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Disabilità: le agevolazioni fiscali

30 Aprile 2018 | Autore:
Disabilità: le agevolazioni fiscali

Guida agli aiuti per soggetti invalidi o portatori di handicap: spese sanitarie, acquisto di auto, polizze, figli a carico, eredità. Detrazioni e Iva agevolata.

Familiari a carico, acquisto di auto, detrazioni fiscali, aiuti sulle spese mediche e per l’acquisto di ausili, benefici sull’abbattimento delle barriere architettoniche e molto altro ancora. Sono numerose le agevolazioni fiscali per disabili previste dalla normativa tributaria. In alcuni casi, è possibile scalare dall’Irpef una quota per ogni figlio a carico portatore di handicap, in altri la detrazione interessa l’acquisto di un veicolo adattato alla guida per persone disabili, in altri ancora il beneficio si trasforma in deduzione sulle spese sanitarie che, purtroppo, non mancano a chi si trova in questo tipo di situazioni.

Raccogliamo in questa guida tutte le agevolazioni fiscali per disabili, chi ne ha diritto, per che cosa è possibile ottenerle e come accedere a questi benefici.

Agevolazioni fiscali per disabili: le linee generali

Prima di spiegarle nel dettaglio, vediamo in estrema sintesi le agevolazioni fiscali per disabili contenute nella nostra normativa:

Agevolazioni per figli a carico:

  • detrazione Irpef di 1.620 euro se è minore di 3 anni;
  • detrazione Irpef di 1.350 euro se ha un’età pari o superiore a 3 anni;
  • detrazione Irpef aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo se si ha più di tre figli a carico.

Le detrazioni variano in funzione del reddito dichiarato nel periodo di imposta e scompaiono quando il reddito arriva a 95.000 euro.

Agevolazioni per acquisto di auto:

  • detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta;
  • Iva agevolata al 4%;
  • esenzione bollo auto e dall’imposta di trascrizione sul passaggio di proprietà.

Agevolazioni per altri aiuti e sussidi:

  • detrazione Irpef del 19% della spesa per l’acquisto di sussidi tecnici ed informatici;
  • Iva agevolata al 4%;
  •  detrazione della spesa per l’acquisto del cane guida per i non vedenti;
  • detrazione Irpef del 19% per i servizi di interpretariato dei sordi;
  • agevolazioni per l’abbattimento di barriere architettoniche: detrazione Irpef delle spese sostenute;
  • agevolazioni per le spese sanitarie: deduzione dell’intero importo;
  • agevolazioni per l’assistenza personale: a) deduzione degli oneri contributivi fino a 1.549,37 euro versati per collaboratori domestici o per addetti all’assistenza personale o familiare; b) detrazione Irpef del 19% delle spese per gli addetti all’assistenza personale su un massimo di 2.100 euro purché il reddito del contribuente non superi i 40.000 euro annui.

Vediamo adesso nel dettaglio le singole agevolazioni fiscali per disabili.

Agevolazioni fiscali per disabili: i figli a carico

Come abbiamo anticipato, chi ha dei figli fiscalmente a carico ha diritto delle detrazioni da calcolare sul reddito dichiarato nei singoli periodi di imposta. Da ricordare, a questo proposito, che si considera fiscalmente a carico chi non ha un reddito annuo complessivo superiore a 2.840,51 euro.

La detrazione viene meno quando il reddito complessivo del contribuente arriva a 95.000 euro.

Per quanto riguarda i figli disabili a carico, le detrazioni sono:

  • 1.620 euro per un figlio minore di 3 anni;
  • 1.350 euro per un figlio di età pari o superiore a 3 anni;
  • 200 euro in più per ogni figlio a partire dal primo se si hanno più di 3 figli.

