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Eredità: se un figlio ha avuto più degli altri

20 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 marzo 2018



Come possono tutelarsi i fratelli dell’erede “favorito” che ha già ricevuto altri beni in donazione: differenza tra riduzione, collazione e divisione.

Quando si apre la successione ereditaria non sempre è facile dividere i beni fra gli eredi. A prescindere o meno dall’esistenza di un testamento, con il quale il defunto ha magari assegnato correttamente i propri averi rispettando le quote di legittima del coniuge e dei familiari, può accadere che, quando il de cuius era ancora in vita, uno degli eredi abbia già ricevuto altri beni sotto forma di donazione. Si pensi per esempio al caso in cui uno dei fratelli, a differenza degli altri, abbia ricevuto in donazione dal genitore una casa o era cointestatario di un conto corrente con il genitore: al momento della morte del genitore e dell’apertura della successione, i fratelli che devono dividere l’eredità non partono da una posizione di parità in quanto uno di loro ha ricevuto più degli altri, già quando il genitore era in vita. Come possono tutelarsi allora gli eredi se un figlio ha avuto più degli altri? La legge prevede diversi strumenti, ciascuno con finalità differenti. Per il caso che ci occupa, vengono in rilievo l’azione di riduzione, la collazione e la divisione.

Eredità e donazioni: azione di riduzione

L’azione di riduzione [1] è volta a tutelare gli eredi la cui quota di legittima di eredità sia stata lesa (coniuge, figli, genitori). Quando la parte dell’eredità spettante per legge è stata intaccata per effetto delle disposizioni testamentarie o delle donazioni effettuate dal de cuius, l’erede legittimario può agire con l’azione di riduzione.

Chi propone l’azione di riduzione deve indicare entro quali limiti è stata lesa la sua quota di riserva, determinando con esattezza il valore della massa ereditaria e il valore della quota di legittima violata dal testatore.

L’azione di reintegrazione della quota legittima prevede i seguenti passaggi:

  • riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni lesive;

Se la domanda di riduzione viene accolta e gli atti lesivi della legittima sono dichiarati inefficaci:

  • restituzione da parte dei beneficiari delle disposizioni o donazioni lesive;
  • restituzione da parte dei terzi acquirenti dai beneficiari delle disposizioni o donazioni lesive.

L’azione di riduzione deve essere esperita entro 10 anni:

  • dall’apertura della successione se la lesione deriva da donazioni;
  • dall’accettazione dell’eredità se la lesione deriva da disposizioni testamentarie.

Se l’erede tenuto alla restituzione del bene lesivo della legittima lo ha venduto o donato a terzi, i legittimari possono agire contro questi ultimi per chiedere la restituzione dei beni immobili o beni mobili registrati, a condizione che:

  • non siano trascorsi 20 anni dalla trascrizione della donazione;
  • la sentenza di riduzione contro il donatario sia passata in giudicato;
  • il patrimonio del donatario non appaia sufficiente a soddisfare le pretese dei legittimari;
  • il terzo acquirente non abbia pagato l’equivalente in denaro del bene da restituire.

Eredità e donazioni: collazione

La collazione [2], a differenza dell’azione di riduzione, non è uno strumento per reintegrare la legittima e si distingue pertanto dall’imputazione delle donazioni nell’azione di riduzione [3].

La collazione consiste nell’obbligo del coniuge e dei figli (nonché dei loro discendenti) di rimettere in comunione ereditaria quanto hanno ricevuto per donazione. In tal modo è possibile comprendere quanto hanno ricevuto il coniuge e i figli del de cuius e assicurare la parità di trattamento tra gli eredi. In assenza di collazione, infatti, il figlio che ha già ricevuto in donazione la casa, per esempio, non potrebbe pretendere la quota di eredità legittima uguale a quella dei suoi fratelli.

La collazione serve, dunque, a ricostruire la massa ereditaria e considerare le donazioni come anticipazioni della quota ereditaria.

Le donazioni fatte ai legittimari vengono, infatti, intese come anticipazioni sulla quota di legittima e gravano sulla indisponibile, salvo che vi sia stata espressa dispensa da collazione.

La collazione, quindi, concorre ad accrescere l’asse ereditario mediante il conferimento da parte dei legittimari dei beni ricevuti in donazione.

Eredità e donazioni: divisione

Ancora diversa è l’azione di divisione ereditaria [4]. Quest’ultima, pur comportando anch’essa collazione e imputazione dei beni donati, si differenzia dall’azione di riduzione, in quanto nella prima gli eredi chiedono lo scioglimento della comunione ereditaria senza lamentare alcuna lesione della quota di riserva.

L’esercizio dell’azione di divisione ereditaria comporta, come nell’azione di riduzione, la collazione e l’imputazione delle donazioni per accertare la consistenza del patrimonio ereditario, ma:

  • con l’azione di divisione si chiede l’attribuzione della quota ereditaria;
  • con l’azione di riduzione si chiede la reintegra della quota, previa determinazione della parte disponibile, mediante riduzione delle disposizioni testamentarie o delle donazioni.

La collazione presuppone l’esistenza di una comunione ereditaria e, quindi, di un asse da dividere; se l’asse è stato esaurito con donazioni e con legati, e viene quindi a mancare il patrimonio da dividere, non ci può essere né collazione né divisione, salvo l’esito dell’eventuale azione di riduzione.

note

[1] Art. 553 e ss. cod. civ.

[2] Art. 737 e ss. cod. civ.

[3] Trib. Roma, sent. n. 19378/2017.

[4] Art. 713 cod. civ.

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4 Commenti

  1. se uno dei figli o una terza persona ha contribuito economicamente alla realizzazione del bene con bonifici a suo nome, ma il bene comunque per ragioni burocratiche è stato intestato ai genitori, come si procede al momento della divisione ereditaria?

  2. Cosa succede – in questo nuovo contesto – in presenza di un atto notarile per vitalizio. Per assistenza da parte di un solo figlio (su x figli) nei confronti del/i genitore/i.
    Viene rimesso tutto in discussione??
    Grazie della risposta.

  3. salve..a me è capitato che una delle mie sorelle aveva un conto cointestato con mia sorella , morto nostro padre mia sorella ha deciso di prendersi il 50% della somma piu la sua quota sul restante 50% divisibile in tre quote essendo tre figli…cosa posso fare? grazie

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