Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione d’inabilità, come si calcola

13 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 marzo 2018



Regole di calcolo della pensione d’inabilità e della maggiorazione contributiva: la guida completa.

La pensione d’inabilità è un trattamento, riconosciuto dall’Inps, che spetta al lavoratore riconosciuto totalmente inabile, cioè sia, a causa di un difetto fisico o mentale, totalmente e permanentemente impossibilitato a svolgere qualsiasi attività lavorativa. A differenza delle altre pensioni d’invalidità e inabilità (assegno ordinario d’invalidità, inabilità a proficuo lavoro e alle mansioni, queste ultime riconosciute ai soli dipendenti pubblici), la pensione per assoluta e permanente inabilità a qualsiasi attività lavorativa è dunque incompatibile con qualunque lavoro. Per questo motivo, l’Inps riconosce al beneficiario di questa pensione una maggiorazione, che può aumentare il trattamento sino al riconoscimento di un massimo di 40 anni di contributi; la maggiorazione, in pratica corrisponde alla distanza che separa il pensionato ai 60 anni di età, entro però un tetto di 40 anni di contributi. Ma procediamo per ordine e vediamo, dopo aver compreso chi ha diritto alla pensione d’inabilità, come si calcola la prestazione, con particolare riguardo alla maggiorazione contributiva.

Chi ha diritto alla pensione d’invalidità

Ha diritto alla pensione d’inabilità il lavoratore che, per difetto fisico o mentale, si trovi nella permanente ed assoluta impossibilità di lavorare.

Il lavoratore, per aver diritto alla pensione, deve inoltre risultare iscritto a una delle seguenti gestioni, facenti capo all’Inps:

  • assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti (Ago);
  • fondi sostitutivi dell’Ago;
  • gestioni speciali dei lavoratori autonomi: artigiani, commercianti, coltivatori diretti;
  • gestione separata.

Deve poi possedere almeno 5 anni di contributi, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio: per raggiungere questo requisito può anche cumulare la contribuzione presente in casse differente.

Come si calcola la pensione d’inabilità

Il sistema calcolo della pensione d’inabilità è quello ordinariamente previsto per la generalità delle pensioni Inps:

  • retributivo (basato, cioè, sulle ultime retribuzioni e sull’anzianità assicurativa sino al 31 dicembre 1992, per la quota A, e sino al 31 dicembre 2011, per la quota B), per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995; dal 2012, la pensione è calcolata col sistema contributivo (basato sui contributi versati);
  • misto, ossia retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi antecedenti al 1996.

Come si calcola la maggiorazione della pensione d’inabilità

Come anticipato, se il pensionato inabile ha meno di 60 anni di età, ha diritto a una maggiorazione contributiva sulla pensione, che ne aumenti la misura.

Nel dettaglio, l’anzianità contributiva maturata viene incrementata virtualmente (nel limite massimo di 2080 contributi settimanali, pari a 40 anni) dal numero di settimane che intercorrono tra la decorrenza della pensione di inabilità e il compimento dei 60 anni di età [1].

I contributi sono calcolati prendendo a base le medie contributive pensionabili possedute negli ultimi 5 anni e rivalutate ai sensi della Legge Amato. In pratica, si devono:

  • rivalutare le ultime 260 settimane di retribuzione (reddito o stipendio) prima del pensionamento, o il minor numero esistente, per i coefficienti di rivalutazione della Quota B della pensione;
  • sommare queste ultime 260 settimane di retribuzione rivalutate;
  • moltiplicare il risultato per l’aliquota di computo della gestione (pari al 33% del reddito prodotto per i lavoratori dipendenti);
  • dividere questo risultato per 260 settimane;
  • si ottiene così la media contributiva settimanale rivalutata dell’ultimo quinquennio lavorato;
  • la media contributiva settimanale rivalutata deve essere poi moltiplicata per il numero di settimane intercorrenti tra la data di decorrenza della pensione di inabilità e il raggiungimento dei 60 anni di età;
  • si determina così la quota di maggiorazione riferita al periodo mancante al raggiungimento del sessantesimo anno di età, da aggiungere al montante individuale, cioè alla somma dei contributi dell’interessato;
  • in ogni caso non può essere calcolata un’anzianità contributiva complessiva superiore a 2080 settimane (40 anni).

Il coefficiente di trasformazione, cioè la cifra, espressa in percentuale, che trasforma la somma dei contributi (montante contributivo) in pensione, come per gli assegni di invalidità, deve essere quello relativo a 57 anni di età per chi si pensiona con un’età inferiore.

Maggiorazione della pensione d’inabilità per i dipendenti pubblici

Il procedimento di calcolo della maggiorazione per inabilità che si deve applicare ai dipendenti pubblici inabili corrisponde a quello appena osservato in relazione alla generalità dei lavoratori.

Tuttavia, il beneficio derivante viene limitato da un doppio calcolo, o doppio tetto: non può difatti superare:

  • l’80% della base pensionabile delle quote di pensione determinate con il sistema retributivo (Quota A e Quota B di pensione per i lavoratori in possesso di anzianità contributiva al 31.12.1995);
  • l’importo della pensione privilegiata che sarebbe spettata al dipendente in caso di infermità riconosciuta dipendente da causa di servizio (questo requisito, però, non appare più verificabile in quanto la Legge Fornero ha abolito la pensione privilegiata, che resta solo per i dipendenti del comparto difesa, sicurezza e soccorso).

Incremento al minimo e maggiorazioni sociali della pensione d’inabilità

La pensione d’inabilità può essere integrata al trattamento minimo; inoltre, è possibile fruire delle maggiorazioni sociali previste dalla normativa vigente, come il cosiddetto incremento al milione, che può essere ottenuto già al compimento del 60° anno di età.

note

[1] Inps Mess. 219/2013.

[2] Art.3, Co.5, Dlgs 503/1992.

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4 Commenti

  1. Sono epilettica e ho un invalidità dell’80%;
    per questo motivo mi danno 2 anni di prepensionamento anche se io mi sarei aspettata di più dato che sono 35 anni e mezzo che lavoro in un ente pubblico.
    Mi sapete dire se la cosa è giusta o se mi spettano più anni?
    Sentitamente Vi ringrazio.
    Antonietta Menga

  2. buongiorno, ho una< malattia immunitaria (sarcoidosi polmonare bilaterale) . ho un invalidità dell'80%, prendo di pensione euro 264,00…non riesco piu a lavorare. queste pensioni aumenteranno? grazie

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