Come si calcola la detrazione? Occorre armarsi di calcolatrice e di un po’ di pazienza. Bisogna moltiplicare la detrazione teorica a cui si ha diritto per il coefficiente che si ottiene dal rapporto tra 95.000 euro (tetto massimo del reddito) diminuito del reddito complessivo e diviso per 95.000. Nel redito complessivo non c’è da considerare l’abitazione principale e le relative pertinenze. Mentre, invece, c’è da considerare il reddito degli immobili affittati con cedolare secca.

Forse è meglio fare un esempio. Supponiamo che un contribuente abbia a carico un figlio disabile minore di 3 anni e che abbia un reddito annuo di 35.000 euro. Per semplificare l’operazione, conviene trovare prima il coefficiente. Il calcolo sarà:

95.000 (reddito massimo) – 35.000 (reddito complessivo) / 95.000.

Pertanto:

60.000 / 95.000 = 0,63.

Questo è il coefficiente per il quale occorre moltiplicare la detrazione base a cui si ha diritto per un figlio disabile minore di 3 anni. Di conseguenza:

1.620 euro x 0,63 = 1.020,60 euro di detrazione.

Se il contribuente ha più di un figlio, i 95.000 euro riportati nella formula vanno aumentati di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Quindi, saranno 110.000 euro per due figli, 125.000 euro per tre figli, ecc.

Agevolazioni figli disabili: a quale genitore spettano?

Se i genitori non sono legalmente ed effettivamente separati, hanno diritto a dividere tra di loro la detrazione fiscale per i figli disabili al 50%. Altrimenti, previo comune accordo, possono decidere di assegnare l’agevolazione al coniuge con il reddito più alto.

Agevolazioni fiscali per disabili sulle auto

La normativa prevede numerose agevolazioni fiscali per disabili nel settore auto, dall’acquisto del veicolo al suo adattamento per la guida delle persone con handicap motorio, dall’esenzione dal pagamento bollo a quella sul passaggio di proprietà. Vediamole nel dettaglio.

Agevolazioni per disabili sulle auto: a chi spettano

Le agevolazioni fiscali per disabili sulle auto sono destinate a:

  • non vedenti e sordi;
  • persone con handicap psichico o mentale titolari di indennità di accompagnamento;
  • persone con grave limitazione della capacità di deambulare o affetti da pluriamputazioni;
  • persone con ridotte o impedite capacità motorie purché abbiano il veicolo adattato alla guida rispetto alle loro condizioni.

I benefici vengono concessi solo se le auto sono utilizzate, in via esclusiva o permanente, a beneficio delle persone disabili. Quindi, devono essere loro a guidarle oppure il veicolo deve servire prevalentemente o esclusivamente al loro trasporto.

Ha diritto alle agevolazioni fiscali per disabili anche chi ha un familiare a carico ed ha sostenuto la spesa nell’interesse della persona con handicap.

Per essere considerato fiscalmente a carico, il disabile deve avere un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro. Questa somma non deve tenere conto dei redditi esenti, come, ad esempio, le pensioni sociali, le indennità, le pensioni e gli assegni di invalidità.

Superando il limite di reddito, le agevolazioni spettano unicamente al disabile: per poterne beneficiare è necessario, quindi, che i documenti di spesa siano a lui intestati e non al suo familiare.

Chi ha più familiari disabili può fruire, nel corso dello stesso quadriennio, dei benefici fiscali previsti per l’acquisto di autovetture per ognuno dei portatori di handicap a suo carico.

Agevolazioni per disabili sulle auto: i veicoli interessati

Si può usufruire delle agevolazioni fiscali per disabili su ogni tipo di auto? No. I veicoli devono avere certe caratteristiche. In particolare si deve trattare di:

  • autovetture per il trasporto di persone con al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
  • autoveicoli per il trasporto promiscuo con una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate (o a 4,5 tonnellate, se a trazione elettrica o a batteria), con al massimo nove posti compreso quello del conducente;
  • autoveicoli specifici destinati al trasporto di determinate cose o di persone per trasporti in particolari condizioni, muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo;
  • autocaravan (in questo caso viene concessa solo la detrazione Irpef del 19%);
  • motocarrozzette a tre ruote per il trasporto di persone o cose con al massimo quattro posti compreso quello del conducente e muniti di idonea carrozzeria;
  • motoveicoli per trasporto promiscuo a tre ruote destinati al trasporto di persone e cose, con al massimo quattro posti, compreso quello del conducente;
  • motoveicoli per trasporti specifici a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni e muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo.

