Diritto e Fisco | Editoriale

Agevolazioni per invalidi

17 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 marzo 2018



Cos’è l’invalidità civile? Quali sono le percentuali di invalidità? Chi può richiederla? Quali sono le agevolazioni? Come ottenerla? Cos’è lo stato di handicap?

La legge italiana assicura sostegno alle persone che, a causa della loro patologia, non possono svolgere le funzioni tipiche della vita quotidiana. Per questi soggetti, l’ordinamento prevede delle agevolazioni che possano fungere da contrappeso allo stato invalidante cui sono costretti.

Tanto premesso, vediamo quali sono le agevolazioni per invalidi.

Invalidità civile: cos’è?

Prima ancora di scoprire quali sono le agevolazioni per invalidi, spendiamo qualche parola su cosa sia l’invalidità civile.

L’invalidità è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito. L’invalidità viene definita civile quando non deriva da cause di servizio, di guerra, di lavoro.

Invalidità civile: a chi spetta?

Secondo l’ordinamento italiano, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da compromettergli la normale capacità lavorativa (se in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi), ovvero da renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella dette fascia (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante ai soli fini dell’assistenza socio-sanitaria e dell’indennità di accompagnamento, quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età.

Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

In particolare, la legge [1] dice che «si considerano mutilati e invalidi civili i cittadini affetti da minorazione congenita e/o acquisita (comprendenti) gli esiti permanenti delle infermità fisiche e/o psichiche e sensoriali che comportano un danno funzionale permanente, anche a carattere progressivo, compresi [] insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo, o se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età».

Invalidità civile: quali agevolazioni?

I benefici concessi variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico.

La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Schematicamente, quindi, possiamo così sintetizzare:

  1. invalidità pari o superiore al 34% (soglia minima): prestazioni di carattere socio-assistenziale quali, ad esempio, prestazioni protesiche e ortopediche;
  2. invalidità pari o superiore al 46%: iscrizione al collocamento mirato;
  3. invalidità pari o superiore al 50%: congedo straordinario per cure (se previsto dal Ccnl);
  4. invalidità pari o superiore al 67%: esenzione parziale pagamento ticket per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale.
  5. invalidità pari o superiore al  74%: assegno mensile di assistenza;
  6. invalidità pari al 100%: pensione d’inabilità.

Inoltre, la persona invalida al 100% che sia anche incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua o che non sia in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, ha diritto anche all’indennità di accompagnamento [2] a prescindere dai requisiti economici (cioè dal reddito).

Invalidità civile: come ottenerla?

L’invalidità civile viene valutata ed, eventualmente, riconosciuta da apposita commissione medica la quale, sulla scorta delle tabelle ministeriali [3], stabilisce il grado di invalidità relativamente alla patologia della persona.

Nello specifico, colui che intende chiedere l’invalidità civile deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante.

Fatto ciò, occorre trasmettere telematicamente  il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria. L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la Commissione Asl integrata da un medico Inps.

Disabili: chi sono i portatori di handicap?

Diversa dall’invalidità civile è la disciplina riguardante i portatori di handicap. L’arcinota legge 104 sui portatori di handicap ha introdotto uno speciale regime di agevolazioni per favorire l’inserimento, nella vita lavorativa e sociale di ogni giorno, di coloro che, a causa della loro patologia, rischierebbero di vivere ai margini della società.

Scorrendo il testo della legge, si noteranno una serie di sussidi e di benefici volti non soltanto ad aiutare la persona ammalata, ma anche i familiari e quanti hanno bisogno di tempo per assistere l’infermo. Nonostante siano passati diversi anni dalla sua emanazione (la legge 104 è del 1992), ancora oggi resta il punto di riferimento per quanti soffrono di gravi patologie.

Secondo la legge, la persona handicappata è quella che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione [4].

Spesso, chi è invalido al cento per cento è anche portatore di handicap: di conseguenza, alle agevolazioni previste per il riconoscimento dell’invalidità fanno seguito anche quelli previsti dalla legge 104. Vediamone alcuni.

Invalidi e portatori di handicap: quali agevolazioni sull’auto?

Le agevolazioni fiscali previste dalla legge nel settore auto sono le seguenti:

  • Detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto in sede di denuncia annuale dei redditi;
  • Iva agevolata al 4% sull’acquisto;
  • Esenzione dal pagamento del bollo auto;
  • Esenzione dal pagamento dell’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Da precisare che questo tipo di agevolazione è prevista solo se il soggetto è riconosciuto invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100% e impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.

Invalidi: detrazioni figli portatori di handicap

Ancora, per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spettano le seguenti detrazioni Irpef:

  • 620 euro, se il figlio ha un’età inferiore a tre anni;
  • 350 euro, per il figlio di età pari o superiore a tre anni.

Con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di duecento euro per ciascun figlio a partire dal primo. Le detrazioni sono concesse in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta e il loro importo diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95mila euro.

Invalidi: agevolazioni per assistenza e medicinali

La legge italiana prevede agevolazioni per invalidi riguardanti l’acquisto di farmaci o, comunque, le prestazioni assistenziali. In particolare, è prevista:

  • la deduzione dal reddito complessivo dell’intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica;
  • la deduzione dal reddito complessivo degli oneri contributivi (fino all’importo massimo di 1.549,37 euro) versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare;
  • la detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, da calcolare su un importo massimo di 2.100 euro, a condizione che il reddito del contribuente non sia superiore a 40mila euro.

Invalidi: altre agevolazioni

La legge prevede agevolazioni per invalidi anche sul fronte degli ausili e dei sussidi tecnici, nonché dei lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche. Per quanto riguarda la prima categoria, si tratta di prodotti di comune reperibilità (es. computer, fax) che possono favorire l’autonomia delle persone con disabilità.

La normativa vigente prevede che questi prodotti godano dell’applicazione dell’Iva agevolata al momento dell’acquisto e che la spesa sostenuta può essere detratta in sede annuale di dichiarazione dei redditi. È tuttavia necessario disporre di una specifica prescrizione autorizzativa, oltre che del certificato di handicap o invalidità.

Nel dettaglio, la legge prevede:

  • detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per i sussidi tecnici e informatici;
  • Iva agevolata al 4% per l’acquisto dei sussidi tecnici e informatici;
  • detrazioni delle spese di acquisto e di mantenimento del cane guida per i non vedenti;
  • detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per i servizi di interpretariato dei sordi;

La detrazione Irpef è prevista anche per le spese sostenute per la realizzazione degli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.

La normativa vigente prevede che agli anziani, persone disabili e utenti “con esigenze sociali speciali” venga riconosciuta una riduzione del cinquanta per cento sul canone mensile di abbonamento della telefonia fissa. Vengono tuttavia previsti dei limiti reddituali per poter accedere a tale beneficio.

note

[1] Legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[2] Legge n. 18/1980.

[3] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

[4] Art. 3, legge n. 104/1992.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI