Diritto e Fisco | Editoriale

Come chiedere risarcimento danni all’ospedale

11 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 marzo 2018



Il medico ha sbagliato diagnosi o terapia, causandoti un danno alla salute. In che modo puoi far valere i tuoi diritti?

Guai se non ci fosse la sanità pubblica. In pochi riuscirebbero a curarsi. Eppure spesso dagli ospedali escono pazienti inviperiti e profondamente danneggiati da trattamenti sanitari superficiali, causati da malasanità e incompetenza. Oppure solo superficialità. Medici e infermieri sprofondano sempre di più sotto il cumulo di turni massacranti ed eccessivo lavoro. Capita così che il paziente venga messo in secondo piano e curato in modo sbagliato. Alzi la mano chi non ha mai ricevuto una diagnosi o una cura sbagliate o chi non ha mai avuto un caso simile in famiglia o tra le sue conoscenze. Mettiamo il caso che la sfortuna si sia accanita proprio su di te. Hai avuto un brutto incidente domestico e, corso in ospedale, ti hanno diagnosticato una frattura, sbagliando però a curartela. Sei rimasto con il braccio inutilizzabile. Con chi te la puoi prendere? Col medico o con la struttura sanitaria? O con entrambi? Vediamo come chiedere il risarcimento danni all’ospedale.

Errore medico: posso chiedere il risarcimento danni?

Il diavolo ci ha messo la zampino e, nel bel mezzo di una fredda e ghiacciata giornata d’inverno, si è divertito a farti scivolare davanti all’uscio di casa, diventato una lastra di ghiaccio lucido, facendoti atterrare raggomitolato sul polso, che si è ovviamente rotto sotto il peso del tuo corpo. Ti sei fiondato al pronto soccorso dolorante e, facendoti le radiografie, ti hanno diagnosticato una tremenda frattura scomposta pluriframmentaria e ti hanno subito ingessato. Peccato però che il braccio ti sia stato ingessato piuttosto male, facendoti calcificare in modo sbagliato il polso. E peggio ancora, avrebbero dovuto sottoporti immediatamente a un intervento chirurgico. Ma l’ortopedico non lo ha fatto. Ormai è troppo tardi, perché il polso si è già in parte calcificato. E hai scoperto tutto solo grazie a un secondo consulto ortopedico. È un tipico caso di errore medico (e neanche dei più gravi).

La tua rabbia è forte, anche perché ti è stato detto che a questo punto difficilmente il tuo polso tornerà come prima e recupererai la stessa forza nel braccio. E tu di quella forza ne hai bisogno per lavorare. Puoi chiedere il risarcimento danni? Certo che puoi farlo. Il nostro ordinamento protegge chiunque subisca un danno ingiusto per colpa di altri, garantendogli la possibilità di chiedere e ottenere risarcimenti. In questo caso la responsabilità medica entra in gioco quando, ad esempio, il paziente sia stato sottoposto a una terapia sbagliata o a diagnosi errata, che hanno peggiorato le sue condizioni di salute.

Per far valere i tuoi diritti hai davanti a te hai differenti strade, alcune più veloci, altre più lunghe e articolate. Vediamo meglio a chi puoi attribuire le responsabilità di un errore medico, se quello sfortunato paziente sei tu.

Errore medico: a chi chiedere il risarcimento danni?  

Quando entri in ospedale per ricevere cure, entra in gioco un contratto di spedalità, tra te e la struttura che ti ricovera o che ti accoglie per la diagnosi e il trattamento sanitario. Ma c’è anche un terzo attore in gioco: il medico che ti visita e interviene su di te. Siete quindi in tre: tu (paziente), la struttura sanitaria e il medico.

Una recente riforma [1] in tema di responsabilità medica ha specificato molto bene che in caso di danno sanitario a risponderne sono sia l’ospedale sia il medico che è intervenuto sul paziente. La responsabilità è ripartita su entrambi, ma con delle differenze.

