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Ricorso estratto di ruolo: come difendersi

13 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 marzo 2018



Impugnazione degli estratti di ruolo in Commissione Tributaria: cosa succede se l’agente della riscossione si costituisce tardivamente?

La giurisprudenza ha ormai pacificamente ammesso l’impugnabilità degli estratti di ruolo qualora le cartelle non siano state validamente notificate al contribuente e questi ne venga a conoscenza, per la prima volta, proprio quando chiede al concessionario della riscossione gli estratti relativi alla propria posizione personale.

Dunque, una volta consapevoli dell’ammissibilità del ricorso contro gli estratti di ruolo, occorre tuttavia sapere quando conviene e come difendersi, specialmente dal punto di vista propriamente processuale.

Ricorso estratti di ruolo Commissione tributaria

Le Sezioni Unite della Cassazione [1] hanno affermato che è ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario.

L’impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato non costituisce, infatti, l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque legittimamente venuto a conoscenza.

Il ricorso contro gli estratti è ammesso anche in Commissione Tributaria, quando gli importi sono stati iscritti a ruolo a titolo di imposte e tasse.

Ricorso estratti di ruolo: quando conviene?

Il ricorso contro gli estratti di ruolo è consigliabile solo quando il contribuente è quasi certo di non aver ricevuto le cartelle o sa che le stesse non sono state notificate correttamente (per esempio perché notificate ad un vecchio indirizzo di residenza). Difatti, se l’agente della riscossione produce in giudizio relate e avvisi di ricevimento idonei a provare l’avvenuta regolare notifica al destinatario, non solo si perde la causa, ma si rischia anche di essere condannati a pagare le spese di lite. Peraltro, una volta accertato in giudizio che gli importi addebitati dall’agente della riscossione sono dovuti, il contribuente sarà tenuto al pagamento per ordine del giudice e, quindi, non più sulla base delle cartelle bensì sulla base della sentenza.

Una recente pronuncia della Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento [2] ha tuttavia precisato che, se l’agente della riscossione si costituisce in giudizio in ritardo, le allegazioni documentali sono inammissibili e, quindi, anche se queste sono idonee a provare la notifica, non possono essere prese in considerazione dai giudici.

Ricorso estratti di ruolo: chi chiamare in causa?

Nel caso di ricorso contro gli estratti di ruolo, qualora si eccepiscano solo i vizi della cartella, per effetto e a seguito della sua mancata notifica, è esclusa la legittimazione passiva dell’ente creditore. Occorre chiamare in causa solo l’agente della riscossione dato che la cartella è un atto di sua esclusiva competenza e non certo nel dominio dell’ente impositore. Né si può risalire ancora più a monte nel procedimento di accertamento del tributo, fino al ruolo emesso dall’Agenzia che ha comunque valore interno.

Poiché il ricorso è proposto sulla base della mera conoscenza degli estratti, nessun ente impositore può partecipare al giudizio, in quanto esso è circoscritto alle cartelle prodromiche. Nè il ricorrente può  impugnare a ritroso atti prodromici alle cartelle, in quanto tali vizi dovevano essere prospettati in precedenza (per esempio avvisi di accertamento).

Ricorso estratti di ruolo: costituzione tardiva controparte

Nel processo tributario, la tardività della costituzione in giudizio della controparte (per esempio Agente della Riscossione) non comporta alcun tipo di nullità (ad eccezione della tardiva produzione documentale). Infatti, vigendo nel nostro ordinamento, in relazione alle cause di nullità, un principio di tassatività e mancando la previsione di tale sanzione nel processo tributario, la tardiva costituzione in giudizio del resistente determina soltanto la decadenza dalla facoltà di chiedere o svolgere attività processuali, eventualmente precluse.

Dunque, la produzione documentale dell’agente della riscossione, depositata oltre il sessantesimo giorno dalla notifica del ricorso, è inammissibile e non può provare la notifica.

Nell’ipotesi di costituzione tardiva, l’ufficio è sottoposto alle preclusioni previste dalla normativa a seconda del momento in cui tale onere sia adempiuto e più precisamente:

  1. la perdita della possibilità di effettuare la chiamata in causa di terzo;
  2. non possono essere proposte eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio.

La costituzione della parte resistente oltre i 60 giorni dalla data di notifica del ricorso introduttivo, in ogni caso, non provoca l’esclusione dal diritto a essere destinatario della comunicazione dell’udienza di trattazione, salvo nel caso in cui la costituzione sia avvenuta in un momento successivo a quello nel quale l’avviso di trattazione sia già stato inoltrato.

Nel caso analizzato dalla Commissione Tributaria di Agrigento, la documentazione prodotta dall’agente della riscossione avrebbe dimostrato la regolarità delle procedure di notifica; tuttavia, essendo la stessa tardiva, e quindi, inammissibile, i giudici hanno accolto il ricorso del contribuente contro l’estratto di ruolo e annullato le cartelle.

Il tipico caso in cui la verità processuale è opposta alla verità fattuale, ma, questa volta, in senso favorevole al contribuente.

note

[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 19704/2015.

[2] CTP Agrigento, n. 442/01/2018 del 23.02.2018.


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1 Commento

  1. Il ricorso in commissione tributaria se di valore sino a 50000€ assume per i primi 90 dalla notifica ad esempio a AeR la forma del reclamo. Trascorsi i quali, in assenza di riscontro, il contribuente ha 30 giorni di tempo per depositare il ricorso in CT. Stessa cosa se al reclamo è data risposta negativa entro i 90 giorni, dalla notifica del diniego partono i 30 giorni per il deposito. Una volta depositato il ricorso, alla AeR rimangono solo 30 giorni per costituirsi in difesa e non più 60, giusto?

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