Diritto e Fisco | Editoriale

Invalidità per esaurimento nervoso

15 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 marzo 2018



Il lavoratore esaurito può ottenere il riconoscimento della riduzione della capacità lavorativa ed assentarsi per malattia?

Un senso di affaticamento, ansia ed angoscia continua ti perseguita, sei facilmente irritabile e ti disperi per un non nulla, sei preso dal panico all’idea degli incarichi lavorativi da completare ed hai diversi disturbi psicosomatici, come tachicardia, gastrite, mal di testa, sfoghi cutanei? Probabilmente hai la sindrome da burnout, o esaurimento nervoso. Purtroppo sei in buona compagnia: complici la crescente produttività ed efficienza richieste dal mercato del lavoro, la precarietà, le difficoltà economiche e l’impossibilità di conciliare la vita privata e le esigenze familiari, un enorme numero di lavoratori, non solo in Italia ma in tutto il mondo, soffre di forte stress, fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’esaurimento nervoso. Esaurimento che può rendere molto difficile lavorare, e addirittura avere una normale vita sociale e familiare: ci si chiede allora se è possibile ottenere il riconoscimento dell’invalidità per esaurimento nervoso, o Dell’handicap, e se il lavoratore esaurito può assentarsi per malattia.

Malattia professionale per stress da lavoro ed esaurimento

Lo stress da lavoro, o stress lavoro correlato, non è di per sé una patologia, ma il lavoratore può assentarsi, e può essere indennizzata dall’Inail la malattia professionale per i danni fisici e psicologici derivanti dallo stress.

In alcuni casi, per le conseguenze dello stress da lavoro è stata riconosciuta dall’Inail anche una percentuale di inabilità: si tratta però di casi abbastanza rari, perché è molto difficile dimostrare il nesso tra lo stress lavorativo e le patologie del dipendente. Più frequenti sono le cause civili per danni collegate allo stress lavorativo, ma anche in questi casi si deve dimostrare che lo stress e le sue conseguenze fisiche e psichiche sono determinate da un comportamento illegittimo del datore di lavoro, ad esempio il mobbing.

Percentuali d’Invalidità riconosciute per esaurimento nervoso

Stress ed esaurimento nervoso non sono specificamente previsti nelle tabelle Inps relative alle percentuali di invalidità civile: tuttavia, se i disturbi del lavoratore esaurito sfociano nella depressione, spetta il riconoscimento di una determinata percentuale di invalidità.

La depressione, o disturbo depressivo maggiore (Mdd), difatti, è una patologia con pari dignità rispetto alle altre infermità, pur risultando cause e sintomi di non agile individuazione. Si tratta di una malattia invalidante che coinvolge influenza negativamente non solo lo stato di salute complessivo, ma anche la vita familiare, lavorativa e sociale

Nei casi più gravi, dall’esaurimento e dalla depressione può derivare la riduzione della capacità lavorativa. In particolare, per quanto concerne le casistiche più diffuse, relativamente alle patologie depressive, le tabelle relative alle percentuali d’invalidità riconoscibile indicano i seguenti importi:

  • sindrome depressiva endoreattiva lieve: 10% ;
  • sindrome depressiva endoreattiva media: 25% ;
  • sindrome depressiva endoreattiva grave: dal 31% al 40%;
  • sindrome depressiva endogena lieve: 30% ;
  • sindrome depressiva endogena media: dal 41% al 50%;
  • sindrome depressiva endogena grave: dal 71% all’80%;
  • nevrosi fobico ossessiva e/o ipocondriaca di media entità: dal 21% al 30%;
  • nevrosi fobico ossessiva lieve: 15% ;
  • nevrosi fobico ossessiva grave: dal 41% al 50% ;
  • nevrosi ansiosa: 15%;
  • psicosi ossessiva: dal 71% all’80%.

Ulteriori percentuale di invalidità possono essere riconosciute nel caso in cui dall’esaurimento scaturiscano patologie differenti, che danno luogo alla riduzione della capacità lavorativa, come ad esempio: ulcere, disturbi al fegato, al cuore, all’intestino.

Esaurimento e prestazioni per invalidità

Il riconoscimento dell’invalidità deve essere richiesto all’Inps (tramite servizi online, contact center o patronato), ed è effettuato da un’apposita commissione medica. Per approfondire: Come si fa la domanda d’invalidità.

Ricordiamo che l’assegno d’invalidità ordinario è riconosciuto per riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo (quindi per invalidità superiori al 67%), in presenza dei requisiti contributivi (5 anni di contribuzione, almeno 3 anni di contributi versati nell’ultimo quinquennio), e si calcola, al pari della pensione, sulla contribuzione versata (quindi col metodo retributivo o contributivo, a seconda della collocazione temporale dei contributi, e del possesso, o meno, di 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995).