Non vengono riconosciute le agevolazioni fiscali per disabili sulle minicar.

Agevolazioni per disabili sulle auto: la detrazione fiscale

Per l’acquisto di un’auto, nuova o usata, è prevista una detrazione Irpef del 19% su una spesa massima di 18.075,99 euro. Se ne può beneficiare per intero nel periodo di imposta in cui è stato effettuato l’acquisto o in quattro quote annuali di pari importo.

La detrazione, oltre all’acquisto, comprende anche le spese di manutenzione (le riparazioni vengono riconosciute nei primi quattro anni) e di esercizio (carburante, lubrificante, assicurazione).

È possibile portare in detrazione una sola auto nel corso di un quadriennio a partire dalla data di acquisto. Significa che se la persona disabile o il familiare che lo ha fiscalmente a carico cambia il veicolo prima che siano trascorsi quattro anni non potrà usufruire dell’agevolazione, a meno che l’auto precedentemente acquistata venga cancellata dal Pra perché destinata alla demolizione. Tuttavia, se la cancellazione è dovuta all’esportazione all’estero del veicolo, il beneficio non viene riconosciuto.

Se, entro il quadriennio, l’auto viene rubata, spetta la detrazione sul riacquisto del veicolo al netto dell’eventuale rimborso dell’assicurazione e calcolata sempre sulla spesa massima di 18.075,99 euro.

Si perde l’agevolazione fiscale quando il veicolo viene trasferito (venduto o regalato) entro i due anni dall’acquisto: in questo caso è dovuta la differenza fra l’imposta da pagare in assenza dei benefici e quella risultante dalla loro applicazione. A meno che siano cambiate le condizioni fisiche del disabile e questi abbia la necessità di avere un nuovo veicolo con ulteriori adattamenti.

Agevolazioni per disabili sulle auto: l’Iva al 4%

Tra i benefici fiscali per disabili sull’auto c’è anche l’Iva agevolata al 4% anziché al 22% sull’acquisto di veicoli nuovi o usati con questi limiti di cilindrata:

  • 2.000 cc per veicoli con motore a benzina;
  • 2.800 cc per veicoli con motore diesel.

Si applica l’Iva agevolata al 4% anche su:

  • l’acquisto di optional;
  • l’adattamento dei veicoli già posseduti dalla persona disabile (anche se superiori alle cilindrate indicate);
  • le cessioni di strumenti ed accessori per l’adattamento;
  • la riparazione degli adattamenti realizzati sulle auto e le cessioni dei relativi ricambi.

Per poter usufruire dell’Iva agevolata al 4%, l’acquisto dell’auto deve essere effettuato dalla persona disabile o dal familiare di cui è fiscalmente a carico. Quindi non possono beneficiare dell’agevolazione altre persone o società commerciali, cooperative, enti, ecc.

Come la detrazione fiscale, anche l’Iva agevolata viene riconosciuta per una sola volta nel quadriennio, con le eccezioni sopra citate (cancellazione dal Pra per demolizione, furto, ecc.). Inoltre, anche in questo caso si perde l’agevolazione quando il veicolo viene trasferito (venduto o regalato) entro i due anni dall’acquisto: in questo caso è dovuta la differenza fra l’imposta da pagare in assenza dei benefici (22%) e quella risultante dalla loro applicazione (4%). A meno che siano cambiate le condizioni fisiche del disabile e questi abbia la necessità di avere un nuovo veicolo con ulteriori adattamenti.

