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Raccomandata: è prova la stampa dal sito di Poste Italiane?

18 marzo 2018


Raccomandata: è prova la stampa dal sito di Poste Italiane?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 marzo 2018



Gli estratti web rintracciabili sul sito della Poste italiane possono provare la ricezione della raccomandata?

Perché si spedisce la raccomandata con avviso di ricevimento (alcuni la chiamano impropriamente “ricevuta di ritorno”)? Per avere la prova che la stessa sia arrivata a destinazione e sia stata consegnata, dal portalettere, a chi di dovere. Se poi il destinatario non c’è e non la ritira all’ufficio postale, la raccomandata si considera ugualmente ritirata. L’avviso di ricevimento – quel cartoncino bianco compilato all’atto della spedizione – viene poi riconsegnato al mittente affinché questi abbia la «prova legale» della consegna. «Prova legale» perché timbrata e firmata da un pubblico ufficiale: il postino appunto. Da qualche anno, Poste Italiane ha messo online un servizio – «Cerca spedizioni» – (ma lo stesso è disponibile anche per i servizi di poste private) con cui è possibile rintracciare tutto l’iter della raccomandata, dalla spedizione alla consegna e, in questo modo, risalire alla data in cui il portalettere l’ha affidata nelle mani del destinatario. Dunque, l’avvenuta ricezione è ormai ricavabile anche online. In una situazione del genere è legittimo chiedersi se ha valore di prova la stampa dal sito di Poste italiane e se questa possa sostituire, in un eventuale contenzioso, il tradizionale cartoncino con il timbro del postino. La questione è stata analizzata di recente dalla Cassazione [1] con riferimento a una cartella di pagamento che l’Agente della riscossione aveva notificato a un contribuente ma la cui dimostrazione pretendeva di dare solo con la stampa della pagine del sito internet di Poste Italiane. Ecco cosa hanno detto i giudici.

In realtà quanto si è appena detto nell’introduzione di questo articolo contiene in sé la chiara risposta al quesito legale. La stampa di una pagina web è solo una “stampa” e quindi, se anche emessa dalla società che eroga il servizio, non può sostituirsi alla certificazione di un pubblico ufficiale quale è il postino. A meno che sulla stessa non venga apposto un timbro all’ufficio postale (cosa che, però, al momento non ci risulta che venga effettuata). Come dice la cassazione, gli estratti web rintracciabili sul sito della Poste italiane non provano la ricezione della raccomandata, qualsiasi cosa essa contenga.

Che fare se perdi il cartoncino con l’avviso di ricevimento o questo non ti viene mai consegnato? In una ipotesi del genere il mittente può recarsi all’ufficio postale e farsi rilasciare un duplicato. In buona sostanza, basta compilare un modulo identico a quello già compilato al momento della spedizione della raccomandata e chiedere il rilascio dell’attestazione dell’avvenuta consegna. Il cartoncino dovrà riportare il codice della raccomandata contenuto nella velina (anche questa compilata al momento della spedizione e che il mittente deve conservare sempre); il dipendente dell’ufficio postale, dopo aver accertato – sulla base degli archivi interni – l’avvenuta consegna rilascerà il duplicato il quale ha lo stesso valore dell’originale.

A cosa serve – è lecito a questo punto chiedersi – il servizio online «Cerca spedizioni» di Poste Italiane? Per un semplice supporto al cittadino, un supporto di ordine pratico ma privo di alcun valore certificatorio. Se quindi hai in corso una causa o sei nel bel mezzo di una vertenza e devi dimostrare di aver a suo tempo spedito una raccomandata – ad esempio una disdetta di un affitto, un sollecito di pagamento per l’interruzione dei termini, l’esercizio del diritto di ripensamento da una vendita online, la presentazione di una domanda di partecipazione a un concorso ecc. – non puoi far affidamento sulla stampa della pagina web del sito di Poste Italiane ma dovrai recarti all’ufficio postale più vicino e, portando con te la velina che hai compilato al momento della spedizione (da cui si evince il codice della raccomandata), farti rilasciare un duplicato dell’avviso di ricevimento. Solo quest’ultimo potrà provare la spedizione e l’eventuale ricevimento del plico.

Nel caso di specie a un contribuente era stata recapitata dall’esattore una cartella di pagamento con raccomandata. Lui aveva contestato la ricezione. In giudizio l’Agente della Riscossione si era difesa sostenendo che non vi era traccia del plico se non un estratto web presso il sito delle Poste italiane. Per la Cassazione tale prova è invece risultata insufficiente.

note

[1] Cass. ord. n. 6524/18 del 16.03.2018.

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