Diritto e Fisco | Editoriale

Tre indizi sono una prova?

13 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 aprile 2018



È vero che tre indizi fanno una prova? Cosa sono gli indizi gravi, precisi e concordanti? Qual è la differenza tra prove e indizi?

Comunemente si dice che tre indizi fanno una prova. Questa sorta di equazione deriva da una nota espressione di Agatha Christie, secondo cui: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».

È vero tutto questo? Secondo la legge italiana tre indizi sono una prova? Non è proprio così. Vediamo perché.

Prove: cosa sono?

La Costituzione italiana dice che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva [1]. Questo significa che fino a quando la sentenza sarà impugnabile, la persona soggetta al procedimento penale si presumerà essere innocente.

La colpevolezza dell’imputato deve essere dimostrata dalla pubblica accusa, cioè dal magistrato del pubblico ministero. Dovrà essere quest’ultimo a provare la colpevolezza dell’imputato il quale, come detto, si presume innocente. Allo stesso modo, però, l’imputato può decidere di provare la sua innocenza.

Per fare tutto ciò, la legge mette a disposizione delle parti i cosiddetti mezzi di prova, cioè gli strumenti idonei a dimostrare un fatto o una circostanza. Nella fattispecie, il pubblico ministero si avvarrà delle prove per dimostrare la colpevolezza dell’imputato; questi, di contro, le utilizzerà per convincere il giudice della sua estraneità ai fatti.

Il diritto alla prova garantisce la parità tra i duellanti nel processo penale, i quali possono avvalersi delle stesse “armi”.

Se il diritto alla prova è di entrambi alle parti, l’onere della prova incombe solamente sul pubblico ministero: come detto, infatti, tocca al magistrato provare la colpevolezza dell’imputato. Se non dovesse riuscirci, l’imputato andrà mandato assolto.

Indizi: cosa sono?

Differenti dalle prove sono, invece, gli indizi. Mentre le prime sono di per sé idonee a dimostrare un fatto rilevante per l’imputazione, gli indizi sono delle presunzioni, cioè dei ragionamenti (basati su principi scientifici o, più semplicemente, su massime d’esperienza) dai quali si può dedurre qualcosa di importante ai fini della determinazione della colpevolezza (o dell’innocenza) dell’imputato.

Detto con altre parole, l’indizio consente di ricavare l’esistenza del fatto da provare attraverso una relazione costituita o da leggi scientifiche o da una regola di esperienza. L’indizio è una sorta di prova indiretta (definita anche prova critica) che consiste nel dimostrare un fatto incerto partendo da uno certo.

Facciamo un esempio. Tizio viene trovato morto in casa, ucciso da un colpo di pistola. Caio, vicino di casa, riferisce alle autorità di aver visto uscire dall’abitazione della vittima, cinque minuti dopo aver udito l’esplosione, Sempronio. Orbene, questa circostanza potrà essere valuta come indizio di colpevolezza a carico di Sempronio, ma non come prova, in quanto Sempronio non è stato visto nell’atto di compiere l’omicidio, ma semplicemente in quello di abbandonare la scena del crimine.

Indizi: cosa dice la legge?

Cosa dice la legge? Tre indizi sono una prova? Il codice di procedura penale afferma che l’esistenza di un fatto non può essere desunta da indizi a meno che questi siano gravi, precisi e concordanti [2].

Dalla lettura della norma si capisce che gli indizi possono rilevare all’interno di un procedimento penale soltanto in assenza di prove certe, e soltanto quando gli indizi siano plurimi (cioè, più di uno), gravi, precisi e tra loro concordanti. Cosa significa?

Gli indizi, per aver rilievo, devono essere:

  • gravi: quando sono dotati di un’elevata persuasività e riescono a resistere a eventuali obiezioni;
  • precisi: quando non sono suscettibili di diverse interpretazioni;
  • concordanti: nel senso che devono esservi più indizi che confluiscono nella stessa direzione.

Soltanto se dotati di queste caratteristiche gli indizi potranno sopperire all’assenza di prove certe.

Tre indizi fanno una prova?

Tornando al tema centrale dell’articolo, possiamo dire che l’affermazione secondo cui tre indizi sono una prova è sbagliata. La legge, infatti, non fa alcun riferimento al numero di indizi, limitandosi a dire che essi devono essere sicuramente più di uno. In secondo luogo, gli indizi restano indizi anche in assenza di prove: in altre parole, se un imputato viene condannato sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, non si potrà dire che sia stato condannato in base a prove certe sulla sua colpevolezza. Quindi, gli indizi non si trasformano mai in prove: la prova è un fatto certo e incontestabile, a differenza dell’indizio, il quale è frutto di una deduzione, di un ragionamento logico.

Alla luce di quanto appena detto, possiamo dire che la regola della più nota giallista di tutti i tempi, Agatha Christie, secondo cui tre indizi sono una prova va senz’altro bene per Hercule Poirot, non per l’autorità giudiziaria tenuta a rispettare la legge italiana.

note

[1] Art. 27 Cost.

[2] Art. 192 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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