Diritto e Fisco | Editoriale

Come chiedere prestito con contratto inferiore a un anno

11 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 aprile 2018



È possibile ottenere un finanziamento con un rapporto di lavoro fino a 12 mesi? In che modo e a quali condizioni? Serve un garante?

Hai bisogno di un prestito ma hai un contratto inferiore a un anno? Temi che la banca riterrà la tua posizione poco solida perché sei precario e che, quindi, ti negherà i soldi di cui hai bisogno per comprare l’auto e poter andare al lavoro senza chiederla sempre a papà o per il matrimonio più volte rimandato perché non c’era stabilità economica? Non è detto che vada a finire così. C’è la possibilità di chiedere un prestito con contratto inferiore a un anno. Certo, non avrai i vantaggi di chi ha un contratto a tempo indeterminato, ma nulla è perso in partenza. Comunque la banca chiederà delle garanzie: il richiedente ha superato il periodo di prova? L’azienda presso la quale è stato assunto è solida? E soprattutto: ha un garante alle spalle, qualcuno che copra una o più rate non pagate?

C’è un’altra importante domanda da farsi: posso chiedere un prestito che preveda la restituzione dei soldi in più di 12 rate, cioè per un periodo superiore alla durata del mio contratto?

Prima di sapere come chiedere un prestito con un contratto inferiore a un anno bisogna sapere, dunque, quali sono i criteri grazie ai quali un istituto di credito apre i cordoni della borsa per prestare dei soldi ad un cliente. Analizziamoli uno ad uno e vediamo, in questo modo, come chiedere un prestito con un contratto inferiore a un anno.

Prestito con contratto inferiore a un anno: la stabilità economica

Chi ha un contratto inferiore a un anno è, a tutti gli effetti, un lavoratore dipendente come gli altri. Tuttavia, il fatto di avere un rapporto di lavoro a breve termine (un anno, appunto), anche se in passato ha già lavorato altrove, lo può mettere in una situazione delicata di fronte ad una banca al momento di chiedere un prestito. L’istituto vorrà valutare, in primis, la stabilità economica del richiedente su due fronti: il tipo di contratto e la solidità del datore di lavoro.

Per quanto riguarda il primo aspetto, quello relativo al tipo di contratto del richiedente, la banca valuterà se si tratta di un rapporto di lavoro in regola, con tanto di busta paga. In questo caso, chiedere un prestito con contratto inferiore a un anno sarà più semplice.

Inoltre, altro punto a favore del richiedente sarà quello di aver superato il periodo di prova, variabile a seconda del contratto nazionale di categoria e della mansione che svolge.

Ciò non vuol dire che chi ha un contratto a termine inferiore ad un anno non possa chiedere un prestito. Va da sé, però, che dovrà restare su una cifra piuttosto contenuta per avere la sicurezza di poterlo restituire prima della scadenza oppure, come vedremo più avanti, dovrà avere alle spalle un garante.

L’altro aspetto, come dicevamo, è quello legato alla solidità del datore di lavoro. Chi vuole chiedere un prestito con contratto inferiore ad un anno deve presentare alla banca almeno il presupposto di riuscire a completare il rapporto di lavoro. Cioè, di lavorare in un’azienda che non salterà per aria dall’oggi al domani o nell’arco di pochi mesi e che non sia in una situazione di difficoltà tale da prevedere stipendi tagliati o non pagati. In altre parole: che chi chiede il prestito non si trovi, suo malgrado, nell’impossibilità di versare la rata mensile.

Prestito con contratto inferiore a un anno: la situazione personale

La banca non si limita a valutare la situazione finanziaria di chi chiede un prestito con contratto inferiore ad un anno: vuole anche conoscere la sua situazione personale, cioè: cos’ha fatto, cosa fa e cosa potrà fare.

La banca guarda il passato del richiedente per sapere se ha già chiesto dei prestiti o dei mutui ed è stato un buon pagatore, se ha corrisposto puntualmente le rate. In questo caso, anche se ha un contratto inferiore a un anno, ha la strada spianata perché ha dimostrato di avere quella che viene chiamata «affidabilità creditizia».

La banca guarda il presente del richiedente valutando alcune variabili come l’età, il luogo in cui abita, eventuali figli a carico: abita con i genitori o deve pagare un affitto? Deve mantenere dei figli e, quindi, rischiare qualche imprevisto in grado di compromettere il suo budget mensile?

