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Estratto Poste Italiane: può provare la notifica?

13 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 aprile 2018



Come provare l’avvenuta ricezione della raccomandata? Basta l’estratto stampato dal sito di Poste Italiane?

Nel caso di notifica a mezzo posta di un atto giudiziario, di una multa, di una cartella esattoriale o di un atto fiscale, il notificante non può provare la ricezione da parte del destinatario allegando l’estratto scaricato dal sito di Poste Italiane.

Serve, invece, la prova documentale della ricezione: relata di notifica o avviso di ricevimento e, nei casi di irreperibilità del destinatario, la dimostrazione documentale di tutti gli adempimenti prescritti dalla legge. È quanto chiarito da una recente ordinanza della Cassazione [1].

Estratto Poste Italiane raccomandata: come funziona?

I ritardi di Poste Italiane spesso non consentono di ricevere in tempi brevi, nel caso di spedizione con raccomandata a/r, l’avviso di ricevimento attestante l’avvenuta ricezione e firma dell’atto da parte del destinatario.

Oggi è tuttavia possibile sapere se l’atto è arrivato a destinazione, tramite il servizio on line di Poste Italiane “Cerca spedizioni”. Basta inserire le cifre del codice spedizione, senza interruzioni e senza trattino, e il sistema restituisce il percorso della raccomandata, indicando anche l’eventuale consegna con la relativa data.

È possibile anche stampare il file pdf del percorso della spedizione, in modo da avere un resoconto delle date di notifica.

Estratto Poste Italiane: che valore ha?

Secondo la giurisprudenza maggioritaria, l’estratto stampato dal sito internet di Poste Italiane non può avere valore giuridico e non è idoneo a dimostrare la spedizione o la notifica della raccomandata. Esso infatti non ha alcuna valenza di prova, ma ha solo una funzione informativa per l’utenza.

Dunque, l’unica prova certa consentita è quella della consegna (o della tentata consegna) attestata dal postino, che è un pubblico ufficiale e, come tale, legittimato a dare fede privilegiata alle sue dichiarazioni.

Tanto è confermato anche dalla Cassazione in una recentissima ordinanza, secondo la quale, l’estratto del sito internet di Poste Italiane, è inidoneo a dimostrare la ricezione della raccomandata con avviso di ricevimento.

Notifica a mezzo posta: come si prova la ricezione

L’unico modo per provare l’avvenuta notifica dell’atto a mezzo raccomandata è allora la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento in cui il postino attesta di aver consegnato il plico al destinatario, che ha firmato. L’avviso di ricevimento fa piena prova fino a querela di falso.

Se il postino non può recapitare l’atto (perché non trova nessuno presso l’indirizzo indicato), la notifica si perfeziona per il destinatario trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata, contenente l’avviso della tentata notifica e del deposito del piego presso l’ufficio postale.

La legge prevede, infatti, che la notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata o dalla data del ritiro del plico, se anteriore.

In tal caso, per provare la ritualità della notificazione, è richiesta solo la prova della spedizione della raccomandata contenente la cosiddetta CAD (comunicazione avvenuto deposito) [2].

Che fare se si perde l’avviso di ricevimento?

Come sopra evidenziato, l’avviso di ricevimento è essenziale per provare l’avvenuta notifica. Ma cosa fare se si perde l’avviso? Nel caso degli atti giudiziari notificati a mezzo posta, è possibile chiedere all’ufficio postale un duplicato dell’avviso di ricevimento, duplicato che ha lo stesso valore dell’originale.

note

[1] Cass. ord. n. 6524 del 16.03.2018.

[2] Cass. ord. n. 6242/2017.

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