La concessionaria che vende un veicolo ad un disabile con l’Iva agevolata al 4% deve:

  • emettere fattura con l’indicazione dell’agevolazione per disabili;
  • comunicare entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate i dati dell’acquirente e del veicolo venduto.

Se l’auto viene acquistata in leasing, viene riconosciuta l’Iva agevolata purché si tratti di un contratto «traslativo», cioè che preveda la volontà delle parti di trasferire mediante riscatto la proprietà all’utilizzatore al termine della locazione finanziaria. Inoltre, è necessario che al momento della firma del contratto:

  • il beneficiario consegni la documentazione prevista (vedi sotto);
  • ci siano le condizioni prescritte dalla legge;
  • la società comunichi all’Agenzia delle Entrate i dati dell’operazione.

Agevolazioni per disabili sulle auto: l’esenzione dal bollo

I proprietari dei veicoli destinati ai disabili, entro i limiti di cilindrata sopra indicati, possono usufruire dell’esenzione dal pagamento del bollo auto, facendone richiesta agli uffici regionali competenti o, in assenza di questi, all’Agenzia delle Entrate.

L’esenzione spetta soltanto per un veicolo, nel caso il disabile o la persona di cui è fiscalmente a carico ne possieda più di uno.

La documentazione va inviata agli uffici competente tramite raccomandata a/r entro 90 giorni dalla scadenza del termine in cui il bollo andrebbe pagato. Non ci sarà bisogno di altre comunicazioni fin quando non vengono meno le condizioni per usufruire di quest’agevolazione.

Agevolazioni per disabili sulle auto: l’esenzione dall’imposta di trascrizione

Altra esenzione prevista tra le agevolazioni fiscali per disabili nel settore auto è quella che riguarda l’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà, sia per la prima iscrizione al Pra sia in caso di passaggio di proprietà di un’auto usata. Il beneficio, però, non interessa i veicoli dei non vedenti e dei sordi.

Agevolazioni per disabili sulle auto: i documenti da presentare

Al momento dell’acquisto del veicolo per il quale non è necessario l’adattamento, e per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali per disabili sulle auto, è necessario presentare questi documenti:

  • certificazione che attesta la disabilità rilasciato dall’apposita Commissione medica pubblica, oppure il verbale di accertamento dell’handicap e di attribuzione dell’indennità di accompagnamento;
  • la dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio per usufruire dell’Iva agevolata al 4% in cui si attesti che nel quadriennio anteriore non è stato acquistato alcun veicolo agevolato;
  • fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi o autocertificazione.

I verbali di accertamento dell’invalidità devono riportare la sussistenza dei requisiti per accedere alle agevolazioni relative ai veicoli oltre alla natura motoria della disabilità.

Le attestazioni medico-legali possono essere sostituite dal verbale della Commissione medica, il quale va presentato in copia e accompagnato ad un’autocertificazione dell’interessato sulla conformità all’originale.

La persona disabile deve, inoltre, presentare:

  • copia della patente di guida o del foglio rosa speciale;
  • solo per l’Iva agevolata, in caso di prestazioni di servizi o per l’acquisto di accessori, l’autocertificazione dalla quale risulti che si tratta di disabilità comportante ridotte capacità motorie permanenti;
  • copia della carta di circolazione, da cui risulti che il veicolo dispone dei dispositivi prescritti per disabili titolari di patente speciale, oppure che il veicolo è adattato in funzione della minorazione fisico/motoria.

Agevolazioni per disabili sulle auto: l’adattamento del veicolo

Come abbiamo visto, per poter chiedere le agevolazioni fiscali per disabili sulle auto è necessario che il veicolo sia adattato alle condizioni di guida della persona con invalidità. Queste modifiche ai comandi di guida o alla carrozzeria devono sempre essere riportate sulla carta di circolazione.

