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Gli studi professionali sono sempre più digital

22 Aprile 2017
Gli studi professionali sono sempre più digital

La spesa complessiva in tecnologie di avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro cresce.

Nel 2016 sono cresciuti redditività e fatturato degli studi professionali, è aumentato il tempo dedicato all’attività di consulenza, si sono affermati nuovi servizi più orientati al mercato. E sono cresciuti gli investimenti in nuove tecnologie da parte dei circa 150 mila studi di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e studi multidisciplinari italiani.

La spesa complessiva in tecnologie in molti casi diventa leva strategica per migliorare l’organizzazione e il posizionamento sul mercato degli studi professionali. Da qui i numerosi progetti innovativi per migliorare l’efficienza e le relazioni con i clienti e la capacità di fornire servizi.

Studi professionali e tecnologie

Circa il 40% degli studi professionali vede nelle tecnologie uno strumento di sviluppo, si evidenzia una chiara relazione tra l’andamento positivo di fatturato/redditività e l’adozione di nuove tecnologie: i professionisti con crescita in doppia cifra sono quelli che utilizzano maggiormente gli strumenti più evoluti: una percentuale importante, ma resta un 35% che ritiene ancora modesti o indifferenti questi impatti.

Il tuo studio è abbastanza social?

Tra le tecnologie presenti che suscitano interesse spicca il sito web, che permette  agli studi di comunicare di più e meglio con la clientela servita e potenziale.

Cresce la propensione all’uso del cloud computing, nonostante persistano le perplessità nel mondo professionale: tuttavia c’è stata una crescita legata non solo ad un mero innalzamento del budget Ict, ma diretta a software gestionali e operativi in grado di migliorare la condivisione di documenti e attività e in generale l’intera organizzazione del lavoro e i business model. Infine da registrare anche il grande utilizzo dei social network, quali Facebook o Twitter,   che sono potenzialmente un nuovo strumento di comunicazione e contatto con colleghi, studenti e soprattutto anche un modo per farsi conoscere professionalmente. Anche se c’è una bella differenza, insomma, tra l’uso personale e quello professionale.

Se si aderisce a un network, a scopi professionali, bisogna per prima cosa seguirlo con attenzione, partecipare con costanza e contribuire con contenuti rilevanti (non scritti di getto). Infine bisogna avere cautela su quello che si scrive: il rischio di diffondere informazioni riservate è sempre in agguato.

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Autore Immagini: Google Immagini


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