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Pensione d’invalidità civile: limiti di reddito

22 Luglio 2019 | Autore:
Pensione d’invalidità civile: limiti di reddito

Quali redditi rilevano per il diritto all’assegno mensile di assistenza per invalidi civili parziali, e quali costi si possono dedurre?

Per il diritto alla pensione d’invalidità civile, i limiti di reddito da considerare sono al netto degli oneri deducibili: in pratica, il superamento della soglia di 4.906,72 euro, per gli invalidi civili parziali, e di 16.814,34 euro per gli invalidi civili totali, deve essere verificato considerando i redditi dell’invalido al netto dei contributi previdenziali, assistenziali, integrativi e sanitari, delle spese mediche e di assistenza specifica dei disabili, degli assegni periodici e di particolari contributi e donazioni. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, con una recente sentenza [1] nella quale ha specificato che, anche se per il diritto alla pensione d’invalidità possono essere considerati alcuni redditi esenti dalle imposte, quando sono valutati i redditi imponibili ai fini Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche), questi vanno sempre considerati al netto degli oneri deducibili. Non bisogna comunque dimenticare che i requisiti per la pensione d’invalidità civile (assegno di assistenza, per gli invalidi civili parziali, e pensione d’inabilità civile per gli invalidi civili totali) non consistono solo nel reddito e nella riduzione della capacità lavorativa, ma vi sono anche ulteriori condizioni da rispettare.  Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sulla pensione d’invalidità civile: limiti di reddito, requisiti personali, riduzione della capacità lavorativa e ulteriori condizioni richieste per aver diritto a questa prestazione di assistenza riconosciuta dall’Inps.

Il reddito di cui si parla, ad ogni modo, è solo quello personale, e non si considera il reddito del coniuge. Il reddito dell’intero nucleo familiare “entra in ballo” quando alla pensione d’invalidità civile si aggiungono il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza: questi sussidi non sono, comunque, collegati all’invalidità.

Che cos’è la pensione d’invalidità civile?

La pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, è una prestazione dell’Inps che spetta a chi possiede un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%, se è disoccupato e non supera determinati limiti di reddito.

Agli invalidi in misura pari al 100% spetta l’assegno per invalidi civili totali, o pensione d’inabilità civile, nella stessa misura, ma i limiti di reddito per averne diritto sono più alti.

Chi ha diritto alla pensione d’invalidità civile?

Per ottenere l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • essere invalidi parziali di età compresa tra i 18 e i 67 anni (per il biennio 2019- 2020), con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%;
  • essere cittadini italiani, europei o extracomunitari regolarmente residenti in Italia;
  • non essere titolare di una prestazione d’invalidità;
  • avere un reddito annuo non superiore a 4.906,72 euro;
  • essere in stato di disoccupazione (lo stato di disoccupazione, o meglio di disoccupazione parziale o non occupazione, si mantiene, anche se si lavora, se non si superano 8mila euro di reddito su base annua, se l’attività esercitata è di lavoro dipendente o co.co.co., oppure non si superano 4.800 euro su base annua, se l’attività è di lavoro autonomo; non è più necessario, per ottenere l’assegno dall’Inps, l’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali).

Se l’interessato è lavoratore dipendente e supera i 4.906,72 euro di reddito, senza superare 8mila euro su base annua, pur non perdendo lo stato di disoccupazione perde la pensione d’invalidità civile, in quanto oltrepassa il limite di reddito assoluto. In ogni caso, ai fini del calcolo del limite di reddito personale annuo rileva solo quello dell’invalido e non dei familiari [2].

Per ottenere la pensione d’inabilità civile per invalidi civili totali bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • essere invalidi di età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi, con una riduzione della capacità lavorativa pari al 100%;
  • essere cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • avere un reddito annuo non superiore a 16.814,34 euro annui.
  • non è richiesto lo stato di disoccupazione.

A quanto ammonta la pensione d’invalidità civile

La pensione d’invalidità civile nel 2019 è aumentata da 282,55 euro mensili a 285,66 euro, sia per gli invalidi civili parziali che per gli invalidi civili totali.

Domanda di pensione d’invalidità civile

Perché si abbia diritto alla pensione d’invalidità civile è prima necessario che sia riconosciuta un’invalidità in misura almeno pari al 74%. È dunque necessario, dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo dal proprio medico curante, inviare all’Inps, tramite portale web, call center o patronato, domanda d’invalidità. Qui la Guida alla domanda d’invalidità per conoscere, passaggio per passaggio, la procedura.

Una volta ottenuto il verbale di riconoscimento dell’invalidità dalla commissione medica, si deve richiedere la pensione attraverso il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70. In alternativa, la domanda può essere inoltrata tramite call center o patronato.

