Diritto e Fisco | Editoriale

Risarcimento danni in autostrada: gli animali

16 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 marzo 2018



Se investite un cane, apparso improvvisamente, avete diritto all’indennizzo: presupposti e caratteristiche della responsabilità in questi casi.

Stavate circolando tranquillamente in autostrada. La velocità del vostro veicolo era sostenuta ma nei limiti del consentito. Dunque, nelle descritte circostanze, un animale, imprevedibilmente ed improvvisamente apparso, vi ha tagliato la strada: lo avete colpito e la vostra auto è risultata danneggiata nell’impatto. Ebbene i danni verificatisi sono attribuibili ad un evento accidentale e privo di responsabilità per chiunque oppure c’è un colpevole? In caso di risposta affermativa, in merito al risarcimento danni in autostrada provocato dagli animali, quali sono i presupposti per la nostra richiesta di risarcimento?

Risarcimento danni in autostrada: i presupposti

Quando percorriamo l’autostrada, circoliamo attraverso un bene non di nostra proprietà, la cui custodia è chiaramente affidata all’ente di gestione del tratto stradale. Questo rapporto di custodia, evidentemente condiziona anche la questione risarcitoria qui in esame, poiché ci si richiama ad una specifica disposizione di legge, che regola la responsabilità derivante dai danni provocati dalle cose in custodia [1].

La responsabilità

Nell’ipotesi qui esaminata, la responsabilità è di natura oggettiva: lo precisa la Suprema Corte di Cassazione [2] allorquando afferma che “…la responsabilità per i danni cagionati dalle cose in custodia, prevista dall’art. 2051 c.c., ha natura oggettiva…” In termini più semplici, questo significa che il rapporto di custodia tra la cosa e il custode (in questo caso l’autostrada e il gestore) ed il legame causa/effetto tra l’evento verificatosi e l’autostrada, sono sufficienti a riconoscere la responsabilità in capo al gestore. Quest’ultimo, avendo il potere di controllo sull’autostrada, ha anche la facoltà di prevenire ed evitare pericoli ai veicoli circolanti. Per questi motivi egli è responsabile per il risarcimento danni in autostrada provocato dagli animali, indipendentemente da ogni indagine sulla colpa del medesimo. Si tratta di conclusioni fatte proprie dalla Cassazione citata (…la responsabilità viene imputata a prescindere da ogni accertamento di colpa, per il fatto di essere il titolare del “potere di governo” della cosa, inteso come potere di controllarla, di eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte e di escludere i terzi dal contatto con essa…). Tutto ciò, trova, altresì, ragione nel fatto che il custode trae profitto dalla gestione dell’autostrada, assumendosi, conseguenzialmente, i rischi per i danni provocati dalla cosa.

Il rapporto di causa-effetto 

Abbiamo visto che è necessario riconoscere un legame causale tra l’evento danno verificatosi e il bene in custodia da cui è derivato. In pratica bisogna dimostrare che il danno è conseguenza dell’attraversamento dell’animale e non da altre circostanze (un guasto al motore, una ruota scoppiata, una buca, ecc.). Ebbene, nel caso del risarcimento danni in autostrada provocato dagli animali l’imprevedibile presenza di un animale in autostrada, quanto l’inevitabile impatto col medesimo, sono più che sufficienti a dimostrare il legame tra l’evento e il danno provocato. Anche a questo riguardo, gli Ermellini precisano che spetta … al danneggiato dimostrare il nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento lesivo, cioè che il danno da lui riportato era conseguenza della inesatta e imprevista presenza sulla carreggiata di un animale selvatico con cui non aveva potuto evitare la collisione,

La prova liberatoria

A proposito del risarcimento danni in autostrada provocato dagli animali, l’ente di gestione ha comunque la facoltà di dimostrare il cosiddetto caso fortuito, provando che l’evento verificatosi sia stato dovuto a fattori accidentali e completamente inevitabili per il custode della cosa: ad esempio, lo sono l’eventuale rottura della recinzione autostradale ad opera di un vandalo oppure la presenza dell’animale, poiché lasciato lì da una terza persona (vedasi nel deprecabile caso del cane abbandonato dal padrone in autostrada). Se quindi, il gestore del tratto autostradale è in grado di fornire questa prova liberatoria, il danneggiato non avrà diritto ad alcun risarcimento. A questo proposito, affermare e provare che la recinzione autostradale risultava integra nel tratto interessato dall’incidente non è sufficiente. Lo ha chiarito la Cassazione già citata, affermando che, una circostanza come questa, non prova l’esistenza di … un fattore esterno imprevedibile ed inevitabile idoneo a vincere la presunzione di responsabilità del custode….

note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 11785/2017.


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