L’ospedale è responsabile per gli illeciti e i danni causati nei limiti della responsabilità contrattuale. Cosa vuol dire? Significa che quando il paziente entra in ospedale, la struttura stipula con lui un contratto di spedalità, da cui derivano specifici obblighi per l’azienda, tra cui quello di mettere a disposizione dei pazienti opportuni trattamenti ospedalieri e chirurgici. Da ciò deriva la responsabilità diretta dell’Azienda ospedaliera inadempiente [2]. Una parola chiarificatrice è malasanità. Questa non pesa solo sul groppone del medico che causa il danno, ma anche sull’ospedale. Ecco quindi che innanzitutto puoi fare causa e chiedere il risarcimento danni all’ospedale in cui il medico lavora. Nel caso l’ospedale in questione sia una struttura pubblica, dovrai chiamare in causa l’Asl di riferimento.

Ciò comunque non esime il medico dalle sue responsabilità. Anche a lui puoi chiedere il risarcimento del danno subito, in riferimento però alla sua responsabilità extra-contrattuale (a meno che tu non abbia stipulato con lui un contratto). Lui in persona risponderà per illecito doloso e colposo [3], e sarà obbligato a risarcire il danno.

Oltre al risarcimento del danno poi, il medico può anche essere ritenuto responsabile penalmente, per lesioni colpose o omicidio colposo (in caso di morte del paziente) [4], a prescindere dal fatto che la sua sia una colpa lieve o grave. Questo – secondo quanto stabilito dal Tribunale di Roma [5] – a meno che il medico, in presenza di particolari problemi tecnici, non si sia attenuto alle linee guida accreditate e alle buone pratiche.

Ad esempio, se il paziente è stato già più volte operato e ha problemi di ossa molto fragili e il medico si è attenuto scrupolosamente alle linee guida, la sua colpa penale potrebbe essere esclusa.

In linea di massima comunque i giudici hanno stabilito come, all’interno di un giudizio per risarcimento danni per responsabilità medica, sia necessario individuare chiaramente le differenti condotte colpose, che hanno causato il danno al paziente, in modo da quantificare esattamente la distribuzione delle responsabilità tra medico e ospedale. Bisogna in pratica decidere in che percentuale è responsabile la struttura e in quale il medico.

Come chiedere risarcimento danni all’ospedale

Appurato come, nel caso i medici abbiano sbagliato a curarti quella terribile frattura e il tuo polso sia rimasto parzialmente inutilizzabile, tu possa legittimamente agire in giudizio per far valere i tuoi diritti, vediamo ora come puoi chiedere i risarcimento danni all’ospedale o al medico. Prima di arrivare al vero e proprio giudizio civile, si devono tentare strade più conciliative, e di gran lunga più veloci, per arrivare a una soluzione il più possibile condivisa.

In qualunque caso, i primi step sono:

  • raccogliere tutta la documentazione sanitaria opportuna, eventualmente chiedendo al proprio medico di base di farti fare visite ed esami utili ad accertare il danno subito. Chiedi la cartella clinica all’ospedale che ti ha seguito. Deve dartela entro 6 giorni lavorativi dal momento della richiesta effettuata;
  • contattare un bravo avvocato, se possibile esperto in questioni sanitarie;
  • con l’aiuto di un medico legale, farsi fare una perizia per valutare effettivamente il danno subito e l’eventuale colpa o errore;
  • nel caso venga stabilito dal medico legale l’effettivo errore medico, allora potrai inviare, con l’aiuto del tuo avvocato (puoi farlo anche personalmente) una richiesta di risarcimento ai soggetti responsabili;
  • a questo punto che ospedale e medico, busseranno alla porta della loro compagnia assicurativa per aprire il sinistro, e tu dovrai fare una visita medico legale di riscontro presso un incaricato dalla compagnia.

Ecco poi le varie strade che potrai intraprendere per arrivare al traguardo del risarcimento danni.

Risarcimento danni all’ospedale: l’accordo

Se i risultati delle visite medico-legali coincidono e anche la compagnia assicuratrice dell’ospedale rileva l’errore medico, potete trovare un accordo o mediazione e arrivare a un cifra congrua di risarcimento per chiudere la questione. È un tipico caso di accordo informale.

Se invece, la visita medico legale della compagnia non riscontra l’errore medico, dovrai andare avanti per far valere i tuoi diritti. In pratica sarai tu (assieme al tuo avvocato) a bussare alle porte del giudice civile. Tentando però prima altre strade. Prima di arrivare in Tribunale, infatti, si deve necessariamente passare per il tentativo di mediazione.

