Diritto e Fisco | Editoriale

Fondo pensione, cos’è e come funziona

14 marzo 2018


Fondo pensione, cos’è e come funziona

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 marzo 2018



La rendita del fondo integrativo alla pensione; quali sono le tipologie, la reversibilità, le possibilità di anticipo e di riscatto del fondo pensione.

Sta crescendo il numero dei lavoratori che opta per un fondo pensione. I dati dell’Istat parlano di circa 23 milioni a fine dell’anno scorso (circa il 3% dei lavoratori). Tra questi, i giovani rivestono una percentuale minima, il che lascia intuire come i guadagni da questi percepiti siano ancora troppo esigui per permettere loro di pensare al futuro quando ancora il presente è incerto. Ciò nonostante è sempre bene fare i conti con il fatto che, prima o poi, tutti andremo in pensione e l’assegno che erogherà l’Inps o la cassa professionale sarà insufficiente a mantenere lo stesso tenore di vita goduto in precedenza. Ecco che allora è bene informarsi e capire cos’è e come funziona il fondo pensione.

Cos’è il fondo pensione

Il fondo pensione è un’integrazione della pensione, è un ombrello sul futuro del lavoratore ed, eventualmente, dei suoi familiari (a seconda della tipologia del contratto, per come vedremo a breve). In pratica, il lavoratore può decidere di versare una parte del proprio stipendio in uno di questi fondi che hanno lo scopo di raccogliere e investire in modo sicuro il denaro del risparmiatore ed erogarglielo successivamente, nel momento in cui questi smetterà di lavorare. Si tratta quindi di un investimento che ha lo scopo di garantire, non appena saranno maturati i requisiti della pensione, un reddito ulteriore rispetto alla pensione erogata dall’ente previdenziale (a cui si aggiunge e da cui è completamente separato). Quindi chi aderisce a un fondo pensione non rinuncia alla sua naturale pensione ma ne aggiunge un’altra.

Differenza principale con il tipo di pensione dell’Inps è che il titolare di un fondo pensione potrà comunque chiedere e ottenere a determinate condizioni anticipi e riscatti.

I lavoratori possono anche decidere di destinare il proprio TFR a un fondo pensione.

Come funziona un fondo pensione?

Il funzionamento del fondo pensione è in parte simile a un investimento a termine, in parte simile a quello della pensione standard che il lavoratore percepisce. Difatti, i contributi versati durante l’attività lavorativa verranno erogati solo una volta che siano maturati i requisiti per la pensione.

Esistono due categorie di fondi:

  • fondi pensione chiusi: sono legati al contratto collettivo di lavoro e ogni settore ha il suo fondo. Un lavoratore dipendente, se vi aderisce, per poter avere il contributo del datore di lavoro deve sottoscrivere quello del suo settore: proprio per questo vengono chiamati anche fondi di categoria;
  • fondi pensione aperti: sono invece destinati a tutti: lavoratori dipendenti e autonomi.

Poi ci sono i piani individuali pensionistici (Pip): non sono fondi ma un tipo di assicurazione con finalità pensionistiche. Tutti possono sottoscriverli, ma non sempre sono convenienti.

Quale rendita ha un fondo pensione?

I fondi pensione possono avere rendite diverse a seconda della tipologia:

  • fondi pensione con rendita vitalizia: la rendita viene corrisposta finché il lavoratore è in vita. Alla sua morte si estingue e gli eredi non hanno diritto ad alcuna “reversibilità”. La rendita ogni 1.000 euro di investimento ammonta a circa 66 euro;
  • fondi pensione con rendita reversibile: a differenza dei precedenti, questi fondi pensione prevedono il pagamento al titolare finché è in vita e, alla sua morte, i soldi vengono erogati a un beneficiario indicato precedentemente dal titolare stesso del fondo, fino alla morte anche di quest’ultimo. Dopo si estinguono. Si ha quindi una sorta di reversibilità. La rendita in questo caso è di circa 48 euro;
  • fondi pensione con rendita certa per 5 o 10 anni e poi vitalizia: questi fondi hanno una durata limitata pari a 5 o 10 anni. In caso di decesso del titolare durate il periodo scelto la rendita verrà corrisposta al beneficiario fino alla scadenza del periodo. Dopo di ché non viene erogato più nulla. Se il beneficiario della pensione vive più del periodo scelto, la rendita diventa vitalizia, ossia gli viene erogata fino alla morte. La rendita è di circa 65 euro per 5 anni e di 64 euro per 10 anni;
  • fondi pensione con rendita vitalizia controassicurata: la rendita viene pagata finché il titolare è in vita. Al suo decesso, ai beneficiari viene versato il capitale residuo. La rendita è pari a 58 euro;
  • fondi pensione con rendita long term care: la rendita viene pagata finché il beneficiario è in vita e prevede un aumento dell’importo in caso di perdita di autosufficienza. L’importo è di circa 64,3 euro.

Trattamento fiscale del fondo pensione

I contributi versati nel fondo pensione aperto o chiuso sono deducibili per un importo massimo annuo di 5.164,57 euro. Il reddito imponibile si abbassa e di conseguenza le tasse da pagare. Poi alla fine ci sarà da versare le tasse sul Tfr e sui contributi versati sui quali è stata applicata la deducibilità, ma tutto questo viene fatto applicando una tassazione agevolata: tra il 9% e il 15%, percentuali più basse rispetto all’aliquota con cui viene tassata la liquidazione lasciata in azienda.

Come chiedere un anticipo sul fondo pensione

Come avviene con il Tfr, anche con i fondi pensione è possibile chiedere un anticipo. Ecco i casi e le regole per chiedere l’anticipo del fondo pensione:

  • per spese sanitarie (del lavoratore, del coniuge o del figlio): si può sempre chiedere l’anticipo. La misura dell’anticipo è pari al 75%. La tassazione varia dal 15% al 9% del Tfr versato più i contributi del lavoratore e dell’azienda dedotti annualmente nella dichiarazione dei redditi;
  • per acquisto prima casa: si può avere solo dopo 8 di iscrizione al fondo e fino al massimo del 75%. Per quanto riguarda la tassazione essa è al 23% del tfr versato più i contributi del titolare e dell’azienda dedotti annualmente in dichiarazione dei redditi;
  • per ristrutturazione prima casa: si può avere solo dopo 8 di iscrizione al fondo e fino al massimo del 75%. Per quanto riguarda la tassazione essa è al 23% del tfr versato più i contributi del titolare e dell’azienda dedotti annualmente in dichiarazione dei redditi;
  • per qualunque altro motivo: si può avere solo dopo 8 di iscrizione al fondo e fino al massimo del 30%. Per quanto riguarda la tassazione essa è al 23% del tfr versato più i contributi del titolare e dell’azienda dedotti annualmente in dichiarazione dei redditi.

Si può riscattare il fondo pensione?

In alcuni casi la legge consente il riscatto del fondo pensione ossia di tuta la somma versata negli anni anche se ancora non è maturato il diritto alla pensione:

  • invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo;
  • morte (richiedibile dagli eredi);
  • disoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi;
  • perdita dei requisiti di partecipazione, ad esempio il cambio di lavoro e di contratto collettivo.

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