Diritto e Fisco | Editoriale

Risarcimento danni contro avvocato

16 Marzo 2018 | Autore:
Risarcimento danni contro avvocato

Quando si può fare causa a un avvocato? Cosa bisogna dimostrare per ottenere il risarcimento dei danni? Entro quanto tempo si prescrive l’azione?

Fare causa a un avvocato sembra un paradosso: eppure, quando il cliente subisce un danno dalla condotta del suo difensore, chiedere il risarcimento è un vero e proprio diritto. Certo, sfidare un avvocato in tribunale, cioè sul suo terreno di gioco, può incutere timore, ma non bisogna scoraggiarsi: anche l’avvocato sbaglia e, perciò, è tenuto a pagare come chiunque altro.

Vediamo come funziona il risarcimento danni contro avvocato e quando è possibile chiederlo.

Risarcimento danni contro avvocato: quando chiederlo?

Bisogna subito dire che una causa persa a seguito delle scelte sbagliate dell’avvocato non attribuisce automaticamente il diritto al risarcimento del danno.

Infatti, il cliente che ritiene di essere stato danneggiato dell’operato professionale del proprio difensore può chiedere il risarcimento danni contro avvocato solo per le conseguenze direttamente legate all’errore tecnico del professionista.

La responsabilità professionale dell’avvocato che sbaglia la causa, in altre parole, scatta solo se il cliente dimostra che, senza l’errore, avrebbe vinto il procedimento. Il cliente che vuole ottenere il risarcimento danni contro avvocato deve dimostrare che, senza le omissioni contestate, ragionevolmente avrebbe vinto la causa.

Ipotesi tipica di responsabilità è quella dell’avvocato che fa scadere un termine e, magari, notifica un atto con ritardo; oppure quella in cui dimentica di depositare un documento fondamentale per le ragioni del proprio assistito oppure, ancora, quando lascia cadere in prescrizione un diritto.

In buona sostanza, la responsabilità dell’avvocato, con conseguente diritto al risarcimento dei danni da parte del cliente, è pacifica ogni volta in cui l’errore sia macroscopico oppure non sia rispettata una scadenza; tutte le volte, insomma, in cui dalla condotta del professionista deriva un pregiudizio immediato ed evidente al cliente.

In questo senso si muove anche la giurisprudenza. La Corte di Cassazione [1] ha detto che la responsabilità dell’avvocato non si può affermare solo per il suo non corretto adempimento dell’attività professionale. Occorre invece verificare il sussistere di tre requisiti:

  1. l’evento che ha causato il pregiudizio lamentato dal cliente è direttamente riconducibile all’avvocato;
  2. c’è stato effettivamente un danno concretamente quantificabile;
  3. valutare se, con un comportamento diverso dell’avvocato, il diritto del cliente sarebbe stato riconosciuto. Infatti, se anche tenendo la corretta condotta, le sorti per il diritto del cliente non sarebbero mutate, allora alcuna responsabilità può essere addebitata al legale.

Risarcimento danni contro avvocato: cosa provare?

Il cliente insoddisfatto, per ottenere il risarcimento danno contro avvocato, deve provare non solo di avere sofferto un pregiudizio, ma anche che questo è stato causato dalla insufficiente o inadeguata attività del professionista e cioè dalla difettosa prestazione professionale.

In pratica, non basta che l’avvocato commetta un errore violando l’obbligo di diligenza da lui esigibile in quanto professionista ed esperto del diritto. Occorre anche che dall’errore commesso sia derivato il danno collegato alla negligenza professionale.

Quella assunta dal difensore nei confronti del cliente è un’obbligazione di mezzi e non di risultato. Infatti l’avvocato non deve garantire l’esito favorevole del giudizio. Piuttosto, l’inadempimento consiste nella violazione dei doveri di diligenza professionale che deve essere valutata alla luce della natura dell’attività [2].

Il danno derivante dalle eventuali omissioni del professionista è ravvisabile se, sulla base di criteri probabilistici, si accerti che, senza quell’omissione, il risultato sarebbe stato conseguito. Detto in termini più semplici: si può chiedere il risarcimento danni contro avvocato solo qualora sia ragionevole immaginare che, in presenza di un comportamento diligente, il cliente avrebbe raggiunto lo scopo che si prefiggeva (la tutela del proprio diritto). Se, diversamente, la causa sarebbe stata persa ugualmente, allora nessun addebito può essere mosso al professionista.

In sintesi, per ottenere un risarcimento del danno conseguente al presunto errore del proprio legale, il cliente deve dimostrare:

  • l’azione o l’omissione negligente;
  • il danno. In verità, su questo punto, un ampio margine di manovra viene riservato al giudice il quale valuterà se le ragioni dell’assistito risultavano fondate o meno. Nel primo caso, il danno è dimostrato; nel secondo caso, invece, il cliente perde la causa contro il proprio avvocato;
  • che senza l’errore dell’avvocato, avrebbe con buona previsione ottenuto (in tutto o in parte) il risultato sperato.

Resta invece a carico del professionista l’onere di dimostrare l’impossibilità a lui non imputabile della perfetta esecuzione della prestazione.

Risarcimento danni contro avvocato: quando si prescrive?

Un altro aspetto di cui tenere conto è il termine di prescrizione del risarcimento danni contro avvocato. Il termine è di dieci anni che iniziano a decorre dal momento in cui il danno è oggettivamente percepibile, il che significa, nella maggior parte dei casi, dalla sentenza finale che “smaschera” l’errore commesso dal professionista.

Il termine di prescrizione della responsabilità professionale è di dieci anni per via del fatto che tutte le azioni che nascono da un contratto (tale è, appunto, il mandato che il cliente conferisce all’avvocato) vanno esercitate entro massimo un decennio. Dunque, il cliente può fare causa all’avvocato entro questo termine.


note

[1] Cass. sent. n. 2638 del 5.02.2013.