Adempimenti pensione d’invalidità civile

Per confermare la sussistenza delle condizioni per il diritto all’invalidità civile, come il rispetto dei limiti di reddito e il requisito della mancanza di occupazione, una volta ottenuto l’assegno, l’interessato annualmente deve presentare all’Inps, con la compilazione del modulo Iclav, una dichiarazione sostitutiva. In questa dichiarazione, l’invalido attesta di prestare o non prestare attività lavorativa [3] e deve dichiarare i dati necessari per verificare la permanenza dei requisiti previsti per l’assegno mensile d’invalidità, sulla base dei redditi prodotti nell’anno richiesto e della mancanza di prestazione lavorativa.

Il modello Iclav deve essere presentato, per indicare gli eventuali redditi conseguiti nel periodo di riferimento della dichiarazione, dagli:

  • invalidi parziali, non ricoverati, con solo diritto alla pensione d’invalidità civile;
  • invalidi parziali, ricoverati, con solo diritto alla pensione d’invalidità civile;
  • invalidi parziali, non ricoverati, titolari di altro reddito, con solo diritto alla pensione d’invalidità civile;
  • invalidi parziali, ricoverati titolari di altro reddito, con solo diritto alla pensione d’invalidità civile;
  • invalidi parziali, privi di perequazione automatica ma con limite di reddito personale pari o inferiore a quello stabilito per legge.

Chi ha diritto alla pensione d’invalidità civile deve inoltre presentare il modello Red.

Quali redditi bisogna dichiarare per la pensione d’invalidità civile?

Ai fini del calcolo dei limiti di reddito per il diritto all’assegno, rileva solo il reddito personale annuo dell’invalido, mentre non si contano i redditi dei familiari.

Per la precisione, nella determinazione del reddito rilevante devono essere valutati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef (imponibile Irpef) al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Una recente informativa dell’Inail [4], analizzate le fonti normative in materia, chiarisce che, ai fini dell’assegno di assistenza per invalidi civili parziali (e della pensione d’inabilità civile) i redditi da considerare sono i seguenti:

• stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.:
• redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
• redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, BOT e CCT, etc.);
• redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
• redditi da lavoro, conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
• redditi da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;
• redditi relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
• trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi.

In base a quanto indicato dall’Inps nelle istruzioni del modello AP70 (Dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni d’invalidità civile), ossia nella dichiarazione dei dati rilevanti per la concessione dell’assegno d’invalidità e della pensione d’inabilità, devono essere indicati, tra i vari redditi, anche gli arretrati, i conguagli, le indennità di fine rapporto, e le eredità.

Gli importi dei redditi da indicare sono, come chiarito dalla Cassazione, quelli corrispondenti all’imponibile fiscale, indipendentemente dal loro ammontare, anche se inferiori alle soglie limite.

Quali redditi non rilevano per la pensione d’invalidità civile?

I redditi esclusi dal computo sono invece i seguenti:
• pensioni, assegni e indennità corrisposti o da corrispondere agli invalidi civili, essendo prestazioni esenti dall’Irpef;
• rendite infortunistiche Inail con natura risarcitoria;
• assegni per l’assistenza personale continuativa;
• rendita Inail ai superstiti in caso di morte del titolare;
• assegno funerario;
• rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;
• pensioni di guerra di ogni tipo, assieme alle relative indennità accessorie;
• assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;
• pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
• soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
• sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;
• sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate;
• rendite corrisposte in Italia dall’assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS.

Non rileva il reddito dell’abitazione principale.

Se ho un reddito la pensione d’invalidità civile si riduce?

La pensione d’invalidità è riconosciuta sempre in misura piena se non si superano le soglie reddituali: non è prevista l’attribuzione in misura parziale per chi produce redditi.

Se l’interessato supera la soglia di reddito annuale di 4.906,72 euro, o di 16.814,34 euro se inabile, entro 30 giorni deve inviare un’immediata comunicazione all’Inps del venir meno dei requisiti richiesti per il diritto alla pensione d’invalidità.

La comunicazione può essere inviata attraverso il patronato, o il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70. Lo stesso modello può essere utilizzato per comunicare il sopraggiungere di una situazione di incompatibilità: l’assegno mensile, difatti, è incompatibile con le altre pensioni di invalidità, con le pensioni per invalidi di guerra, lavoro e servizio. L’invalido può scegliere comunque la pensione a lui più favorevole.


note

[1] Cass. sent. n.5962/2018.

[2] Cass. sent. n. 13880/2013; Cass. sent. n. 853/2013.

[3] Inps mess. n. 3043/2008.


16 Commenti

  1. Se l’anno successivo non supero il reddito massimo consentito la pensione di invalidità parziale mi viene riconfermata?