In assenza dei requisiti contributivi, può essere riconosciuto l’assegno d’invalidità civile (assegno di assistenza mensile per invalidi civili parziali). La pensione mensile d’invalidità, dal 2018, aumenta da 279,47 euro a 282,55 euro. Il limite di reddito personale annuo che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 4.853,29 euro.

Inoltre, i lavoratori con invalidità civile riconosciuta in misura superiore al 45%, hanno diritto al Collocamento Mirato, che consiste nell’accesso ai servizi di sostegno dedicati, e nell’iscrizione alle liste speciali, secondo quanto previsto dalla Legge 68.

Esaurimento e assenze per malattia

Considerando che stress ed esaurimento danno luogo a patologie fisiche e psichiche, il lavoratore, se il medico curante ne ravvisa la necessità, può assentarsi dal lavoro.

Per quanto concerne le assenze causate da stress lavoro correlato e da sindrome ansioso-depressiva, gli adempimenti da svolgere sono gli stessi previsti per la generalità delle astensioni per malattia:

  • redazione del certificato dal proprio medico curante ed invio dello stesso, telematicamente, all’Inps, entro il giorno successivo dal verificarsi della patologia;
  • preavvertimento del datore di lavoro, e successivo inoltro del numero di protocollo telematico del certificato (secondo accordi collettivi o individuali).

Il dipendente è poi tenuto alla disponibilità durante le consuete fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale, ossia:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, per i lavoratori dipendenti del settore privato;
  • dalle 9 alle 13, e dalle 15 alle 18, per i dipendenti pubblici.

Visto che stress, esaurimento e depressione, a differenza delle ordinarie patologie, non trovano giovamento nella permanenza in luoghi chiusi, come appunto l’abitazione,  il lavoratore non può essere sanzionato per essersi recato ad effettuare attività all’aperto, anche ludiche, durante il periodo di malattia: è quanto affermato da una nota sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Suprema Corte, il recarsi in un luogo di svago, o all’aperto, come la spiaggia, non concretizza un comportamento tale da compromettere lo stato di salute del lavoratore, ma, nel caso della sindrome ansioso-depressiva, al contrario, può aiutare la guarigione: pertanto, non è meritevole di sanzione il lavoratore assente per patologie psichiche che effettua attività di svago.

Esaurimento e Legge 104

Da non confondere con l’invalidità, che consiste, come già detto, nella riduzione della capacità lavorativa, è il riconoscimento dell’handicap, che spetta a chi ha una disabilità mentale, motoria o sensoriale tale da impedire o limitare notevolmente l’integrazione sociale, lavorativa, personale e familiare.

Se il lavoratore depresso o esaurito è riconosciuto (dall’apposita commissione medica) portatore di handicap in situazione di gravità, ha diritto a tutti i benefici connessi a tale status, quali, ad esempio:

  • permessi retribuiti Legge 104 (diritto di assentarsi per 3 giornate mensili);
  • scelta della sede di lavoro;
  • rifiuto al trasferimento;
  • agevolazioni fiscali (acquisto dell’auto, acquisto di pc e sussidi informatici, detrazione delle spese di assistenza, deduzione delle spese mediche e di assistenza specifica…).

Esaurimento e assegno di accompagnamento

Qualora il lavoratore esaurito e depresso, riconosciuto invalido al 100%, si trovi in uno stato tale da essere impossibilitato a camminare, o a compiere gli atti quotidiani della vita senza l’aiuto di un accompagnatore, ha diritto all’assegno di accompagnamento: l’importo dell’indennità di accompagnamento è pari, per il 2018, a 516,35 euro mensili.

Pensione anticipata per esaurimento

Lo stato depressivo, di per sé, non “fa sconti” sui requisiti della pensione, ma questi sono anticipati qualora dalla depressione o dall’esaurimento e dal forte stress, derivi una determinata percentuale d’invalidità. Nel dettaglio:

  • qualora il lavoratore depresso possieda un’invalidità superiore al 74%, avrà diritto a 2 mesi di contributi figurativi aggiuntivi l’anno, fino ad un massimo di 5 anni, all’Ape sociale o alla pensione anticipata precoci;
  • qualora il lavoratore esaurito possieda un’invalidità superiore all’80%, potrà anticipare la pensione di vecchiaia: per l’accesso al trattamento sono necessari almeno 60 anni e 7 mesi di età per gli uomini e 55 anni e 7 mesi per le donne, con almeno 20 anni di contributi (15 se beneficiari della Deroga Amato o richiedenti l’Opzione Contributiva Dini). L’anticipo, però, non è valido per i dipendenti pubblici.

note

[1] Cass. Sent. n. 21621 del 21.10.2010.

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