Diritto e Fisco | Editoriale

Cani vaganti: sentenze

19 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 marzo 2018



Randagismo: chi è responsabile? A chi chiedere il risarcimento dei danni derivanti da cani randagi? C’è anche responsabilità penale?

Il randagismo è un problema molto sentito in Italia. Sebbene siano indicati, giustamente, come i migliori amici dell’uomo, i cani in branco possono costituire un serio pericolo per l’incolumità degli utenti della strada. Il problema dei cani vaganti è stato affrontato molte volte dalla giurisprudenza: vediamo le sentenze principali.

Cani vaganti: cosa dice la giurisprudenza?

Cominciamo con l’affrontare il problema principale riguardante il randagismo: quello dei danni causati da cani vaganti, soprattutto in riferimento a sinistri stradali e aggressioni (morsi, lacerazioni, ecc.). A chi va chiesto il risarcimento dei danni?

Secondo una pronuncia della Corte di Cassazione [1], responsabili dei danni all’autovettura derivanti da impatto con cani vaganti sono solidalmente (cioè, insieme) il Comune e l’Asl territoriale di appartenenza. Così i supremi giudici: «risulta evidente che compiti di organizzazione, prevenzione, e controllo (anche) dei cani vaganti (siano essi “tatuati”, e cioè scomparsi o smarriti dai proprietari, ovvero “non tatuati”) spettino (anche) ai Comuni, tenuti anch’essi, in correlazione con gli altri soggetti pubblici (e non) indicati dalla legge, ad adottare concrete iniziative ed assumere provvedimenti volti ad evitare che animali randagi possano arrecare danni alle persone nel territorio di competenza».

Secondo altra interpretazione, invece, responsabile dei danni causati da un cane vagante (in questo caso si trattava di un morso) e solamente l’Asl, in quanto il Comune non può vigilare continuamente su tutto il territorio, soprattutto se molto esteso [2].

Come mai questa difformità di orientamenti? La spiegazione è semplice: la legge nazionale [3] ripartisce solo in linea di massima le competenze in merito alla lotta al randagismo tra Comuni, Asl e Regioni, lasciando alle leggi particolari di queste ultime il compito di specificare meglio le singole responsabilità.

Pertanto, è opportuno di volta in volta verificare in che modo la legge regionale disciplini il riparto di competenze tra gli enti individuati dalla legge statale.

Cani vaganti: qual è l’ente responsabile?

Più recentemente la Corte di Cassazione, sempre a proposito di un’autovettura rovinata da cani vaganti,  ha ribadito il principio secondo cui la responsabilità per i danni causati dagli animali liberi e privi di proprietario spetta esclusivamente all’ente, o agli enti, cui è attribuito dalla legge il compito di prevenire il pericolo specifico per l’incolumità della popolazione connesso al randagismo, e cioè il compito della cattura e della custodia dei cani vaganti o randagi [4].

In particolare, la Corte di Cassazione ha ribadito la responsabilità solidale di Comune e Asl territoriale facendo leva sulla corretta interpretazione della legge regionale sul randagismo (trattavasi della Regione Lazio). Quest’ultima [5], infatti, attribuiva il compito di cattura degli animali randagi e di custodia degli stessi nelle apposite strutture ai Comuni. Nello specifico, i Comuni, singoli od associati, erano tenuti, tra l’altro, ad assicurare  il ricovero, la custodia ed il mantenimento dei cani nelle apposite strutture, sotto il controllo sanitario dei servizi veterinari delle Asl.

La legge regionale, infine, attribuiva ai servizi veterinari delle Asl il servizio di accalappiamento di cani vaganti, la relativa comunicazione al comune interessato e la consegna dei cani catturati o restituiti alle strutture di ricovero, previa effettuazione delle profilassi previste.

Diversamente, invece, è accaduto in Sicilia, ove la Corte di Cassazione [6], in base all’interpretazione della legge regionale, rinveniva profili di responsabilità solamente in capo al Comune. Ed infatti, la legge regionale della Sicilia in tema di randagismo [7] attribuisce all’Asl solamente funzioni residuali di controllo della popolazione canina.

Pertanto, il risarcimento spettante alla bambina aggredita da cani vaganti grava in capo al solo Comune di appartenenza

Cani vaganti: quando c’è reato?

Molto interessante un’altra sentenza della Corte di Cassazione in tema di lesioni derivanti dall’aggressione di cani vaganti [8]. Il caso riguardava le ferite riportate da un passante che era stato improvvisamente attaccato da due cani usciti dalla recinzione di una villetta. Il proprietario dell’abitazione, condannato sia in primo che in secondo grado per omissione di custodia, ricorreva in Cassazione sostenendo che i due cani non fossero di sua proprietà, con conseguente esclusione di ogni profilo di responsabilità, in quanto animali randagi sotto la responsabilità del Comune e introdottosi del tutto casualmente nella sua abitazione, in cui venivano solo saltuariamente accuditi.

La Suprema Corte, superando ogni formalismo, ha ritenuto comunque responsabile l’imputato sulla scorta della materiale detenzione (e conseguente obbligo di custodia) dei cani.

Allo stesso modo, non è sufficiente l’apposizione del classico cartello “Attenti al cane” per esonerare da responsabilità il padrone. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione [9] a proposito dell’aggressione subita da un portalettere da parte di un cane non adeguatamente sorvegliato.

note

[1] Cass., sent. n. 16802/2015 del 13.08.2015.

[2] Trib. Cagliari, sent. n. 414/2016 del 10.02.2016.

[3] Legge n. 281/1991.

[4] Cass., sent. n. 15167/2017 del 20.06.2017.

[5] Legge Regione Lazio n. 34/1997 del 21.10.1997.

[6] Cass., sent. n. 12495/2017 del 18.05.2017.

[7] Legge Regione Sicilia n. 15/2000 del 03.07.2000.

[8] Cass., sent. n. 17145/2017 del 05.04.2017.

[9] Cass., sent. n. 17133/2017 del 05.04.2017.

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