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Usufrutto e lavori di manutenzione: chi è responsabile?

20 Mar 2018


Usufrutto e lavori di manutenzione: chi è responsabile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Mar 2018



Mia moglie è la nuda proprietaria di un piccolo uliveto di un ettaro. L’usufruttuario per la manutenzione (potatura, aratura, ecc.) e per la raccolta delle olive (gli alberi raggiungono anche i 4 metri di altezza) usa avvalersi della collaborazione o di operai si suppone non specializzati nel settore. Mia moglie per accertarsi che i manutentori fossero specializzati e non in nero le ha inviato una raccomandata chiedendo nomi o partita iva senza ricevere risposta. L’usufruttuario ha mandato a dire che l’aiuto degli altri figli non è soggetto a restrizioni INAIL ed INPS ecc, e che gli altri operai non dovevano essere per forza specializzati per fare la manutenzione o la raccolta delle olive. È corretto? Mia moglie vorrebbe denunciare il tutto all’autorità competente perché teme che possa accadere qualche incidente durante i suddetti lavori.

 

Ai sensi dell’art. 981 del codice civile L’usufruttuario ha diritto di godere della cosa, ma deve rispettarne la destinazione economica. Egli può trarre dalla cosa ogni utilità che questa può dare, fermi i limiti stabiliti in questo capo.

Rispettare la destinazione economica significa non mutarne gli aspetti e la finalità, ad esempio, un terreno agricolo dovrà essere utilizzato per le coltivazioni e non potrà essere trasformato in campo da golf.

L’usufrutto è il diritto dell’usufruttuario di godere e disporre del bene altrui traendo da esso tutte le utilità che possano scaturire, con obbligo di non mutarne la destinazione economica. Il proprietario del bene gravato da usufrutto si spoglia delle proprie prerogative di uso e godimento e conserva esclusivamente la nuda proprietà del bene. In altre parole, il nudo proprietario rimane formalmente il titolare del bene ma non può usarlo e non può trarne i frutti che spettano di diritto esclusivamente all’usufruttuario.

L’usufruttuario ha l’obbligo di:

– usare il bene con la diligenza del buon padre di famiglia;

– custodire e amministrare il bene;

– effettuare l’ordinaria manutenzione assumendosi interamente le spese;

– pagare tasse e imposte relative all’usufrutto;

– restituire il bene alla scadenza dell’usufrutto.

Il nudo proprietario ha l’obbligo di:

– far godere all’usufruttuario il bene;

– farsi carico delle sole riparazioni straordinarie;

– pagare tasse e imposte relative alla proprietà.

Alla luce di quanto sopra, la circostanza che l’usufruttuaria si avvalga, nell’ambito del godimento del bene, ossia dell’uliveto, dell’aiuto dei figli o di operai non specializzati non è una circostanza che ricade sul nudo proprietario.

Il nudo proprietario non è responsabile delle modalità con cui l’usufruttuario usufruisce del bene occupandosi della manutenzione ordinaria: eventuali incidenti, danni e infortuni sono imputabili esclusivamente alla condotta e alle scelte del medesimo.

Inoltre, con riferimento alle collaborazioni occasionali di tipo gratuito rese da parenti o affini dell’imprenditore agricolo che siano impegnati a tempo pieno presso altro datore di lavoro, la Circolare n. 10478 del 20 giugno 2013 del Ministero del Lavoro stabilisce che i familiari non hanno obbligo contributivo se la loro prestazione lavorativa non è abituale ma solo occasionale: la presunzione di occasionalità si verifica, nel settore artigiano, commerciale e agricolo, se i compiti svolti dal familiare non sono stabili né sistematici, e rispettano il limite quantitativo di apporto lavorativo di 90 giorni per anno solare, intesi come frazionabili in 720 ore.

In sostanza, la collaborazione dei familiari, se occasionale e non continuativa, non prevede l’obbligo di iscrizione alla gestione Inps ma solo, eventualmente, all’Inail.

Con riferimento infine all’eventuale impiego di operai non regolarizzati, si tratta di una responsabilità che ricade esclusivamente sull’usufruttuario non intaccando minimamente la sfera giuridica del nudo proprietario.

Con riferimento invece all’eventuale collaborazione di operai non specializzati, l’esecuzione dei lavori agricoli non richiede una specializzazione.

Normativa e giurisprudenza confermano quanto detto.

Gli imprenditori artigiani iscritti nei relativi albi provinciali possono avvalersi, in deroga alla normativa previdenziale vigente, di collaborazioni occasionali di parenti entro il terzo grado, aventi anche il titolo di studente, per un periodo complessivo nel corso dell’anno non superiore a novanta giorni. Le collaborazioni suddette devono avere carattere di aiuto, a titolo di obbligazione morale e perciò senza corresponsione di compensi ed essere prestate nel caso di temporanea impossibilità dell’imprenditore artigiano all’espletamento della propria attività lavorativa. E’ fatto, comunque, obbligo dell’iscrizione all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali” Art. 21, comma 6, DL 30/09/2003, n. 269.

“La circostanza che il lavoro sia reso da un familiare contribuisce a determinare in molti casi la natura occasionale della prestazione, così da escludere l’obbligo di iscrizione in capo al familiare. In alcune circostanze, inoltre, l’occasionalità può essere qualificata come regola generale da tenere conto in sede di verifica ispettiva”. Ministero del Lavoro circolare n. 10478 del 10 giugno 2013.

L’abitualità e la prevalenza della partecipazione al lavoro aziendale, richieste dall’art. 1, comma 203, della legge n. 662 del 1996 ai fini dell’insorgenza dell’obbligo di iscrizione alla gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, si concretano nel carattere continuativo e non occasionale della partecipazione stessa. (Nella specie, in applicazione dell’enunciato principio, la S.C., cassando la decisione di merito, ha respinto l’opposizione alla cartella esattoriale per contributi alla gestione commercianti, proposta da soggetto adibito ad un’attività necessaria nel processo aziendale, quale la predisposizione dei documenti di vendita, a titolo non occasionale, considerata la struttura familiare dell’impresa)”. Cass. civ. Sez. lavoro, 12/07/2012, n. 11804.

E’ irrilevante, ai fini del calcolo del terzo della forza lavoro necessaria, l’ausilio del nucleo familiare se occasionale e non continuativo e abituale. Il fatto che il periodo utilizzabile durante l’estate non può essere superiore a quello spettante per ferie in forza del rapporto di lavoro non ammette prova contraria, specie se si consideri che le giornate lavorative utili debbono comunque necessariamente essere ripartite, per conseguire effetti pratici, in tutto l’arco dell’anno.” Cass. civ. Sez. III, 04/12/1993, n. 12023.

Ciò detto, il consiglio pratico che si offre al lettore è il seguente:

1) L’usufruttuario è l’unico soggetto responsabile in caso di incidente o infortunio di terzi, collaboratori o familiari.

2) I familiari possono collaborare nei lavori agricoli in modo non continuativo senza obbligo di iscrizione alla gestione Inps.

3) Il nudo proprietario non deve denunciare alcunchè in quanto quello che succede sul bene oggetto di usufrutto, nel rispetto degli obblighi e dei ruoli, non lo coinvolge.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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