Risarcimento danni all’ospedale: accordo con conculenza tecnica preventiva

Oltre all’accordo informale puoi percorrere anche la strada della consulenza tecnica preventiva (Ctp) [6], che comunque porterà sempre a una mediazione tra le parti. In questo caso però è un procedimento di accertamento che deve svolgere un consulente tecnico d’ufficio, nominato dal tribunale competente. Questo consulente valuterà l’eventuale responsabilità medica. A questo iter devono obbligatoriamente partecipare tutti: paziente, medico-ospedale, compagnia assicuratrice. E le parti chiamate in causa devono presentare un’offerta di risarcimento del danno al paziente. In questo modo di tenterà di giungere a un accordo.

Risarcimento danni all’ospedale: la conciliazione

Se anche con la consulenza tecnica d’ufficio non si trova nessun accordo tra paziente e ospedale, si procede con la strada della Conciliazione. Per i casi di responsabilità medica, prima di entrare in aula di tribunale pronti lunga battaglia finale della causa civile ordinaria, si deve obbligatoriamente passare per la mediazione obbligatoria. Se non viene fatta, il giudice non potrà istituire la causa ordinaria. In questo caso serve per forza l’avvocato. Si presenta con istanza all’organismo di mediazione prescelto, nel luogo del giudice territorialmente competente per il giudizio. Si fissa un incontro preliminare tra le parti in causa. Se entro tre mesi non si giunge a un accordo allora puoi procedere con la causa civile ordinaria.

Risarcimento danni all’ospedale: la causa ordinaria

Quando tutti gli altri tentativi di ottenere un risarcimento per il danno subito sono andati a vuoto, non ti resta che l’ultima strada, quella più tortuosa e lunga: la causa civile ordinaria contro l’ospedale o contro il medico. O contro entrambi.

Risarcimento danni all’ospedale: entro quanto tempo si può?

Per rispondere a questa domanda ci torna utile la distinzione che abbiamo fatto nei primi paragrafi: tra responsabilità contrattuale (della struttura) e responsabilità extra-contrattuale (del medico).

Per le responsabilità nell’ambito contrattuale la possibilità di chiedere il risarcimento danni all’ospedale si prescrive in 10 anni dal momento in cui si è venuti a conoscenza che l’insorgenza della patologia o del danno sono stati causati dall’errore medico. Inoltre – come stabilito dalla Corte di cassazione [7] –  in questo caso al paziente danneggiato spetta solo l’onere di dimostrare, l’esistenza del contratto (quindi di essere stato ricoverato in quell’ospedale) il danno subito a causa dell’inadempimento della struttura. Sarà poi onere della struttura dimostrare che non ci sia stato alcun adempimento da parte sua e alcun nesso tra causa ed effetto.

Per le responsabilità extracontrattuali invece il diritto di chiedere il risarcimento danni si prescrive in 5 anni (la metà del tempo). In questo caso però il paziente dovrà dimostrare sia il danno subito, sia la colpa specifica del medico e il rapporto causa-effetto tra errore medico e danno.

Comunque nel merito della responsabilità del medico, l’orientamento dei giudici (supportato anche dal parere della Cassazione) punta a farla rientrare ugualmente all’interno della responsabilità contrattuale. Questo perché il medico dipendente ha comunque un rapporto di lavoro in essere con la struttura.

Detto questo è chiaro come, se vuoi chiedere il risarcimento per un danno alla tua salute causato da errori medici, sia molto più semplice andare a chiederlo all’ospedale: hai più tempo per farlo e hai molto meno da dimostrare.

note

[1] Legge n. 24 dell’8 marzo 2017

[2] Art. 1218 cod. civ.

[3] Art. 2043 cod. civ.

[4] Artt.589- 590 cod. pen.

[5] Tribunale di Roma, sentenza del 1° febbraio 2018

[6] Art. 696 bis cod. proc. civ.

[7] Corte di cassazione, sentenza n. 24073 del 13 ottobre 2017

Autore immagine: Pixabay

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