidi, quali sono i requisiti previsti per riceverli.

Come funziona il Rei

L’attuale reddito d’inclusione Rei è un assegno mensile che può arrivare sino a 540 euro e può essere riconosciuto per un massimo di 18 mesi, concesso a tutti i nuclei familiari più bisognosi, a prescindere dalla loro composizione.

Il Rei è erogato attraverso una carta acquisti, la Carta Rei: come la vecchia Social Card, la Carta Rei è emessa da Poste Italiane, consente l’acquisto dei generi di prima necessità e il pagamento delle utenze. Inoltre, offre la possibilità di prelevare contanti sino alla metà dell’importo mensile riconosciuto. La carta Rei dà inoltre diritto a uno sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate e a delle riduzioni nella fornitura di energia elettrica e gas.

Ma a quanto ammonta, di preciso, il Rei? Nel dettaglio, se la famiglia ha:

  • un solo componente, il Rei può essere pari a un massimo di 187,5 euro mensili;
  • 2 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 294,38 euro mensili;
  • 3 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 382,5 euro mensili;
  • 4 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 461,25 euro mensili;
  • 5 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 534,37 euro mensili;
  • 5 o più componenti, l’importo massimo mensile è pari a 539,82 euro mensili.

Come funzionerà il reddito di cittadinanza

Il nuovo reddito di cittadinanza sarà una prestazione economica accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente.

In base a quanto recentemente confermato da Pasquale Tridico, considerato il “padre” del reddito di cittadinanza,  l’assegno cresce in base al numero dei figli, e dovrebbe essere introdotta una scala Osce modificata e ricalibrata, in modo da ottenere lo 0,4 in più per ogni adulto e lo 0,2 in più per ogni minore.

In parole semplici, per ogni figlio si potrebbe incassare il 20% dell’assegno base di 780 euro, ossia 156 euro, mentre un coniuge a carico varrebbe il 40%, ossia 312 euro.

Il reddito di cittadinanza sarà però ridotto:

  • in presenza di altri redditi;
  • per chi non paga l’affitto della prima casa: in quest’ipotesi si subirà una decurtazione del reddito mensile pari a circa 300 euro, corrispondente al cosiddetto affitto imputato.

Per i pensionati, il reddito di cittadinanza integrerà la pensione sino all’ammontare massimo di 780 euro mensili: il sussidio, in questo caso, prende il nome di pensione di cittadinanza.

Anche il reddito di cittadinanza, come il Rei, sarà erogato attraverso una carta acquisti.

Come si calcola il Rei?

Il calcolo del Rei, o meglio degli importi soglia del reddito d’inclusione, varia a seconda del numero dei componenti della famiglia.

Nello specifico, il beneficio economico del Rei è pari, su base annua, al valore di 3mila euro moltiplicato:

  • per il parametro della scala di equivalenza (corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, al netto delle maggiorazioni previste dal decreto Isee);
  • per un parametro pari, in sede di prima applicazione, al 75%.

La soglia per il diritto è dunque pari a 3mila euro, ma in sede di prima applicazione viene coperta solo al 75%. Pertanto, inizialmente, la soglia con cui confrontare le risorse economiche del nucleo familiare è pari, per un singolo, a 2.250 euro (75 % di 3mila), e cresce a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare (viene infatti proporzionata per mezzo della scala di equivalenza).

I parametri della scala di equivalenza corrispondenti al numero di componenti del nucleo familiare, come definiti dal decreto Isee, sono i seguenti:

  • un componente: 1,00
  • 2 componenti: 1,57
  • 3 componenti: 2,04
  • 4 componenti: 2,46
  • 5 componenti: 2,85.

Il parametro della scala di equivalenza è incrementato di 0,35 punti per ogni ulteriore componente il nucleo familiare. Tuttavia, dato che nel 2018 si applica un tetto massimo di importo annuale, questo comporta l’abbattimento dell’importo massimo annuo erogabile ad un nucleo di 6 componenti, nella misura di 6.477,90 euro annui e di 539,83 euro mensili, e l’effettiva mancata applicazione dell’incremento di 0,35 per ciascun ulteriore componente.

Chi ha diritto al Rei

Il Rei spetta alle famiglie:

  • il cui indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia), non supera 6mila euro; può essere utilizzato anche l’Isee corrente;
  • il cui indicatore Isre non supera i 3mila euro;
  • con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo;
  • senza imbarcazioni da diporto o navi;
  • senza, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Chi richiede il Rei deve essere:

  • cittadino italiano;
  • in alternativa, cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • deve poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Chi avrà diritto al reddito di cittadinanza

Potranno chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano una delle seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato);
  • percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
  • percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
  • possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un patrimonio mobiliare sino a un massimo di 10mila euro, se facenti parte di un nucleo familiare con più figli;
  • possiedono al massimo due immobili, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro.

