Diritto e Fisco | Editoriale

Contraente: cosa significa?

16 marzo 2018


Contraente: cosa significa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 marzo 2018



Il contraente è, di solito, colui che firma il contratto e, nei moduli prestampati, viene individuato come il consumatore; ma non sempre è anche il beneficiario della prestazione.

Hai per le mani un contratto o uno di quei tanti moduli forniti dall’assicurazione o dalla banca: è pieno zeppo di clausole, condizioni, articoli di codice e tante altre parole stampate con caratteri minuscoli, di cui non capisci il significato. Ma c’è un termine che si ripete lungo tutto il foglio numerose volte ed è contraente. «Il contraente si impegna a….», «Il contraente è consapevole che…», «il contraente dichiara che…» e tante altre formule simili. Vista l’importanza che sembra assumere questa definizione ti chiedi subito chi è il contraente e cosa significa questa parola. In questo articolo ti forniremo tutti i chiarimenti di cui hai bisogno in modo tale che non ti sfuggirà più il significato di questo concetto e anche tu potrai avvicinarti alla comprensione del contratto e con maggiore consapevolezza dei tuoi diritti e doveri.

Chi è il contraente?

Non ci vuole molto per comprendere cosa significa contraente. Lo potresti già intuire per esclusione. Il contratto, le condizioni generali di contratto o i moduli prestampati (che, comunque, sono pur sempre dei contratti anche se il loro contenuto non viene concordato preventivamente ma è standard per tutti) indicano, di solito, due parti: da un lato c’è la società (la banca, l’assicurazione, la compagnia del telefono o del gas, ecc.) e dall’altro lato il contraente. Il contraente è dunque, nell’accezione comune usata nella pratica commerciale, “l’altro” soggetto che sottoscrive il contratto ossia, di norma, il consumatore.

Del resto il termine stesso denuncia il suo significato: «contraente» è colui che «contrae» ossia che manifesta la propria volontà in merito al contratto e che lo accetta tramite la firma al termine del documento (per concludere un contratto – e quindi per contrarre un accordo con un’altra parte – è necessario manifestare il proprio consenso, cosa che è possibile fare o verbalmente o con la sottoscrizione di un documento).

A voler essere più precisi e a rispettare il significato attribuito a questa parola dal codice civile, il contraente è chiunque stipula un contratto e non solo il consumatore. Contraente è sia chi eroga il servizio, sia chi lo riceve. Quindi, «contraente» è anche la grossa società, la compagnia di assicurazioni, la banca, l’azienda che fornisce la luce, il telefono, il gas, l’acqua, ecc.. Poiché però quando si stampano i moduli con le condizioni di contratto standard, valide per tutti, non è possibile sapere in anticipo il nome e il cognome di tutti i clienti che lo andranno a sottoscrivere, è più facile chiamare contraente il privato, per contrapporlo invece all’azienda che eroga la prestazione. In sintesi, se leggerai la parola contraente su un contratto sappi che si riferisce proprio a te che stai per firmare il foglio.

Quando il contraente non è il beneficiario della prestazione

Non sempre però il contraente è anche il beneficiario del contratto. Anche se di norma queste due figure coincidono – per cui il contraente di un contratto di conto corrente è anche colui che ne diventa titolare; il contraente di una fornitura elettrica è anche il proprietario della casa presso cui l’energia verrà erogata; il contraente di una polizza sulla responsabilità civile automobilistica è l’intestatario dell’auto e colui che sarà, di norma, il conducente – è ben possibile che colui che firma il contratto, e che quindi si obbliga a pagare la controparte, decida di rendere beneficiario della prestazione un altro soggetto. Cerchiamo di chiarirci meglio.

Il codice civile stabilisce che il contratto non produce effetto rispetto ai terzi, salvo nei casi in cui la legge stabilisce diversamente. Nessuno dunque può ritenersi obbligato per effetto di un contratto al quale non ha partecipato. Costituisce eccezione a questa regola generale il contratto a favore del terzo e il contratto per persona da nominare. Vediamo singolarmente queste ipotesi

Contratto a favore del terzo

Consideriamo, a titolo di esempio, che un papà voglia firmare un’assicurazione sulla vita concordando con la compagnia che, in caso di morte del contraente – ossia lui stesso che firma il contratto – l’assicurazione pagherà una somma a favore di una terza persona (il figlio). Come si concilia questo tipo di accordo con la regola che il contratto non produce effetti nei confronti dei terzi? Questo tipo di contratto rientra nella più vasta categoria dei cosiddetti contratti a favore del terzo che costituiscono, nel nostro ordinamento, un’eccezione alla regola generale. Tale eccezione è giustificata dal fatto che non vengono posti obblighi a carico del terzo, ma gli vengono attribuiti soltanto diritti che egli, peraltro, è libero di rifiutare. È chiaro che in questo caso si verifica uno sdoppiamento tra la figura del contraente (il padre che firma la polizza e che si obbliga a pagare il premio all’assicurazione) e il beneficiario (il figlio che godrà della rendita alla morte del padre).

Altri esempi di contratto a favore di terzo sono:

  • se un fornitore ci spedisce, a proprie spese, la merce che abbiamo acquistato su internet, egli conclude, con il trasportatore (vettore), un contratto di trasporto rispetto al quale noi siamo terzi beneficiari, pur non essendo contraenti;
  • se vendiamo un bene stabilendo, nel contratto, che l’acquirente versi la somma corrispondente al prezzo a un nostro creditore, quest’ultimo sarà il terzo beneficiario.

Contratto per persona da nominare

Nel momento della conclusione del contratto, uno dei due contraenti può riservarsi la facoltà di nominare in un momento successivo alla firma la persona che deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi nascenti dal contratto stesso.

Il contratto per persona da nominare lascia quindi a uno dei due contraenti (o anche ad entrambi) il tempo per cercare un nuovo acquirente per la sua merce o il beneficiario della prestazione. Quando lo avrà trovato e avrà comunicato il suo nome alla controparte, costui assumerà tutti gli obblighi e acquisterà tutti i diritti derivanti dal contratto. Se non trova in tempo utile la persona da nominare o se questa non accetta, il contraente rimarrà obbligato personalmente nei confronti dell’altro.

Qui dunque il contraente è anche il beneficiario del contratto ma non è colui che inizialmente lo aveva firmato, ma un soggetto nominato dopo.

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