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Lo sai che? Assistenza anziani: aiuti dello stato

Lo sai che? Pubblicato il 11 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 marzo 2018

Detrazioni fiscali, agevolazioni e assegno di invalidità e inabilità, home care premium: tutti i benefici statali e comunali per chi è portatore di handicap.

Chi è anziano o portatore di handicap ha spesso necessità di assistenza; nei casi più gravi c’è bisogno di una badante di lungo orario o convivente. Proprio prendendo atto di tale condizione, lo Stato predispone una serie di tutele soprattutto a beneficio di coloro che hanno un reddito più basso. Ci sono agevolazioni fiscali, l’assegno di invalidità, la pensione di inabilità, l’indennità di accompagno ed, infine, l’home care premium, il progetto rinnovato ogni anno dall’Inps per riconoscere risorse all’assistenza domiciliare. In questo articolo passeremo rapidamente in rassegna tutti gli aiuti dello stato per assistenza agli anziani, analizzando le condizioni per ottenere i suddetti benefici. Ma procediamo con ordine.

Agevolazioni fiscali per la badante

Chi ha un reddito inferiore a 40mila euro annui può detrarre dalla dichiarazione dei redditi la spesa sostenuta per la badante. La detrazione è del 19% e vale solo per la spesa fino a 2.100 ero annui. Quindi, chi spende ad esempio mila euro, non potrà dedurre dalle tasse 900 euro (3.000 – 2.100 euro). In pratica si può ottenere un risparmio di imposta di massimo 399 euro delle spese sostenute.

I contributi del Comune

Tutti i Comuni, seppure con modalità diverse, predispongono dei piani socio-assistenziali nei confronti delle persone bisognose. Ci si può rivolgere all’assistente sociale del Comune di riferimento per sapere se è stato attivato qualche programma di tutela.

Assegno ordinario di invalidità

Sicuramente il contributo statale più frequentemente usato per l’assistenza agli anziani è l’assegno di invalidità.

Per chiedere l’assegno di invalidità bisogna avere una riduzione della capacità lavorativa di almeno un terzo a causa d’infermità fisica o mentale.

A chi spetta l’assegno di invalidità?

L’assegno ordinario di invalidità spetta solo ai lavoratori e, in particolare, ai:

  • dipendenti;
  • autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri);
  • iscritti ad alcuni fondi pensione sostituiti e integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Requisiti per l’assegno di invalidità

Per ottenere l’assegno di invalidità bisogna avere i seguenti requisiti:

  • riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo a causa d’infermità o difetto fisico o mentale;
  • almeno 260 contributi settimanali (5 anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda;
  • non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa.

Come presentare domanda di invalidità

La domanda si presenta nei seguenti modi:

  • web, coi servizi telematici tramite Pin attraverso il portale www.inps.it;
  • telefono, chiamato il contact center al numero 803164 da rete fissa (gratuito) o 0616164 da mobile (a pagamento);
  • patronati e tutti gli intermediari dell’Inps.

Quando spetta l’assegno di invalidità?

L’assegno ordinario di invalidità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda. L’assegno è compatibile con l’attività lavorativa.

Quanto dura l’assegno di invalidità?

L’assegno dura per tre anni. Per essere confermato su domanda dell’interessato, entro la data di scadenza. Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l’assegno di invalidità è confermato automaticamente, ferma restando una revisione delle condizioni sempre possibile.

Al raggiungimento dell’età pensionabile, l’assegno di invalidità viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia (sempre che ve ne siano i requisiti).

Quanto spetta per l’assegno di invalidità?

L’importo è calcolato con sistema di calcolo:

  • misto: una quota calcolata con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo;
  • contributivo, se il lavoratore ha iniziato l’attività lavorativa dopo il 31 dicembre 1995.

La pensione di inabilità

Il secondo aiuto dello Stato per assistenza agli anziani si chiama pensione di inabilità. Al contrario dell’assegno di invalidità non può essere richiesta da chi svolge un’attività lavorativa.

La pensione di inabilità è un contributo in favore dei lavorativo che hanno impossibilità permanente e tolta e a svolgere qualsiasi lavoro. Ad essa può essere accompagnata anche la richiesta di un contributo per l’accompagnamento (cosiddetta «indennità di accompagno») se la persona non è in grado di deambulare o, per qualsiasi altra ragione (anche mentale), non ha la capacità di svolgere in autonomia gli atti della vita quotidiana.