  2. ho una pensione di invalidità di 1000 netti con un’invalidità all’ottantasei percento mi hanno proposto un lavoro di poche ore e percepirò una reddito di 250 euro al mese, la pensione mi rimane invariata secondo voi…altrimenti rinuncio

  3. sono invalido 100\100con gravita art3 com3 chiedo,se lassegno di invalidita fa cumolo con la pensione grazie

    1. Immagino che si tratti di un assegno di assistenza per invalidi civili totali. La gravità articolo 3 comma 3 Legge 104/1992 fa riferimento all’handicap, da non confondere con l’invalidità. L’assegno di assistenza per invalidi civili totali è compatibile con altri redditi sino alla soglia di 16.814 euro annui. Alcuni redditi, però, non contano ai fini del cumulo, come l’assegno di accompagnamento https://www.laleggepertutti.it/204629_domanda-accompagnamento-per-anziani
      La sua domanda non è molto chiara, per chiedere una consulenza può cliccare su questo link
      https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza?ty=consulenza-plus

  4. Salve, e Buongiorno innanzitutto..
    l’importo dei 4850 euro circa di limite di reddito da non superare per continuare a beneficiare dell’assegno d’invalidità civile parziale al 75%.. è ottenuto sommando anche l’assegno d’invalidità percepito durante l’anno?
    Oppure è un importo limite al netto delle somme dell’intero anno degli assegni d’invalidità?
    Per esempio: se io sommo tutti gli assegni d’invalidità mese per mese per l’intero anno comprensivo di tredicesima.. e quindi faccio 282,66×13=3674,58.. devo sottrarlo alla somma del limite di reddito di 4850 così come indicato dalla legge?
    e quindi non dover superare la differenza risultante?
    E cioè 4850-3674=1176?
    Dunque, il reddito da non superare se comprende anche l’intero importo annuo di riferimento agli assegni d’invalidità civile parziale diventa a questo punto 1176 euro?
    Oppure i 4850 euro di limite sono al netto della somma annua degli assegni d’invalidità?
    E se nell’anno in corso 2019 l’invalido civile parziale a 75% che percepisce l’assegno d’invalidità di 282,66 lavora con contratto Co Co Co cosa deve denunciare come redditi?
    deve aspettare il CUD del 2020 con i redditi del 2019?
    Oppure si deve muovere immediatamente per aggiornare agli uffici INPS dell’eventuale possibilità di superamenti redditi durante l’anno in corso?
    Nel senso che se continuo a percepire l’assegno d’invalidità però sto lavorando a contratto Co Co Co ma ancora non supero il limite di reddito prestabilito dei 4850.. e ipoteticamente potrei superarlo successivamente in futuro durante l’anno stesso in corso.. come mi dovrei comportare per non andare in sanzioni?
    Devo comunicare subito adesso di questa mia situazione lavorativa? anche se l’INPS ne dovrebbe essere già a conoscenza della mia situazione visto che sto contribuendo con IRPEF etc.attraverso questo lavoro con contratto Co Co Co?
    O devo aspettare i termini per la prossima campagna RED del 2020(Ottobre 2019/marzo2020) con i redditi da dichiarare del 2018?

    Grazie per l’eventuali risposte..

    Luca

    1. Buongiorno Luca. La pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, è una prestazione dell’Inps che spetta a chi possiede un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%, se è disoccupato e non supera determinati limiti di reddito. Per ottenere la pensione d’invalidità civile nel 2019 bisogna possedere i seguenti requisiti: essere invalidi parziali di età compresa tra i 18 e i 67 anni (l’età limite per richiedere la prestazione originariamente prevista, pari a 65 anni, è stata elevata in base agli incrementi alla speranza di vita media), con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%; essere cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo; avere un reddito annuo non superiore a 4.906,72 euro (l’importo risulta dall’applicazione della rivalutazione al limite di reddito 2018: deve essere ancora confermato ufficialmente dall’Inps); essere in stato di disoccupazione (lo stato di disoccupazione si mantiene, anche se si lavora, se non si superano 8mila euro di reddito su base annua, se l’attività esercitata è di lavoro dipendente o co.co.co., oppure non si superano 4.800 euro su base annua, se l’attività è di lavoro autonomo; non è più necessario, per ottenere l’assegno dall’Inps, l’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali).
      Se l’interessato è lavoratore dipendente e supera i 4.906,72 euro di reddito, senza superare 8mila euro su base annua, pur non perdendo lo stato di disoccupazione perde la pensione d’invalidità civile, in quanto oltrepassa il limite di reddito assoluto. In ogni caso, ai fini del calcolo del reddito personale annuo rileva solo quello dell’invalido, mentre non si contano i redditi dei familiari.
      Puoi trovare ulteriori informazioni nel nostro articolo: Pensione d’invalidità civile 2019 https://www.laleggepertutti.it/263007_pensione-dinvalidita-civile-2019
      Ti consigliamo anche di leggere il nostro articolo Stipendio e pensione: cumulo del reddito https://www.laleggepertutti.it/274937_stipendio-e-pensione-cumulo-del-reddito
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  5. Buongiorno, non ho trovato da nessuna parte la spiegazione a questi tre punti:
    1) la determinazione del limite di reddito (16.814,34 euro) si riferisce al cumulo degli importi dei redditi
    – netti ?
    – lordi ?
    – imponibili a fini irpef ?
    – imponibili a fini irpef al netto degli oneri deducibili ?
    – tutti i redditi trattati nello stesso modo ?

