Diritto e Fisco | Editoriale

Termini per contestare un verbale

17 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 marzo 2018



Quando si violano disposizioni del codice della strada e viene notificato un verbale di accertamento è possibile opporsi, entro determinati limiti temporali.

Prima o poi può succedere a chiunque di commettere una violazione più o meno grave del codice della strada mentre si trovava alla guida della propria autovettura o della moto. A prescindere dalla gravità delle contestazioni che possono essere mosse, o della loro reiterazione nel tempo, e delle differenti conseguenze che ne possono derivare, quando viene contestata dagli agenti accertatori una violazione della disciplina in materia di circolazione stradale viene consegnato, o notificato via posta, un verbale di accertamento, contenente gli estremi della violazione del codice della strada. Questo verbale può essere contestato da chi l’ha ricevuto attraverso varie modalità e tempistiche, e l’opposizione può essere proposta a differenti autorità giudiziarie. Vediamo quindi come fare se viene contestato un verbale di accertamento, a quali autorità giudiziarie si può fare ricorso e quali sono i termini per contestare un verbale.

Violazioni codice della strada: opporsi al verbale

A meno che la contestazione rilevata non corrisponda alla condotta effettivamente tenuta, o comunque si scelga di non opporsi a quanto contenuto e contestato nel verbale di accertamento, in moltissimi casi chi si vede notificare un verbale decide di proporre opposizione allo stesso, attraverso gli strumenti che vengono messi a disposizione dal nostro ordinamento. Per opporsi al verbale di accertamento, la disciplina del nostro sistema giuridico predispone come rimedi il ricorso al prefetto e il ricorso al giudice di pace.

La contestazione del verbale può essere presentata dal trasgressore o dal proprietario del veicolo, nei confronti dei quali sia stata elevata la contravvenzione violativa del codice della strada.

Per quanto riguarda il ricorso al prefetto, non è ammissibile se presentato da chi sostenga di aver guidato il veicolo al momento della violazione ma che non ne sia proprietario né effettivo conducente, e non sia stato il destinatario della contestazione immediata o della notificazione (che ormai può essere effettuata anche via posta elettronica certificata) del verbale di accertamento.

Termini per contestare un verbale

I termini per contestare un verbale variano a seconda che si scelga di presentare un ricorso al prefetto oppure ci si rivolga al giudice di pace.

Nel caso in cui si contesti il verbale attraverso ricorso al prefetto, si può procedere anche senza assistenza legale, ed il termine per contestare il verbale è di 60 giorni dalla data della contestazione della violazione del codice della strada, avvenuta mediante consegna immediata del verbale da parte dell’accertatore o attraverso notifica (come detto, anche via pec) del verbale stesso.

Nel caso in cui invece si decida di ricorrere al giudice di pace, il termine è di 30 giorni, che iniziano a decorrere anche in questa ipotesi dalla contestazione su strada o dalla notifica del verbale di accertamento: il ricorso va proposto al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione del codice della strada.

Natura dei termini per contestare il verbale

Bisogna prestare particolare attenzione alle tempistiche di contestazione del verbale, perchè i range temporali che abbiamo analizzato sono di natura perentoria. Nel nostro ordinamento, si definisce perentorio un termine quando è obbligatorio porre in essere l’attività specifica, di volta in volta individuata, entro il termine fissato, perchè in mancanza di attivazione da parte dell’interessato non sarà poi più possibile, per lo stesso, iniziare l’attività stessa. Nel caso quindi di contestazione del verbale, se chi l’ha ricevuto non presenta opposizione nei termini visti, non potrà più proporlo. Anche nell’ipotesi in cui, a prescindere dal rispetto di questa disciplina, si decidesse di voler comunque percorrere le vie legali, l’eventuale ricorso presentato – indipendentemente dall’autorità adita, sia che si tratti di ricorso al prefetto che nei casi di ricorso al giudice di pace – non verrà preso in considerazione dall’autorità giudiziaria, e si avrà come mai proposto.

note

Autore immagine: Pixabay.

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