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Lo sai che? Casa ereditata: può essere pignorata?

Lo sai che? Pubblicato il 11 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 marzo 2018

Tutti i casi in cui l’erede rischia il pignoramento dei beni avuti in successione o di quelli propri di cui in precedenza era titolare. Il caso delle cartelle di pagamento.

Se hai ereditato un immobile e, tuttavia, hai dei debiti o li hai assunti proprio con l’accettazione della stessa eredità, è molto probabile che, in questo momento, tu ti stia chiedendo se la casa ereditata può essere pignorata, quali sono i tempi e i rischi concreti che corri in questi casi. Ebbene, la risposta non è così immediata come potresti a prima vista credere; ci sono numerose variabili da tenere in considerazione e che influiscono sulla soluzione al quesito legale. In questo articolo tenteremo di declinare pertanto tutti i possibili collegamenti che possono presentarsi tra un’eredità da un lato e un debito dall’altro con il correlato rischio di pignoramento.

Se l’eredità è piena di debiti, i creditori del defunto possono pignorare la casa?

Il primo caso è quello di una persona che accetta l’eredità di un parente il quale ha lasciato numerosi debiti. I creditori del defunto nulla potranno fare contro gli eredi che hanno rifiutato l’eredità; potranno invece agire solo nei confronti degli eredi che hanno accettato l’eredita e di quelli che l’hanno accettata con beneficio di inventario.  Analizziamo separatamente queste due ipotesi.

Eredi che hanno accettato l’eredità

Nei confronti di quanti hanno accettato l’eredità, i creditori possono avviare l’esecuzione forzata senza limiti di sorta. Possono cioè pignorare tanto i beni dell’eredità, quanto i beni personali dell’erede (per intenderci, si tratta dei beni di cui l’erede era già proprietario prima dell’accettazione). Quindi, se nell’eredità c’è una casa, i creditori la possono certamente pignorare. Non importa se l’immobile non è ancora stato diviso tra i vari eredi e ciascuno di questi ne ha una semplice quota: tutti quanti sono responsabili – in base alle rispettive quote – dei debiti lasciati dal defunto.

Se invece nell’eredità non ci sono beni pignorabili il creditore, come abbiamo appena detto, può pignorare i beni personali dell’erede; per cui, se quest’ultimo è titolare di un immobile, questo può essere aggredito. Se l’erede invece è contitolare di un immobile (ad esempio con la moglie, con cui è in comunione dei beni), esso potrà essere pignorato solo nei limiti del 50%.

Eredi che hanno accettato con beneficio di inventario

Per gli eredi che hanno optato per l’accettazione con beneficio di inventario i pericoli sono ridotti. Difatti i creditori potranno pignorare solo i beni dell’eredità e non quelli personali. Pertanto solo la casa ereditata può essere pignorata ma non quella personale dell’erede. E se i beni dell’eredità non sono sufficienti a soddisfare il creditore, quest’ultimo non potrà rivalersi contro i patrimoni degli eredi, rimanendo perciò insoddisfatto.

Se l’erede è pieno di debiti i suoi creditori possono pignorare la casa ereditata?

Vediamo ora l’ipotesi opposta: i creditori non sono stati lasciati dal defunto ma sono quelli dell’erede che già prima della successione era stato raggiunto da diffide di pagamento e atti giudiziari. In tal caso i suoi creditori possono pignorare la casa ereditata sia che l’accettazione avvenga in modo puro e semplice o con beneficio di inventario. Inoltre, il pignoramento è possibile anche se l’immobile è ancora indiviso con gli altri eredi: in tal caso il pignoramento avverrà solo sulla quota spettante all’erede-debitore.

Debiti fiscali e cartelle di pagamento

Un discorso parzialmente diverso riguarda invece i debiti con il fisco e con le altre pubbliche amministrazioni per i quali siano arrivate (o stiano per arrivare) delle cartelle di pagamento. Quando, infatti, il creditore è l’Agente della Riscossione (Agenzia Entrate Riscossione o qualsiasi altro ente che recupera i tributi locali) vigono delle regole diverse. Vediamole.

Come tutti sanno, esiste il divieto di pignorare la casa del contribuente se questa è:

  • l’unico immobile di proprietà del contribuente,
  • non è di lusso,
  • è adibita a civile abitazione,
  • è il luogo di residenza del contribuente.

Detto ciò, vediamo come questa norma si adatta all’ipotesi di un’eredità.

Se il contribuente era già proprietario di un immobile

La prima ipotesi da analizzare è quando l’erede è già proprietario di un immobile e quest’ultimo risponde ai requisiti appena elencati per l’impignorabilità (unico immobile non di lusso, adibito a civile abitazione e a residenza familiare). Nel momento in cui accetta l’eredità ed in questa vi è anche una casa, l’erede non è più proprietario di un solo immobile, bensì di due. Il risultato è che entrambi potranno essere messi all’asta dall’Agente della Riscossione, mancando il primo dei requisiti per l’impignorabilità: l’unicità dell’immobile. Attenzione però: il pignoramento immobiliare dell’Esattore è possibile solo se il debito supera 120mila euro. Sotto questo importo, e sopra i 20mila euro, è solo possibile iscrivere ipoteche.

Se il contribuente non era già proprietario di un immobile

Se chi accetta l’eredità non ha beni immobili intestati e diventa erede di una casa, questa non può essere pignorata dal fisco per debiti del defunto a condizione che non sia di lusso, vi venga fissata la residenza e sia adibita a civile abitazione.


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