Gli adattamenti più comuni che vengono accettati ai fini dell’agevolazione fiscale sono:

  • la pedana sollevatrice ad azione meccanica, elettrica o idraulica;
  • lo scivolo a scomparsa;
  • il braccio sollevatore;
  • il paranco di sollevamento;
  • il sedile scorrevole o girevole per l’inserimento della persona disabile all’interno dell’abitacolo;
  • il sistema di ancoraggio delle carrozzelle;
  • lo sportello scorrevole;
  • i comandi manuali per azionare i pedali.

Agevolazioni fiscali per disabili: le spese sanitarie

Altro capitolo estremamente importante delle agevolazioni fiscali per disabili è quello che riguarda le spese sanitarie. Come detto nello schema riassuntivo all’inizio dell’articolo, sono interamente deducibili da reddito sia le spese mediche generiche sia quelle di assistenza specifica. In particolare:

  • le prestazioni di un medico generico;
  • l’acquisto di medicinali;
  • l’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • le prestazioni fornite dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale (se dedicate esclusivamente all’assistenza diretta della persona);
  • le prestazioni rese dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, da quello con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto all’attività di animazione e di terapia occupazionale.

Le spese sono deducibili anche quando sono state sostenute per un familiare disabile non fiscalmente a carico.

Se il disabile è ricoverato in un istituto di cura, è possibile portare in deduzione solo le spese mediche e paramediche ma non l’intera retta pagata. Per questo è fondamentale che entrambe le voci risultino separate sulla documentazione rilasciata dal centro di cura.

Agevolazioni per disabili sulle spese sanitarie: la detrazione del 19%

È possibile usufruire della detrazione fiscale del 19% sulla parte eccedente i 129,11 euro sulle spese sanitarie specialistiche (analisi, interventi chirurgici, ecc.).

La detrazione interessa, invece, in modo completo, cioè senza la franchigia:

  • il trasporto in ambulanza del disabile (le prestazioni all’interno rientrano nella detrazione con franchigia);
  • l’acquisto di poltrone per inabili e non deambulanti;
  • l’acquisto di apparecchiature per il contenimento di ernie e fratture e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale (ad esempio un busto);
  • la costruzione di rampe per l’eliminazione delle barriere architettoniche esterne ed interne all’abitazione. Quest’agevolazione, però, non è cumulativa con quelle relative alle ristrutturazioni edilizie ma solo sull’eventuale eccedenza della quota di spesa per la quale è stato richiesto quest’ultimo beneficio;
  • l’adattamento dell’ascensore per contenere la carrozzella;
  • l’acquisto di sussidi tecnici ed informatici per facilitare l’autosufficienza del disabile e dei portatori di handicap (fax, modem, computer, telefono a viva voce, touch screen, ecc.);
  • i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili;
  • i servizi di interpretariato per i sordi.

Per beneficiare di queste agevolazioni occorre conservare il documento fiscale (fattura, ricevuta, scontrino parlante, quietanza) rilasciato da chi ha effettuato la prestazione o ha venduto il bene.

Agevolazioni fiscali per disabili: detrazione per assistenza

Le agevolazioni fiscali per disabili interessano anche le spese sostenute gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti: godono, infatti, di una detrazione del 19% a queste condizioni:

  • va calcolata su un tetto massimo di spesa di 2.000 euro;
  • spetta al contribuente con reddito complessivo inferiore a 40.000 euro, calcolando l’eventuale reddito da immobili affittati con cedolare secca;
  • la non autosufficienza deve risultare da certificazione medica che attesti l’incapacità del soggetto ad alimentarsi da solo, ad espletare le normali funzioni fisiologiche, a provvedere alla propria igiene personale, a deambulare e a vestirsi;
  • la non autosufficienza deve essere collegata all’esistenza di una patologia (ad esempio un morbo di Alzheimer).

Le spese devono essere documentate anche con una semplice ricevuta rilasciata dalla persona che si occupa dell’assistenza al disabile. Bisogna riportare i dati fiscali ed anagrafici sia di chi effettua il pagamento sia di chi presta assistenza sia del disabile, nel caso non fosse lui a sostenere le spese.

