Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione anticipata precoci, aumento requisiti

17 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 marzo 2018



Chi matura 41 anni di contributi nel 2019 può accedere alla pensione anticipata agevolata per i lavoratori precoci?

La pensione anticipata per i lavoratori precoci, o pensione anticipata quota 41, è una misura permanente: in base alle previsioni della legge di Bilancio 2017 [1], integrate dalla legge di Bilancio 2018 [2], non è infatti prevista una scadenza per questo tipo di pensione agevolata, che può essere fruita con 41 anni di contributi.

A causa, però, dei recenti adeguamenti alla speranza di vita, il requisito utile alla pensione anticipata quota 41 aumenterà, dal 1° gennaio 2019, di 5 mesi, portando così la soglia contributiva utile all’accesso al trattamento a 41 anni e 5 mesi. La pensione anticipata precoci, difatti, così come la pensione anticipata ordinaria e contributiva, è soggetta agli incrementi legati alla speranza di vita media: pertanto, il requisito base di 41 anni di contributi non resta immutato nel tempo, ma cambia proprio come tutti i requisiti connessi alla speranza di vita necessari per ottenere le altre tipologie di pensione.

Ma facciamo il punto della situazione e vediamo chi ha diritto alla pensione anticipata precoci con l’aumento dei requisiti che sarà applicato dal 2019.

Requisiti pensione anticipata precoci

Sono tre i requisiti fondamentali per aver diritto alla pensione anticipata precoci, oltre ai differenti requisiti richiesti a seconda della categoria di lavoratori a cui l’interessato appartiene:

  • possedere 41 anni di contributi: questo requisito è valido sino al 31 dicembre 2018;
  • per chi matura 41 anni di contributi dopo il 2018, il requisito è aumentato di 5 mesi ed è dunque pari a 41 anni e 5 mesi dal 1° gennaio 2019;
  • possedere almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19º anno di età;
  • risultare iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996.

Categorie di lavoratori che hanno diritto alla pensione anticipata precoci

Ricordiamo che possono accedere alla pensione anticipata precoci le seguenti categorie di lavoratori:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare della pensione anticipata precoci, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi, la mobilità o un sussidio analogo) e che, una volta terminata la prestazione di disoccupazione [3] non si siano rioccupati, o siano stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente;
  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; possono accedere alla misura, dal 2018, anche coloro che assistono un disabile portatore di handicap grave convivente, familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • pescatori;
    • lavoratori marittimi;
    • operai agricoli;
    • operai degli impianti siderurgici;
  • addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni

Domanda pensione anticipata precoci per chi matura i requisiti nel 2019

Chi non riesce a maturare 41 anni di contributi nel 2018 può accedere alla pensione anticipata precoci nel biennio 2019- 2020, se riesce a raggiungere, entro il 31 dicembre 2020, 41 anni e 5 mesi di contributi. Non si sa ancora se nel 2021 i requisiti legati alla speranza di vita aumenteranno.

La domanda di certificazione dei requisiti per la pensione anticipata precoci va presentata il 1° marzo dell’anno in cui si maturano i requisiti richiesti per il trattamento: ad esempio, se si maturano 41 anni e 5 mesi di contributi il 1° dicembre 2019, la domanda di certificazione dei va presentata entro il 1° marzo 2019. L’Inps, nella certificazione, verifica il requisito contributivo “in prospettiva”, quindi per ottenere la certificazione non è indispensabile aver maturato la soglia minima di contributi richiesti (pari, come abbiamo detto, a 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018 ed a 41 anni e 5 mesi di contributi dal 1° gennaio 2019), purché la soglia possa essere maturata entro il 31 dicembre dell’anno in cui si chiede la certificazione dei requisiti per la pensione anticipata precoci.

La certificazione dei requisiti per la pensione anticipata precoci può comunque essere richiesta dall’interessato tardivamente, entro il 30 novembre dell’anno in cui matura i requisiti necessari: tuttavia, chi invia la domanda di certificazione dei requisiti dopo il 1° marzo dell’anno può ottenere la pensione solo se vi sono risorse residue.

note

[1] L. 232/2016.

[2] L. 205/2017.

[3] Mess. Inps 4195/2017, Circ. Inps 33/2018.


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