Diritto e Fisco | Editoriale

Risarcimento danni senza urto

16 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 marzo 2018



Il sinistro stradale senza collisione dà diritto al risarcimento danni: come ottenere l’indennizzo dall’assicurazione in caso di incidente senza impatto

Sebbene l’esperienza e le statistiche ci insegnino che la maggior parte degli incidenti stradali avviene a seguito di una collisione tra due o più veicoli, non sono rari i casi in cui un sinistro stradale si verifichi senza impatto tra automezzi. Pensiamo ad esempio al caso in cui un’auto tagli la strada a un’altra e il conducente di quest’ultima per evitare la collisione esca fuori strada finendo contro un muro; oppure il caso ancora più grave del mezzo che imbocca l’autostrada contromano costringendo gli altri autoveicoli a manovre improvvise ad alta velocità con conseguente impatto contro il guard rail.
Come bisogna agire dunque nel caso in cui siamo rimasti coinvolti in un sinistro stradale senza collisione? Analizziamo quali sono le mosse da compiere per ottenere un risarcimento danni senza urto.

Risarcimento danni senza urto: chi ne ha diritto?

In caso di incidente stradale non sempre è facile ricostruire l’esatta dinamica del sinistro, anche quando vi è stato impatto tra due veicoli. Ragion per cui nel caso di incidente senza urto, provare la colpa dell’uno o dell’altro conducente può risultare operazione ancora più complessa. Eppure, se abbiamo subìto un danno al nostro veicolo o abbiamo riportato lesioni fisiche a causa di un incidente senza collisione, la cosa più importante di cui dovremo preoccuparci se vogliamo ottenere un risarcimento danni, sarà proprio dimostrare che nonostante l’assenza di urti, l’incidente è stato causato dalla condotta imprudente del conducente dell’altro veicolo. Questo perché se da un lato la legge [1] prevede una presunzione di pari responsabilità (concorso di colpa) in caso di sinistro stradale dovuto a collisione tra più mezzi, in assenza di impatto occorrerà invece prima di tutto dimostrare che il sinistro è stato causato dal comportamento di un altro veicolo [2]. In realtà spesso le compagnie assicuratrici (e di recente anche la Cassazione [3] ) tendono ad applicare il concorso di colpa anche in caso di sinistro senza urto, il che si traduce in un risarcimento danni ridotto per il conducente incolpevole che ha subìto danni per evitare l’impatto. Proprio per questa ragione occorre dare prova in tutti modi possibili che l’incidente è stato causato esclusivamente per l’imprudenza del conducente dall’altro veicolo. Restano quindi fermi i consigli di chiamare subito i vigili urbani o i carabinieri affinché possano compiere gli accertamenti e le rilevazioni del caso e individuare possibili testimoni (in queste ipotesi utilissimi a chiarire le dinamiche dell’incidente e a confermare la responsabilità del guidatore danneggiante).  Se quindi il danneggiato riesce a provare che l’incidente è stato causato da una manovra o un comportamento scorretto dell’altro conducente allora potrà sperare di ottenere un risarcimento danni integrale. Quindi, ricapitolando, se in caso di danni subiti in occasione di un sinistro senza urto l’assicurazione non è intenzionata a liquidare il risarcimento danni per intero, il danneggiato dovrà dare prova del rapporto causa-effetto tra la condotta dell’altro guidatore e il verificarsi dell’incidente e dei conseguenti danni. A questo punto spetterà al conducente danneggiante dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, unico modo per discolparsi [4]. In caso contrario il risarcimento danni spetterà per intero al conducente danneggiato. Ricordiamo infine che nel caso di sinistro senza urto è esplicitamente negata la possibilità di fare ricorso al cosiddetto risarcimento diretto [5].

Risarcimento danni senza urto: cosa accade se sono coinvolti più veicoli?

Qui le cose iniziano a farsi più complicate. Cosa succede infatti quando in un sinistro senza collisione sono coinvolte più vetture? Poniamo ad esempio il caso che la nostra auto sia solo in maniera indiretta coinvolta in un incidente senza urto: stiamo percorrendo tranquillamente la strada che ci riporta a casa da lavoro quando ad un tratto da un ingresso laterale della carreggiata opposta alla nostra sbuca un’auto bianca che, senza dare la precedenza occupa la corsia. Di fronte a noi sta sopraggiungendo però un’auto blu il cui conducente, pur riuscendo con una manovra improvvisa a schivare l’auto bianca, finisce per scontrarsi con la nostra automobile. A chi bisognerà rivolgersi in questo caso per ottenere il risarcimento danni? Al conducente dell’auto bianca o a quello dell’auto blu che ci ha effettivamente colpiti? La risposta al quesito è data dalla Cassazione [6], che risolvendo un caso simile a quello dell’esempio appena riportato, ha affermato che in questa tipologia di sinistro stradale la dinamica dell’incidente va considerata nella sua interezza, quindi sin dalla prima condotta da cui è partita tutta la successiva catena di eventi. Ragionando in questi termini, la pretesa di risarcimento danni non potrà allora essere avanzata nei confronti dell’auto che ci ha effettivamente colpiti, ma bisognerà agire nei confronti del primo soggetto che ha dato origine a tutta la sequenza di eventi cha ha portato alla collisione finale, quindi nel nostro caso il conducente dell’auto bianca. Per cui in caso di sinistro che vede coinvolte più auto, l’azione per il risarcimento danni deve essere sempre avanzata nei confronti di chi ha commesso la prima azione che ha causato l’incidente successivo, anche quando l’azione non si è tramutata in una collisione o in un urto. In caso contrario rischiamo seriamente di subire oltre ai danni patiti, anche l’ulteriore beffa di vedere rigettata la nostra richiesta di risarcimento.

Risarcimento danni senza urto: quali sono i diritti del terzo trasportato?

Nel caso di sinistro senza urto, anche il terzo trasportato che abbia riportato lesioni può ovviamente chiedere il risarcimento del danno. A differenza del conducente, però, il terzo trasportato ha a diposizione uno strumento in più, vale a dire la possibilità di fare ricorso al risarcimento diretto nei confronti dell’assicurazione dell’auto su cui viaggiava [7]. Questo perché il terzo trasportato viene considerato come “soggetto debole” in caso di sinistro e quindi meritevole di maggiore tutela. Infatti potrebbe essere troppo gravoso per il semplice passeggero dimostrare in giudizio la distribuzione della responsabilità del sinistro tra i conducenti dei veicoli coinvolti [8]. Motivo per cui per il terzo trasportato sarà sufficiente provare soltanto di aver subìto lesioni nella dinamica del sinistro per poter ottenere il risarcimento danni diretto, con indubbio risparmio di tempo e denaro.

Se abbiamo subìto un danno al nostro veicolo o abbiamo riportato lesioni fisiche a causa di un incidente senza collisione, la cosa più importante di cui dovremo preoccuparci se vogliamo ottenere un risarcimento danni, sarà dimostrare che nonostante l’assenza di urti, l’incidente è stato causato dalla condotta imprudente del conducente dell’altro veicolo.

note

[1] Art. 2054 comma 2 cod. civ.
[2] Cass. sent. n. 1150/1976 del 01.04.1976.
[3] Cass. sent. n. 18337/2013 del 31.07.2013.
[4] Art. 2054 comma 1 cod. civ.
[5] Art. 1 D.P.R. 254/2006.
[6] Cass. ord. n. 22813/2017 del 29.09.2017.
[7] C. App. sent. n. 355/2016 del 30.03.2016.
[8] Cass. sent. n. 16181/2015 del 30.07.2015.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI