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Lo sai che? Come si diventa interdetti per legge

Lo sai che? Pubblicato il 14 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 marzo 2018

Interdizione legale: cos’é e come funziona? Cosa può fare l’interdetto legale?

L’interdizione legale, quale sanzione accessoria in caso di reati, non va confusa con l’interdizione giudiziale, prevista, invece, per gli infermi di mente incapaci di provvedere ai propri interessi. L’interdizione legale è prevista automaticamente dalla legge in determinate ipotesi, al contrario dell’intedizione giudiziale che è applicata su richiesta dei soggetti interessati a tutelare la persona incapace di badare a se stessa. Vediamo allora come e quando si diventa interdetti per legge [1].

Interdizione legale: cos’é

L’interdizione legale è una sanzione accessoria che comporta la perdita della capacità d’agire. L’interdizione legale è applicata, a prescindere dalle condizioni psico fisiche del soggetto, in caso di condanna all’ergastolo o alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni.

Durante la reclusione il soggetto è interdetto legale. Una volta espiata la pena, tornerà nel pieno possesso della propria capacità di agire e non avrà più bisogno della sostituzione e della rappresentanza del tutore.

L’interdetto, poiché perde la capacità di agire e quindi di compiere atti rilevanti dal punto di vista giuridico (per esempio contratti) è sostituito da un tutore fino all’espiazione della pena.

La perdita di capacità dell’interdetto legale riguarda tutti gli atti di natura patrimoniale, ma non si estende agli atti di carattere personale o familiare; l’interdetto legale può quindi, per esempio, contrarre matrimonio o riconoscere il figlio naturale.

Interdizione legale: come avviene

L’interdizione legale viene prevista automaticamente dal provvedimento di condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni.

Il Pubblico Ministero trasmette la sentenza di condanna al giudice tutelare, il quale nomina un tutore dell’interdetto legale a seguito dell’assunzione di informazioni sul suo conto per valutarne l’idoneità.

Il tutore viene scelto preferibilmente fra persone che abbiano delle relazioni reali e positive con il condannato e sappiano curare una destinazione dei suoi beni utile e funzionale per il suo reinserimento sociale. Il giudice valuta anche l’idoneità dei congiunti ed esclude che questi possano essere nominati tutori qualora si tratti di famiglie tendenti al crimine.

Interdizione legale: cosa fa il tutore

Il tutore dopo aver prestato, davanti al giudice tutelare, il giuramento di esercitare l’ufficio con fedeltà e diligenza, inizia a svolgere le proprie funzioni nell’interesse dell’interdetto.

Il tutore dispone e amministra i beni dell’interdetto. Egli deve effettuare l’inventario dei beni (beni immobili, mobili, crediti e debiti dell’interdetto), tenere regolare contabilità della gestione e annualmente rendere conto al giudice tutelare.

Il tutore deve inoltre rappresentare l’interdetto in tutti gli atti civili.

Il tutore può chiedere ed ottenere dal giudice tutelare di essere esonerato dall’incarico, se esso sia divenuto eccessivamente gravoso e vi sia altra persona idonea a sostituirlo. Comunque, l’esercizio delle funzioni deve protrarsi fino a che il nuovo Tutore non abbia assunto l’incarico con la prestazione del giuramento.

Interdizione dai pubblici uffici

Una particolare forma di interdizione, sempre nell’ambito delle sanzioni penali accessorie, è quella dai pubblici uffici, che può essere perpetua o temporanea.

L’interdizione perpetua dai pubblici uffici, salvo che la legge disponga diversamente, priva il condannato:

1) del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi comizio elettorale, e di ogni altro diritto politico;

2) di ogni pubblico ufficio, di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio, e della qualità ad essi inerente di pubblico ufficiale o d’incaricato di pubblico servizio;

3) dell’ufficio di tutore o di curatore, anche provvisorio, e di ogni altro ufficio attinente alla tutela o alla cura;

4) dei gradi e delle dignità accademiche, dei titoli, delle decorazioni o di altre pubbliche insegne onorifiche;

5) degli stipendi, delle pensioni e degli assegni che siano a carico dello Stato o di un altro ente pubblico;

6) di ogni diritto onorifico, inerente a qualunque degli uffici, servizi, gradi o titoli e delle qualità, dignità e decorazioni indicati nei numeri precedenti;

7) della capacità di assumere o di acquistare qualsiasi diritto, ufficio, servizio, qualità, grado, titolo, dignità, decorazione e insegna onorifica, indicati nei numeri precedenti.

L’interdizione temporanea priva il condannato della capacità di acquistare o di esercitare o di godere, durante l’interdizione, i predetti diritti, uffici, servizi, qualità, gradi, titoli e onorificenze). Essa non può avere una durata inferiore a un anno, né superiore a cinque.

L’interdizione perpetua dai pubblici uffici è prevista in caso di condanna

  • all’ergastolo
  • alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni
  • con dichiarazione di abitualità o di professionalità nel delitto, o di tendenza a delinquere.

La condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni.

Interdizione da una professione o un’arte

L’interdetto da una professione o da un’arte perde la capacità di esercitare, durante l’interdizione, una professione, arte, industria, o un commercio o mestiere, per cui è richiesto uno speciale permesso o una speciale abilitazione, autorizzazione o licenza dell’Autorità. L’interedetto decade dal permesso o dall’abilitazione, autorizzazione, o licenza.

L’interdizione da una professione o da un’arte non può avere una durata inferiore a un mese, né superiore a cinque anni, salvi i casi espressamente stabiliti dalla legge.

Ogni condanna per delitti commessi con l’abuso dei poteri, o con la violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione, o ad un pubblico servizio, o all’ufficio di tutore o curatore, oppure con l’abuso di una professione , arte, industria o di un commercio o mestiere, o con la violazione dei doveri a essi inerenti, importa l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione, arte, industria o dal commercio o mestiere.

Interdizione dagli uffici direttivi di società e imprese

L’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese priva il condannato della capacità di esercitare, durante l’interdizione, l’ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’imprenditore.

Essa consegue ad ogni condanna alla reclusione non inferiore a sei mesi per delitti commessi con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti all’ufficio.

note

[1] Art. 32 cod. pen.


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