    2) quali redditi sono esclusi dal cumulo ?

    3) La cessazione del diritto sorge quando ?
    e con riferimento a quali valori ?
    Il riferimento per es. per il mese di marzo 2019 è il
    cumulo dell’anno solare precedente ?
    dei dodici mesi precedenti ?

    Lo chiedo perchè mia sorella, invalida civile al 100%, con inabilità permanente al lavoro, con pensione INVCIV di 282,55 € / mese, a marzo 2018 ha avuto la reversibilità della pensione di mio papà.

    Nel gennaio 2019 l’Inps, senza alcuna forma di comunicazione, ha cessato l’erogazione della INVCIV.
    Pensate un pò voi !
    Quindi vorrei capire bene quando e come si calcola il cumulo dei redditi percepiti.

    Poi, ma questa è una questione a parte, vorrò valutare se le disposizioni di legge che determinano un limite di reddito per l’erogazione di una pensione che viene riconosciuta e ha la sua ratio nell’inabilità al lavoro. Cosa centra un limite di reddito.
    E l’accompagnamento ? La ratio per il riconoscimento dell’assegno è lo stato di bisogno, non il reddito.
    Se lo stato di bisogno cessa, cessa l’assegno.

    Perchè Dini e non solo lui ha più pensioni ?

  6. Buongiorno,
    aggiungo una notazione.
    Nell’elenco dei redditi da considerare, anche da voi riportato, non è citata la pensione di reversibilità.

    E la cassazione parla di incompatibilità tra pensioni di invalidità.

    Grazie

  7. Salve, forse non ha notato che è scritto:” i redditi di lavoro dipendente, anche derivanti da contratti a tempo determinato e part time, e i redditi di pensione”. Tra i redditi di pensione sono compresi anche quelli derivanti da pensioni ai superstiti, come la reversibilità.
    In merito alla compatibilità della pensione d’invalidità con gli altri trattamenti, tra i requisiti è scritto: “non essere titolare di una prestazione d’invalidità”.
    Per quanto riguarda le numerose e specifiche domande poste, può leggere questa guida: https://www.laleggepertutti.it/278272_pensione-dinvalidita-tutte-le-risposte
    Se ha bisogno di una consulenza specifica in materia di previdenza:https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza?ty=consulenza-previdenza

  8. Salve,
    trovo davvero inaccettabile l’adozione dell’ ISEE per i pensionati minimi dopo i 75 anni e per i disabili al 100% i quali hanno una pensione che sfiora i 300 euro.
    Non si è tenuto conto di queste categorie, bisognose di assistenze varie,mediche e sociali. Questa è gente alla fine della vita, molte volte non autosufficiente, che caso mai si trovano intestate un cespite che non rende nulla e che quindi appesantisce una condizione già precaria, che pur volendo alienare la proprietà, non trova a venderla per la crisi degli immobili. Oltre al danno anche la beffa. Gradirei una risposta per la quale ringrazio. PER L’OPINIONE.

  9. Buongiorno mio fratello invalido al 80 ha trovato nel 2012 un lavoro percependo più di 1000 euro con una pensione di 235 dopo un paio di anni l Inps gli toglie la pensione perché supera il reddito e gli dice che ha contratto un debito con l Inps di 14 mila euro ho chiesto all Inps in controllo e delucidazioni ma le cifre non sono mai le stesse.ho chiesto il ripristino della pensione nel 2015 ma isse informe così per tre anni nel 2018 pensione revocata.

  10. buon giorno , io percepisco una pensione di 279 euro al mese perchè ho un’invalidita del 75%, in più ho un lavoro a chiamata che fino a ora non mi ha fatto superare le 4800 euro. ma se io nel 2019 supero questo importo e a gennaio lo comunico all’inps cosi non mi versano più la pensione, devo restituire tutto il 2019 oppure bisogna restituire gli importi successivi al 2019 se non comunichi ?

    1. Salve, se Lei supera 4.906,72 euro nel 2019, perde l’intera pensione per il 2019, anche se non comunica i redditi. Le trattenute possono essere effettuate dall’Inps a consuntivo, quindi l’anno successivo, eventualmente può essere emessa anche una cartella di pagamento. Consiglio vivamente di porre attenzione a non superare questo limite.

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