Sarà dunque essere richiesta la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza.

Rei per chi lavora

Si considera in stato di disoccupazione anche chi possiede un reddito da lavoro dipendente o autonomo rispettivamente pari a un massimo di 8mila euro o 4.800 euro su base annua.

Il Rei è dunque compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, purché non si superi il limite Isee di 6mila euro annui. Bisogna comunque comunicare lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti del nucleo, attraverso l’apposito modulo Rei- Com (anche contestualmente alla presentazione della domanda: il Rei Com si trova in una sezione della domanda stessa).

Non è invece possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altre forme di ammortizzatori sociali per la disoccupazione.

Reddito di cittadinanza per chi lavora

Anche il nuovo sussidio sarà compatibile con l’attività lavorativa: nello specifico, se il lavoratore ha un contratto part time, il suo salario sarà integrato, attraverso il reddito di cittadinanza, fino ad arrivare a 780 euro al mese.

Naspi e altre prestazioni collegate allo stato di disoccupazione saranno compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili.

Si dovrà poi rispettare il limite Isee pari a 9.360 euro annui.

Rei per chi percepisce prestazioni di assistenza

Se un componente del nucleo, o più componenti, fruiscono di altri trattamenti assistenziali, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, il valore mensile del Rei è ridotto in corrispondenza al valore mensile di queste prestazioni. Se le prestazioni sono versate con periodicità diversa da quella mensile, il loro ammontare viene calcolato rapportandolo al numero di mesi cui lo stesso si riferisce.

Nel caso, invece, di prestazioni in un’unica soluzione, queste sono considerate in ciascuno dei dodici mesi successivi all’erogazione per un dodicesimo del loro valore.

Non sono comprese nel valore mensile dei trattamenti assistenziali che incidono sull’importo del Rei:

  • le erogazioni riferite al pagamento di arretrati;
  • le indennità per i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • le specifiche misure di sostegno economico, aggiuntive al beneficio economico del Rei, individuate nell’ambito del progetto personalizzato a valere su risorse del comune o dell’ambito territoriale;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché eventuali esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • le erogazioni a fronte di rendicontazione di spese sostenute ovvero le erogazioni in forma di buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

Reddito di cittadinanza per chi percepisce prestazioni di assistenza

Anche il valore mensile del reddito di cittadinanza, come il Rei, sarà ridotto in corrispondenza al valore mensile di eventuali prestazioni di assistenza di cui fruiscono uno o più componenti del nucleo familiare. In particolare, le prestazioni saranno compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili per ogni familiare del nucleo, nel rispetto del limite Isee pari a 9.360 euro annui..

Ricerca di lavoro per il diritto al reddito

L’attuale reddito d’inclusione può essere riconosciuto soltanto alle famiglie che aderiscono a un programma d’inclusione sociale e lavorativa: in pratica, i componenti del nucleo familiare si devono impegnare attivamente per conseguire una qualifica e trovare un impiego, secondo il progetto che verrà appositamente predisposto per loro, pena la revoca del Rei.

Nello specifico, per ottenere il Rei l’intera famiglia deve partecipare a un programma di inclusione attiva: deve, cioè, aderire a un progetto che prevede la formazione, la riqualificazione e la ricerca attiva di lavoro di tutti i componenti del nucleo

Firmando il progetto d’inclusione, tutti i membri della famiglia beneficiaria del Rei si impegnano a svolgere le seguenti attività:

  • presentarsi alle convocazioni dei servizi sociali del Comune responsabili del progetto;
  • cercare attivamente lavoro;
  • aderire a iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;
  • aderire a iniziative di carattere formativo o ad altre iniziative di politiche attive o di attivazione;
  • accettare le offerte di lavoro congrue;
  • assicurare la frequenza e l’impegno scolastico (se minori di 18 anni);
  • mettere in atto comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute.

In caso di ripetuti comportamenti inconciliabili con gli obiettivi del progetto da parte dei componenti della famiglia beneficiaria, il Rei può essere ridotto o revocato.