La pensione di inabilità non è dovuta a chi è ricoverato in istituti di cura o di assistenza a carico della pubblica amministrazione. Non è compatibile con l’assegno mensile dell’Inail in favore degli invalidi a titolo di assistenza personale continuativa. Non è reversibile ai superstiti.

A chi spetta la pensione di inabilità?

Hanno diritto alla pensione di inabilità:

  • dipendenti;
  • autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri);
  • iscritti a fondi pensione sostituiti e integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Requisiti per la pensione di inabilità

Per avere la pensione di inabilità bisogna avere i seguenti requisiti:

  • assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di infermità o difetto fisico o mentale;
  • almeno 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel cinque anni precedenti la data di presentazione della domanda;
  • cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa;
  • cancellazione dagli elenchi di categoria dei lavoratori;
  • cancellazione dagli albi professionali;
  • rinuncia ai trattamenti a carico della assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione E a ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione.

Come presentare domanda di inabilità

La domanda si presenta nei seguenti modi:

  • web, coi servizi telematici tramite Pin attraverso il portale www.inps.it;
  • telefono, chiamato il contact center al numero 803164 da rete fissa (gratuito) o 0616164 da mobile (a pagamento);
  • patronati e tutti gli intermediari dell’Inps.

Quando spetta l’assegno di inabilità?

L’assegno di inabilità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda. L’assegno è compatibile con l’attività lavorativa.

Quanto spetta per l’assegno di inabilità?

L’importo è calcolato con sistema di calcolo:

  • misto: una quota calcolata con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo;
  • contributivo, se il lavoratore ha iniziato l’attività lavorativa dopo il 31 dicembre 1995.

L’anzianità contributiva maturata e incrementata (fino al massimo 2080 contributi settimanali) dal numero di settimane intercorrenti tra la decorrenza della pensione e il compimento di 60 anni di età, sia per le donne che per gli uomini.

Indennità di accompagnamento

Indennità di accompagno (o accompagnamento) sette a tutti i soggetti invalidi totali che non hanno capacità di muoversi senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o comunque non possono compiere gli atti quotidiani della vita in maniera autonoma.

A chi spetta l’indennità di accompagnamento?

Indennità di accompagno spetta solo in presenza della minorazione a prescindere dall’età e dal reddito.

Requisiti per l’indennità di accompagnamento

Per ottenere l’indennità di accompagno è necessario:

  • il riconoscimento di totale inabilità (100%) per affezioni fisiche o psichiche;
  • l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnamento, oppure l’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e la conseguente necessità di un’assistenza continua;
  • la cittadinanza italiana;
  • per i cittadini stranieri comunitari, l’iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • per gli extracomunitari il permesso di soggiorno di almeno un anno;
  • residenza nel territorio italiano.

Non spetta l’indennità di accompagno a chi è ricoverato gratuitamente in un istituto per più di 30 giorni e a chi percepisce analoga indennità per invalidità per causa di guerra, di lavoro o di servizio.

Indennità di accompagno e cumulabile con la pensione di inabilità con le pensioni e le indennità di accompagnamento per ciechi totali parziali.

Come si presenta la domanda per l’accompagnamento

Per presentare la domanda bisogna prima recarsi dal proprio medico richiedere un certificato introduttivo il cui codice identificativo va allegato per presentare la domanda via Web o patronati.

Home care premium

L’home care premium  è un programma sperimentato dall’Inps e prorogato di anno in anno a sostegno della non autosufficienza per coprire parte degli oneri che gravano sulle famiglie per la cura dei parenti con handicap. Al momento il programma è destinato solo ai dipendenti pubblici e consiste in un contributo economico. È dunque un’entrata che i familiari, dipendenti pubblici, possono farsi riconoscere per coprire le spese della badante.

Al beneficio si accede tramite concorso che viene pubblicato dall’Inps.

Possono partecipare i dipendenti e pensionati, utenti dell’Inps gestione dipendenti, i loro coniugi conviventi, i loro familiari di primo grado, i minorenni orfani di dipendenti o pensionati pubblici.

Per accedere alla prestazione bisogna attendere la pubblicazione del bando annuale presentare la domanda solo attraverso i servizi on-line dell’Inps. Presentata la domanda si apre la fase di valutazione amministrativa che avverrà da parte della direzione regionale Inps è competente per territorio.


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1 Commento

  1. Buon giorno mi chiamo stefano io abito con mia madre e handicap al 100×100 vorrei sapere se c e un contributo per un famigliare

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