La banca guarda, infine, il futuro del richiedente: avrà la possibilità di rispettare il suo impegno finanziario? A questo proposito, di norma non viene concesso un prestito che preveda una rata superiore ad 1/3 delle entrate mensili del richiedente.

Prestito con contratto inferiore a un anno: la tipologia

Detto tutto questo, a quale tipologia di prestito può aspirare chi ha un contratto inferiore a un anno? Sicuramente potrà ottenere un finanziamento:

  • per un importo piuttosto basso;
  • di durata ridotta;
  • ad un tasso di interesse fisso.

In sostanza, un prestito personale.

C’è da aggiungere che, a differenza dei mutui ipotecari, per questo tipo di prestiti il richiedente non è tenuto a spiegare la finalità del finanziamento e, quindi, non è tenuto a fornire dei giustificativi di spesa.

Prestito con contratto inferiore a un anno: come richiederlo

La domanda per chiedere un prestito con contratto inferiore a un anno va presentata alla banca, alle Poste o all’ente finanziario scelto allegando questi documenti:

  • carta di identità;
  • codice fiscale;
  • busta paga;
  • certificazione unica o dichiarazione dei redditi;
  • contratto di lavoro.

Prestito con contratto inferiore a un anno: quando serve il garante?

Come detto in precedenza, anche se per ottenere un prestito personale non c’è bisogno di dare alcuna spiegazione sul suo utilizzo è, comunque, necessario fornire delle garanzie alla banca (o alle Poste o a qualsiasi altro ente finanziatore). Tra queste, la più affidabile è quella del garante.

Immaginiamo che io abbia un contratto di lavoro stagionale inferiore a un anno, da settembre a giugno, quindi di 10 mesi. Immaginiamo anche che mi serva un prestito di 10mila euro per aggiungere quei soldi ai miei risparmi e comprarmi la macchina. Raramente un istituto di credito mi concederà un prestito di quella cifra da restituire in 10 mesi a 1.000 euro a rata più gli interessi: o porto a casa uno stipendio molto elevato oppure l’istituto si chiederà come farò a mantenermi.

Dovrò, per forza di cose, chiedere di dilatare il tempo per restituire il prestito, in modo da abbassare la rata. Ma, finito il mio contratto di lavoro, come convincerò l’istituto di credito che avrà ogni mese la sua rata pagata?

L’unico modo è quello di far intervenire un garante, cioè una figura che, appunto, subentrerà a me nei pagamenti nel caso in cui io, passati quei 10 mesi di contratto stagionale, non fossi in grado di onorare il mio impegno. E che dovrà avere una situazione finanziaria stabile (vorrò mica portarmi il garante del garante?).

Al momento di chiedere il prestito con contratto inferiore a un anno accompagnato da un garante, quest’ultimo dovrà presentare gli stessi documenti del richiedente, quindi:

  • carta di identità;
  • codice fiscale;
  • busta paga;
  • certificazione unica o dichiarazione dei redditi;
  • contratto di lavoro.

Tuttavia, busta paga e contratto di lavoro potrebbero non essere necessari nel caso in cui, ad esempio, a rivestire la figura del garante fosse un facoltoso genitore che, dichiarazione dei redditi alla mano, dimostra di non avere problemi economici per coprire il debito del figlio (ma, a questo punto, perché non glieli presta lui? Così, per dire).

Prestito con contratto inferiore a un anno: conviene la cessione del quinto?

Non è la soluzione migliore ma esiste e, quindi, va citata. La cessione del quinto dello stipendio è un’ulteriore opportunità per ottenere un prestito. Di solito, però, viene scelta da lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che hanno un contratto di lavoro saldo e che, con un quinto del proprio stipendio, pagano la rata del finanziamento ricevuto.

Qual è il problema per chi vuole chiedere un prestito con contratto inferiore a un anno? Il problema è che l’ente che eroga il prestito chiede come garanzia anche il Tfr, il trattamento fine rapporto che, come si sa, è legato all’anzianità di servizio. Con un contratto a termine così breve, quindi, il Tfr sarà piuttosto esiguo e non offrirà alcuna garanzia alla banca o alle Poste. Ergo, forse nemmeno conviene prendere in considerazione una possibilità che nemmeno l’istituto di credito accetterebbe.


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