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Avviso di accertamento: il ricorso sana il difetto di notifica?

18 Aprile 2018 | Autore:
Avviso di accertamento: il ricorso sana il difetto di notifica?

Notifica irregolare dell’avviso di accertamento: conviene impugnare?

La regolare notifica degli atti impositivi dell’Agenzia delle Entrate (per esempio avvisi di accertamento e avvisi di liquidazione) nonché delle cartelle esattoriali, è un aspetto essenziale del procedimento di recupero di imposte e tasse, in quanto l’atto non notificato o notificato non regolarmente non produce i propri effetti e, se nel frattempo sono decorsi i termini di prescrizione o decadenza, la richiesta di pagamento diviene illegittima.

Ma cosa succede se il contribuente riceve l’atto ma si accorge che la notifica non è formalmente corretta? Per esempio, perché mancano alcuni adempimenti formali nel procedimento di notificazione dell’avviso di accertamento? Se il contribuente impugna l’atto, il difetto di notifica viene superato? Il ricorso sana il difetto di notifica?

Notifica atti fiscali: come funziona

La notificazione degli atti fiscali deve essere effettuata secondo le seguenti regole [1]:

  1. il messo notificatore deve fare sottoscrivere dal consegnatario l’atto o l’avviso ovvero indicare i motivi per i quali il consegnatario non ha sottoscritto;
  2. se il consegnatario non è il destinatario dell’atto o dell’avviso, il messo consegna o deposita la copia dell’atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto o dell’avviso, a mezzo di lettera raccomandata;
  3. salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie, la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario. Il contribuente può eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel Comune del proprio domicilio fiscale per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano. In tal caso l’elezione di domicilio deve risultare espressamente da apposita comunicazione effettuata al competente ufficio a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento o in via telematica
  4. quando nel Comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso del deposito dell’atto presso il Comune, in busta chiusa e sigillata, si affigge nell’albo del comune, e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione.

Notifica atti fiscali a chi risiede all’estero

Il contribuente che non ha la residenza nello Stato e non vi ha eletto domicilio o che non ha un rappresentante fiscale, può comunicare al competente ufficio, l’indirizzo estero per la notificazione degli avvisi e degli altri atti che lo riguardano; salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie, la notificazione degli avvisi o degli atti deve essere eseguita mediante spedizione a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

La notificazione ai contribuenti non residenti è validamente effettuata mediante spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo della residenza estera rilevato dai registri Aire o a quello della sede legale estera risultante dal registro delle imprese.

In mancanza di tali indirizzi, la spedizione della lettera raccomandata con avviso di ricevimento è effettuata all’indirizzo estero indicato dal contribuente nelle domande di attribuzione del numero di codice fiscale o variazione dati e nei modelli.

In caso di esito negativo della notifica, si procede con le regole previste per l’irreperibilità del destinatario (deposito presso il Comune e affissione dell’avviso).

Notifica atti fiscali: se il contribuente ha cambiato residenza

Le variazioni e le modificazioni dell’indirizzo hanno effetto, ai fini delle notificazioni:

  • per le persone fisiche: dal trentesimo giorno a quello dell’avvenuta variazione anagrafica;
  • per le persone giuridiche e le società ed enti privi di personalità giuridica, dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione da parte dell’ufficio dell’apposita dichiarazione;
  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati alla presentazione della dichiarazione di inizio attività Iva, dal trentesimo giorno successivo a quello della presentazione del modello previsto per la domanda di attribuzione del numero di codice fiscale.

Dunque, se l’atto viene notificato al vecchio indirizzo del contribuente nel termine di trenta giorni dalla variazione la notifica deve considerarsi regolare.

Errore o irregolarità notifica: impugnare conviene?

Secondo la giurisprudenza, la nullità della notifica della cartella esattoriale o dell’atto fiscale può essere sanata per raggiungimento dello scopo, in quanto la notificazione è una mera condizione di efficacia e non un elemento dell’atto d’imposizione fiscale. Ne consegue che, se il contribuente ha tempestivamente impugnato l’atto, la notifica ha comunque raggiunto lo scopo di mettere il destinatario a conoscenza della pretesa fiscale e di difendersi.

Le Sezioni Unite della Cassazione [2], pronunciatesi sul punto, hanno affermato che la natura sostanziale e non processuale dell’avviso di accertamento tributario (che è un atto amministrativo autoritativo attraverso il quale l’amministrazione enuncia le ragioni della pretesa tributaria), non osta all’applicazione di istituti del diritto processuale, soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi nella disciplina tributaria. Pertanto, l’applicazione, per l’avviso di accertamento, delle norme sulle notifiche nel processo civile comporta l’applicazione del regime delle nullità e delle sanatorie per quelle dettato, con la conseguenza che la proposizione del ricorso del contribuente produce l’effetto di sanare la nullità della notifica dell’avviso di accertamento per raggiungimento dello scopo dell’atto.

È dunque poco conveniente ricorrere contro un atto fiscale per difetto di notifica, a meno che non vi siano altri motivi di impugnazione. Può essere, invece, più opportuno attendere il successivo atto e impugnarlo per difetto di notifica dell’atto presupposto (per esempio se la notifica dell’avviso di accertamento è nulla, può risultare conveniente impugnare la successiva cartella di pagamento che, proprio perché non preceduta dall’atto dovuto, è illegittima).

Come ribadito da una recente sentenza della Cassazione [3], l’omessa (o irregolare) notifica dell’atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto successivo.

Impugnando allora l’atto successivo, si può chiedere la nullità di esso e dell’atto presupposto non regolarmente notificato.


note

[1] Art. 60 DPR 600/1973.

[2] Cass. S.U. sent. n. 19854/2004.

[3] Cass. sent.n. 4578/2018.


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