Diritto e Fisco | Editoriale

Abigeato: in cosa consiste il furto di bestiame e cosa si rischia

16 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 aprile 2018



Furti e razzie di animali, se ricorrono determinate condizioni, sono perseguibili anche penalmente.

Nell’era moderna, dove soltanto pochi eletti hanno la fortuna di vivere tra campagne ed animali (piuttosto che tra computer e telefoni), ci sembra strano sentir parlare di abigeato ma invece esiste ed è tutelato dal nostro ordinamento: i ladri di bestiame sono puniti come i ladri di qualunque altra cosa. Vediamo allora insieme  in cosa consiste l’abigeato (il furto di bestiame) e cosa si rischia.

Che significa abigeato?

Il termine abigeato fu coniato dagli antichi Romani, i quali vollero distinguere il furto di bestiame dalle altre specie di furto. All’epoca, infatti, gli animali godevano di una considerazione e di un’importanza un po’ diversa da quella di oggi: rappresentavano uno dei pochi fattori di produzione oltre che strumento di lavoro e, talvolta, erano considerati anche sacri.

Il bestiame, per causa di forza maggiore (sia all’epoca dei Romani che ai giorni nostri), è lasciato in uno stato di relativa libertà che ne impedisce l’assidua vigilanza; ed è per questo che si tende a tutelare il furto di bestiame che, in quanto fonte di lavoro e di reddito, produrrebbe un notevole danno economico. Si consideri che, proprio allo scopo di impedire i furti, il bestiame viene addirittura marchiato in modo da rendere gli animali identificabili.

L’abigeato moderno

Il nostro ordinamento, tra le ipotesi di furto (si badi bene) aggravato [1], annovera il furto di bestiame; vediamo nel dettaglio in cosa consiste il furto di bestiame e cosa si rischia.

Chiunque si impossessa:

  • di tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria;
  • ovvero di animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria;
  • sottraendoli a chi li detiene;
  • al fine di trarne profitto per sé o per gli altri;

commette il delitto di abigeato.

Ma cosa di intende per gregge o mandria? Iniziamo con lo specificare che per gregge si intende un branco di pecore o capre (bestie piccole), affidate alla guida ed alla custodia di uno o più pastori. Può essere stazionario, se vive sempre nella stessa località, oppure transumante, se trascorre l’estate sulle montagne e l’inverno in pianura. Per mandria, invece, si intende un branco di grosse bestie, per esempio buoi, cavalli. Ai fini della qualificazione del reato, per gregge si intende, dunque, un aggregato cospicuo di ovini che vagano sotto la vigilanza di pastori e la custodia di cani.

La legge non indica un numero minimo di animali per la qualificazione del gregge, ma sarà valutato di volta in volta se gli animali concorrono allo sviluppo dell’economia agricola e all’incremento patrimoniale zootecnico; solo in questo caso un insieme di ovini potrà essere qualificato come gregge. Stesso discorso possiamo fare per la mandria. Abbiamo detto che il furto si realizza a prescindere dal numero di bovini o equini rubati, probabilmente data l’importanza che hanno questi animali nell’agricoltura e nell’industria connessa.

Per la realizzazione del furto aggravato non è nemmeno necessario che si tratti di animali liberi al pascolo o custoditi nelle stalle; vi è l’aggravante anche se gli animali sono attaccati a vetture o ad altri mezzi di trasporto.

Cosa si rischia con l’abigeato?

L’abigeato è un furto aggravato e, in caso di commissione di questo reato, oggi la pena prevista è quella della reclusione da due a sei anni e della multa da 927 a 1.500 euro. Anche in tempi antichi la pena era molto severa e prevedeva i lavori forzati a tempo o addirittura a vita; se il fatto era commesso con le armi era prevista addirittura la pena di morte.

In caso di furto di bestiame, attualmente, è previsto l’arresto facoltativo in flagranza; ciò significa che se vieni scoperto mentre rubi gli ovini o i bovini, potresti essere arrestato. Si tratta di un reato perseguibile d’ufficio, quindi, non solo il pastore potrà denunciarti per il furto del suo bestiame, ma potrà farlo anche un terzo che, passeggiando, ti ha visto rubare. Trattandosi di denuncia, non vi è alcun limite di tempo per sporgerla.

 

Bisogna stare attenti, dunque, a rubare il bestiame perchè, anche se molti di noi hanno dimenticato il valore fondamentale che hanno nella nostra vita la natura, l’agricoltura e gli animali, il legislatore (per fortuna) lo ricorda e punisce severamente chi commette questo delitto.

note

[1] Artt. 624 e 625 co.1 n.8 cod. pen.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI