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Lo sai che? Lavoro da casa, chi paga il pc?

Lo sai che? Pubblicato il 16 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 marzo 2018

Lavoro agile, telelavoro, lavoro a domicilio: chi sostiene i costi per le apparecchiature ed i collegamenti telematici?

Devi iniziare a lavorare da casa ma non hai il pc, ed il costo del computer per te è troppo elevato da sostenere? Devi sapere che, a seconda del tipo di contratto con cui sei stato inquadrato, e del contratto collettivo applicato dall’azienda, l’acquisto del pc potrebbe essere interamente a carico del tuo datore di lavoro. Non solo: potresti anche non dover pagare più la connessione internet ed i costi di installazione e manutenzione del pc, della stampante, del modem e di tutte le attrezzature che ti necessitano per lavorare a distanza. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione su chi paga il pc per il lavoro da casa.

Con quali contratti si può lavorare da casa?

Innanzitutto, devi sapere che sono tre le tipologie di rapporto di lavoro subordinato, cioè di dipendente, che ti consentono di lavorare da casa: lavoro a domicilio, telelavoro e lavoro agile.

Nel lavoro a domicilio il dipendente esegue, a casa propria o in un locale di cui abbia la disponibilità, un’attività retribuita per conto di uno o più datori di lavoro.

Il lavoro agile, o smart working, è invece una particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato. Nello specifico, datore di lavoro e lavoratore siglano un accordo col quale stabiliscono che l’attività lavorativa sia svolta:

  • in parte all’esterno della sede dell’azienda, o dell’unità operativa;
  • senza precisi vincoli di orario o di postazione di lavoro;
  • con l’eventuale utilizzo di strumenti tecnologici.

Anche il telelavoro, come il lavoro agile, è una particolare modalità di svolgimento della prestazione lavorativa: nel dettaglio, l’attività viene svolta, a seguito di un apposito accordo tra le parti, al di fuori dei locali aziendali, attraverso strumenti informatici e sistemi di telecomunicazione.

Il telelavoro può comunque essere svolto non solo dal lavoratore dipendente, ma anche dal lavoratore autonomo e dal collaboratore (parasubordinato):

  • nel telelavoro autonomo il lavoratore, tramite servizi informatici e di telecomunicazione, gestisce in modo totalmente autonomo la propria attività;
  • nel telelavoro parasubordinato il lavoratore svolge a distanza, attraverso strumenti informatici, la sua attività per un committente in modo continuativo, ma non può organizzarla in modo pienamente libero;
  • nel telelavoro subordinato (che può consistere anche in un contratto a tempo determinato o part-time) il telelavoratore, anche se in un luogo diverso dalla sede dell’azienda o dall’unità produttiva (ad esempio, a casa propria o in un altro luogo), presta la sua attività alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore: non può ricorrere a un’organizzazione autonoma di mezzi ed attrezzature e non può beneficiare della collaborazione di familiari o terzi; il datore di lavoro può eseguire un controllo diretto e continuo sul telelavoratore e sull’orario effettuato.

Chi paga pc, attrezzature e connessione web nel lavoro a domicilio?

Per quanto riguarda il lavoro a domicilio, anche se si tratta di lavoro subordinato il dipendente organizza l’attività con un certo grado di autonomia ed ha persino la possibilità di avvalersi dell’aiuto dei familiari. Generalmente nel contratto di lavoro è previsto il rimborso delle spese sostenute dal lavoratore per l’esecuzione dell’attività, tra le quali rientrano l’acquisto del pc, del modem e le bollette per il collegamento internet. La normativa che disciplina il lavoro a domicilio, ad ogni modo, non prevede nulla in merito, ma chiarisce solo che le attrezzature possono appartenere sia al dipendente che al datore di lavoro [1].

Chi paga pc, attrezzature e connessione web nel lavoro agile?

Per quanto riguarda il lavoro agile, la normativa che lo ha istituito [2] chiarisce solo che il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa. In base a quanto esposto, è chiaro il diritto del dipendente a ricevere dall’azienda l’attrezzatura necessaria per il lavoro, ma non si specifica nulla in merito a chi debba sostenere il costo della connessione internet. Considerando, però, che la norma stabilisce la parità di trattamento tra lavoratore agile e dipendente che svolge la prestazione in azienda, non sarebbe equo che lo smart worker debba sostenere dei costi aggiuntivi per la connessione web, che la generalità dei dipendenti non sostiene. D’altra parte, però, il lavoratore agile non deve sostenere eventuali costi di trasporto per spostarsi da casa propria alla sede dell’azienda (a meno che il luogo di lavoro sia differente dal domicilio del dipendente), o li sostiene in misura minore.

Chi paga pc, attrezzature e connessione web nel telelavoro?

La regolamentazione dei costi a carico dell’azienda per i lavoratori a distanza è, invece, più precisa per quanto riguarda il telelavoro.

Il datore di lavoro, nel dettaglio:

  • è generalmente responsabile di fornitura, installazione e manutenzione degli strumenti necessari per il regolare svolgimento del telelavoro, tra i quali rientra dunque il pc, a meno che il telelavoratore non utilizzi strumenti propri;
  • se il telelavoro è svolto con regolarità, compensa o copre i costi direttamente derivanti dal lavoro;
  • fornisce al telelavoratore i supporti tecnici necessari allo svolgimento della prestazione lavorativa;
  • si fa carico dei costi derivanti dalla perdita e dal danneggiamento degli strumenti di lavoro, nonché dei dati utilizzati dal telelavoratore
  • deve adottare misure appropriate, per garantire la protezione dei dati utilizzati ed elaborati dal telelavoratore per fini professionali;
  • deve informare il lavoratore in merito alle eventuali restrizioni e sanzioni riguardanti l’uso di apparecchiature, strumenti e programmi informatici utilizzati e su tutte le norme di legge e regole aziendali applicabili relative alla protezione dei dati.

Diversi contratti collettivi, come Terziario e Commercio, poi, prevedono specificamente l’obbligo di fornire al lavoratore, per lo svolgimento dell’attività di telelavoro, gli strumenti necessari al suo svolgimento, sostenendo tutte le spese di acquisito, installazione e manutenzione di pc, modem, fax, stampanti, etc.

In particolare, secondo questi contratti collettivi, sono a carico del datore di lavoro i costi per i collegamenti telematici necessari all’attività, i costi di manutenzione e gestione degli strumenti e dei sistemi di sicurezza della postazione e la loro copertura assicurativa.

note

[1] L.877/1973.

[2] L. 81/2017.


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