Anche per quanto riguarda il diritto al reddito di cittadinanza sarà necessaria la partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro, sarà infatti obbligatorio (a meno che l’interessato non sia pensionato):

  • iscriversi presso i centri per l’impiego e offrire subito la disponibilità al lavoro;
  • iniziare un percorso per essere accompagnati nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà di trovare un impiego;
  • offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (l’impegno richiesto è di 8 ore settimanali);
  • frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori che verranno offerti nell’ambito territoriale di appartenenza.

Chi ha un lavoro a tempo pieno, ma è sottopagato, avrà comunque diritto all’integrazione del reddito.

Reddito di cittadinanza e Rei: tabella requisiti

Riassumiamo le principali differenze ed i punti in comune tra i due sussidi in questa tabella:

Reddito di cittadinanza Rei
Isee del nucleo familiare per il diritto al sussidio 9360 euro 6mila euro
Isre (indicatore situazione reddituale) per il diritto al sussidio Non ancora noto 3mila euro
Patrimonio mobiliare per il diritto al sussidio Massimo 10mila euro, per famiglie con più figli Massimo 10mila euro, per famiglie con più figli
Patrimonio immobiliare per il diritto al sussidio Casa di abitazione più altro immobile di valore non superiore a 30mila euro Casa di abitazione più altro immobile di valore non superiore a 20mila euro
Importo del sussidio Sino a 780 euro al mese per un singolo, incrementi per le coppie e per i figli a carico Sino a 540 euro per una famiglia con 5 componenti
Erogazione del sussidio Tramite carta acquisti Tramite carta acquisti
Riduzione del sussidio In presenza di altri redditi o di altre prestazioni di assistenza. Sono tolti 300 euro mensili a chi non paga l’affitto della prima casa. In presenza di altri redditi o di altre prestazioni di assistenza.
Scala di equivalenza 0,4 punti per ogni adulto, 0,2 per ogni minore. Da 1 a 2,85 per 5 componenti, con un incremento, dal 2019, di 0,35 per ogni componente in più.
Condizionalità
Obbligatoria la partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro predisposte per il disoccupato. Obbligo di prestare servizio a favore del proprio Comune per almeno 8 ore alla settimana Obbligatoria l’adesione a un programma d’inclusione sociale e lavorativa o al patto di servizio

Come fare domanda per il Rei

Il Rei può essere attualmente richiesto presso il proprio comune di residenza e presso i punti per l’accesso al Rei, identificati dai comuni.

Per presentare la domanda deve essere utilizzato l’apposito modello predisposto dall’Inps, disponibile anche sul sito dell’Inps e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Il nucleo familiare, all’atto della domanda, deve essere in possesso di una dichiarazione Isee in corso di validità.

I comuni, ricevuta la domanda, devono comunicare all’Inps, entro 15 giorni lavorativi, attraverso le modalità telematiche predisposte dall’Istituto, le informazioni contenute nel modulo di domanda (le comunicazioni avvengono secondo l’ordine cronologico di presentazione).

I comuni devono poi verificare i requisiti di residenza e di soggiorno, comunicandone l’esito non oltre 15 giorni lavorativi dalla richiesta del Rei, e, in caso di componente del nucleo in condizione di gravidanza accertata, la documentazione medica, rilasciata da una struttura pubblica, attestante lo stato di gravidanza e la data presunta del parto.

L’Inps, a sua volta, verifica, entro 5 giorni lavorativi dalla trasmissione della domanda, il possesso dei requisiti per l’accesso al Rei, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate.

In caso di esito positivo delle verifiche di competenza dei comuni e degli ambiti territoriali, nonché delle verifiche effettuate dall’Istituto, il Rei è riconosciuto dall’Inps condizionatamente alla sottoscrizione del progetto personalizzato, o del patto di servizio o del programma di ricerca intensiva di occupazione. Il riconoscimento condizionato del beneficio è comunicato dall’Inps agli ambiti territoriali e ai comuni interessati entro il termine di 5 giorni dalla comunicazione delle informazioni contenute nel modulo di domanda di Rei da parte dei Comuni o degli ambiti territoriali.

Successivamente, l’Inps dispone il versamento del beneficio, che decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda ed avviene a cadenza mensile.

Domanda per il reddito di cittadinanza

Non è invece attualmente possibile fare domanda per il reddito di cittadinanza: in base a quanto reso noto sinora, la misura dovrebbe partire da aprile.


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2 Commenti

  1. ho concluso la naspi il 07/02/2018 il pagamento e stato fatto il 01/03/2018 l’inps dice che per fare domanda del rei devono passare 90 giorni vorrei sapere se questo e vero e da quale data partono i 90 giorni febbraio o marzo grazie carmelo

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