[2] Art. 1176, comma 2, cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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12 Commenti

    1. si ha sempre timore di chiedere i danni a un avvocato, ma bisogna farlo perchè non tutti sono all’altezza

  1. Il nostro avvocato ha definito una causa con l’avvocato del debitore, ha trovato un accordo che si sarebbe risolto il tutto pacificamente con il pagamento della parcella del nostro avvocato da parte del debitore.Peccato che quest’ultimo é risultato nullatenente e adesso ha fatto causa a noi per il pagamento del onorario. Ma non avrebbe dovuto verificare prima che il debitore era nullatenente? Posso un domani richiedere il risarcimento danni?

    1. Ti consigliamo di leggere i nostri articoli:
      -Causa penale: chi paga le spese se l’imputato è nullatenente? Quali sono le spese di un processo penale? Qual è la differenza tra spese legali e spese di giustizia? Chi paga le spese della parte civile? https://www.laleggepertutti.it/278405_causa-penale-chi-paga-le-spese-se-limputato-e-nullatenente
      -Un debitore nullatenente cosa può fare? Debiti reciproci: come far valere la compensazione nei confronti del debitore nullatenente e recuperare eventualmente le spese processuali? https://www.laleggepertutti.it/208441_un-debitore-nullatenente-cosa-puo-fare
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  2. A inizio 2016 mi sono avventurato in una causa di lavoro contro il mio ex titolare, con un avvocato consigliato da un amico, Ieri 23/05/2019 ho avuto un’udienza dove dovevo portare i miei testimoni. Con l’avvocato ci rechiamo al tribunale e dopo mezzora che giriamo nello stabile con l’intento di trovare l’aula, arriviamo dal giudice con 30 minuti di ritardo. Il giudice e apparso molto seccato e dopo aver ascoltato il primo testimone, ha rinviato il tutto al 12/12/2019, causa nostro ritardo.Il primo incontro con il giudice, avvenuto un anno fa, il mio avvocato non trovava la pec con la quale bloccava la prescrizione, successivamente mi ha avvisato che era tornato dal giudice con la copia della pec e tutto sembrava apposto. Sempre ieri il mio testimone, ha sentito telefonicamente il mio datore di lavoro – io non lavoro piu’ li- il quale gli ha riferito di non aver mai ricevuto nessuna pec da parte del mio legale, quindi per lui dopo 5 anni decade tutto.
    Oggi 24/05/2019 ho provato diverse volte di chiamare il mio legale per informarlo dei miei dubbi, ma lui non ha risposto al telefono e alla fine glio ho inviato una mail per informarlo e chiedergli copia della pec inviata.
    Accetto consigli.
    Cordialmente
    Marco

  3. Dimenticavo, se il giudice ritiene di chiudere il procedimento per mancanza di documenti come la mancata pec, chi paga tutte le spese processuali e l’avvocato della controparte?
    Cordialmente
    Marco

  4. ho fatto causa per un licenziamento illegittimo. Dopo la sentenza di primo grado doveva fare l’appello. ma il mio avvocato ha fatto scadere i termini di 30 giorni di impugnazione. Nel frattempo avevo cambiato avvocato per procedere all’appello. Peccato nel passaggio di consegne l’avvocato precedente non gli aveva detto che erano scaduti i termini dicendo che non aveva ricevuto notifica. Con il nuovo avvocato abbiamo fatto appello …..ma scopriamo solo alla fine che la sentenza era già stata notificata ed i termini di appello erano scaduti. L’appello mi ha richiesto la spese per oltre 5 mila euro da dare alla controparte. Posso richiedere il risarcimento per il danno subito?

  5. Buonasera,
    ho fatto causa da un mio cliente perchè non voleva pagarmi.

    Ho messo un’ipoteca sui bene, che si è consolidata col tempo, e sono arrivato alla pubblicazione delle vendite, con tutte le gravanti di spese per arrivare fino a qui.

    Il mio cliente fallisce mentre il CTU stava facendo la perizia dei beni e il curatore fallimentare comunica al mio avvocato di proseguire noi con le vendite in quanto la mia ipoteca ormai era posta da anni.

    Il mio avvocato mi comunica in seguito che il curatore fallimentare ha richiesto la cancellazione dell’ipoteca perchè Lui (il mio avvocato) si è dimenticato di fare la dichiarazione di esecutività dell’art. 647.

    Il mio avvocato fa opposizione alla cancellazione , ma la perde.

    Adesso io non ho più l’ipoteca, non rientro nei crediti privilegiati ect…, non prendo nulla.

    Posso richiedere il risarcimento dei danni pari all’importo dell’ipoteca + interessi + spese sostenute.

    1. Ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli:
      -L’avvocato mi fa perdere la causa: come rimediare? https://www.laleggepertutti.it/177190_lavvocato-mi-fa-perdere-la-causa-come-rimediare
      -Se l’avvocato perde la causa https://www.laleggepertutti.it/380605_se-lavvocato-perde-la-causa
      -Come difendersi dall’avvocato https://www.laleggepertutti.it/347016_come-difendersi-dallavvocato

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  6. ho chiesto risarcimento danni datore di lavoro,l’avvocato nn si presenta al udienza finale il giudice rigetta posso chiedere i danni…

  7. salve, per fare richiesta di risarcimento all’Avv. devo per forza rivolgermi a un altro Avv. o posso procedere diversamente ? in tal caso come ?

    1. Per legge (art. 82 c.p.c.), le parti possono stare in giudizio personalmente solo nelle cause davanti al giudice di pace il cui valore non ecceda euro 1.100.

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