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Vaccini: bufale via web. Cresce l’emergenza morbillo

21 Aprile 2017
Vaccini: bufale via web. Cresce l’emergenza morbillo

Aumento dei contagi causa calo della vaccinazione. L’Oms indica che siamo scesi sotto la soglia della “immunità di gregge”.

L’ultima polemica sulla trasmissione di Report, andata in onda su Rai 3, dedicata al vaccino contro il Papilloma virus, ha riportato a galla la problematica sull’utilità  della vaccinazione. Il drammatico aumento dei contagi, conseguenza diretta del calo delle vaccinazioni, secondo gli ultimissimi dati del ministero della Salute, in questi primi mesi del 2017 ha  registrato molti più casi di morbillo di quelli segnalati in tutto il 2016. Un preoccupante aumento di oltre il 230 per cento, rispetto ai 220 casi registrati lo scorso anno nello stesso periodo.

Casi di contagio sono stati segnalati quasi in tutta Italia in particolar modo in Piemonte, nel Lazio, in Lombardia, in Toscana, in Abruzzo, in Veneto e in Sicilia. La fascia di età va dai 15 ai 39 anni ma soprattutto che l’88 per cento delle persone contagiate non era vaccinato.

Il problema morbillo

I vaccini sono state una delle più grandi invenzioni della medicina ed hanno salvato (e salvano) milioni di vite umane in tutto il mondo (l’unica malattia mai eradicata dal pianeta è il vaiolo, anche grazie ai vaccini). Nel nostro Paese la percentuale di vaccinazione è alta e consente una buona copertura nei confronti delle malattie infettive prevenibili ma proprio per questo non bisogna mai abbassare la guardia, non bisogna mai dimenticare che fino a pochi anni fa, tra i banchi delle nostre scuole, sedevano tanti bambini colpiti dalla poliomielite (e quei bambini sono oggi degli adulti) e tanti altri sono morti per le sequele di malattie “banali” come il morbillo. In caso di gravidanza poi, la rosolia, in genere malattia a decorso benigno, provoca gravissime malformazioni fetali (oggi quasi scomparse grazie proprio alle vaccinazioni!).

Il perché il morbillo continua a circolare nel nostro Paese, secondo gli esperti, dipenderebbe dalla presenza di sacche di popolazione suscettibile non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale che prevede la somministrazione di 2 dosi. Questo è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche rinforzate. I motivi di tale diffidenza sono vari, a volte ideologici, altre volte legati ad interessi economici personali: esistono associazioni estremiste o singoli individui che diffondono allarmi e terrorismo a proposito dei vaccini e non si fanno scrupoli nel divulgare notizie false e manipolate, spesso aggressivamente e questo lo fanno non per un innato amore per i nostri bambini ma per un chiaro interesse economico personale (gli antivaccinisti hanno tutti una cura truffa per l’autismo o un conflitto di interessi evidente, come alcuni avvocati che si occupano di cause giudiziarie legate ai vaccini).

Immunità di gregge

Oggi, quindi, ci ritroviamo a registrare numerose complicanze nei più piccoli non vaccinati e a risentirne sarebbe la cosiddetta «immunità di gregge», cioè la protezione derivante dalle vaccinazioni collettive che, finora, ha rappresentato una garanzia anche per quei pochi bambini non immunizzati: a causa del morbillo, dall’inizio dell’anno, è stata segnalata una complicanza in circa il 33 per cento dei casi, nel 41 per cento è stato necessario il ricovero e nel 14 per cento un accesso al pronto soccorso. In tutti questi casi il 90 per cento dei bambini non era stato vaccinato. Il vaccino contro il morbillo viene somministrato insieme con quello contro parotite e rosolia. È appunto il cosiddetto vaccino «Mpr», il vaccino trivalente su cui si è radicata una profonda diffidenza.

Il tam tam di bufale su Internet ha poi fatto il resto: non si contano i siti in cui i vaccini vengono associati alle più svariate malattie e complicanze. Per la salute dei nostri figli e della comunità, è necessario non fidarsi di esperti improvvisati, di sedicenti ricercatori o di persone che speculano sull’argomento, ogni dubbio, problema o richiesta di chiarimenti deve essere posto al medico che è l’unica persona capace di decidere correttamente per la nostra salute.


note

Autore Immagine: Google Immagini


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