Questa agevolazione è cumulabile con la deduzione dal reddito imponibile dei contributi previdenziali versati a collaboratori domestici e familiari.

Agevolazioni fiscali per disabili: Iva su ausili tecnici ed informatici

L’acquisto di ausili tecnici ed informatici per disabili gode dell’Iva agevolata al 4%, anziché al 22%. Si tratta di apparecchiature necessarie all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento e, più nel dettaglio:

  • servoscala ed altri mezzi simili;
  • protesi ed ausili per menomazioni funzionali permanenti;
  • protesi dentarie, ortopediche e oculistiche;
  • apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi;
  • poltrone e veicoli simili, anche a motore, per facilitare lo spostamento di inabili e minorati non deambulanti;
  • servizi compresi in contratti d’appalto per il superamento o l’eliminazione di barriere architettoniche;
  • apparecchiature elettroniche o meccaniche volte a facilitare l’autosufficienza dei disabili con menomazioni permanenti di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio (telefono a viva voce, computer, fax, ecc.).

Per usufruire dell’Iva agevolata al 4% su queste spese occorre presentare la richiesta allegando:

  • specifica prescrizione rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza, dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico e informatico;
  • certificato, rilasciato dalla competente Asl, attestante l’esistenza di una invalidità funzionale rientrante tra le quattro forme ammesse (motoria, visiva, uditiva o del linguaggio) e il carattere permanente della stessa.

Agevolazioni fiscali per disabili: aiuti ai non vedenti

La normativa prevede delle agevolazioni fiscali specifiche per i non vedenti. In particolare:

  • la detrazione del 19% sulle spese sostenute per l’acquisto del cane guida, da usufruire una sola volta nell’arco di quattro anni (tranne nel caso di perdita dell’animale) e calcolata sull’intero importo;
  • la detrazione forfettaria di 516,46 euro sulle spese sostenute per il mantenimento del cane guida;
  • l’Iva agevolata al 4% per l’acquisto di prodotti editoriali destinati a non vedenti o ipovedenti sia in scrittura braille sia in supporto audio;
  • detrazione del 36% su un tetto massimo di spesa di 48.000 euro per i lavori iniziati dal 1 gennaio 2018 volti all’eliminazione delle barriere architettoniche (le spese sostenute prima di quella data avevano una detrazione del 50%). Si parla di installazione di ascensori, montacarichi o di altri dispositivi tecnologici per favorire la mobilità del disabile nonché della sostituzione di scale con rampe.

La detrazione non è fruibile contemporaneamente a quella del 19% prevista per le spese sanitarie che riguardano i mezzi necessari al sollevamento del disabile.

Agevolazioni fiscali per disabili: detrazioni sulle polizze

Le agevolazioni fiscali per disabili prevedono la detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute per polizze assicurative che coprono il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5% derivante da qualsiasi causa oppure di non autosufficienza.

L’importo detraibile è di:

  • 530 euro per le polizze che prevedono il rischio di morte o di invalidità permanente;
  • 750 euro per le polizze che prevedono il rischio di morte per le persone con disabilità grave;
  • 1.291,14 euro (al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente) per quelle che coprono il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Agevolazioni fiscali per disabili: imposta di successione e donazione

La normativa prevede un’agevolazione fiscale per disabili nel caso in cui a beneficiare di una successione o di una donazione sia una persona con handicap grave. In particolare:

  • l’imposta dovuta dall’erede o dal beneficiario della donazione si applica solo sulla parte di quota ereditata o donata che supera l’importo di 1.500.000 euro;
  • viene riconosciuta l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per i beni e i diritti conferiti in un trust o gravati da un vincolo di destinazione e per quelli destinati a fondi speciali istituiti in favore delle persone con disabilità grave. Condizione indispensabile: che il trust, il fondo speciale e il vincolo di destinazione abbiano come finalità esclusiva l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità grave, in favore delle quali sono istituiti.


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