Diritto e Fisco | Editoriale

Niente pensione agevolata per i lavoratori part time

19 Aprile 2018 | Autore:
Niente pensione agevolata per i lavoratori part time

Il lavoro part time non consente di ottenere la pensione con 15 anni di contributi.

La pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi non può essere ottenuta da chi lavora part time per tutto l’anno, usufruendo della cosiddetta terza deroga Amato [1]. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una recente ordinanza [2].

La Cassazione, in particolare, ha chiarito che il lavoro part time non può essere considerato alla stregua del lavoro discontinuo: chi non possiede 52 settimane di contributi a causa del reddito sotto il minimale (che comporta il proporzionamento della contribuzione a un numero minore di settimane) pur avendo lavorato tutto l’anno, non può essere assimilato al lavoratore discontinuo, a termine o stagionale, che lavora realmente meno di 52 settimane l’anno. La finalità della legge Amato è difatti quella di tutelare, concedendo la pensione con soli 15 anni di contributi, chi realmente non lavora per l’anno intero, non chi lavora per tutte le 52 settimane dell’anno, ma si ritrova accreditate meno di 52 settimane a causa del basso reddito. Di conseguenza, non può essere riconosciuta nessuna pensione agevolata per i lavoratori part time che intendono avvalersi della terza deroga Amato.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funzionano le tre deroghe Amato, ancora oggi pienamente valide, secondo una nota circolare dell’Inps [3]: quali lavoratori ne hanno diritto, quali sono i requisiti per la pensione agevolata, come richiedere i benefici.

Pensione agevolata per chi possiede 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992

Secondo la prima deroga Amato, è possibile pensionarsi con 15 anni di contribuzione se si possiedono 15 anni di contributi (780 settimane) collocati prima del 31 dicembre 1992; a tal fine sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, nonché quelli versati all’estero, se si tratta di contribuzione versata in un Stato membro dell’Unione Europea o legato all’Italia da una convenzione o da un accordo in materia di sicurezza sociale.

Per fruire della deroga è necessario poter far valere una posizione assicurativa nel Fondo lavoratori dipendenti o nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps, o in ambedue. La deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost.

Pensione agevolata per chi possiede autorizzazione ai versamenti volontari 

La seconda deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contribuzione, se si è ammessi al versamento dei contributi volontari con autorizzazione anteriore al 31 dicembre 1992.

La deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps e per gli iscritti ex Enpals (non per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost).

Per pensionarsi con questo beneficio, è sufficiente che risulti l’autorizzazione al versamento della contribuzione volontaria anteriormente al 31 dicembre 1992, ma non è necessario che risultino versati dei contributi volontari. Per raggiungere i 15 anni di contribuzione, anche in questo caso, sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, nonché quelli versati all’estero, se si tratta di contribuzione accreditata presso uno Stato membro dell’Unione Europea o legato all’Italia da una convenzione o da un accordo in materia di sicurezza sociale.

Pensione agevolata per chi ha lavorato discontinuamente

La terza deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, per i soli lavoratori dipendenti, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima, se si possiedono:

  • 25 anni di anzianità assicurativa (vale a dire che il primo contributo deve essere versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione: può essere contato qualsiasi contributo, a tal fine, anche per attività di lavoro autonomo o svolte all’estero in un Paese Ue o convenzionato);
  • 15 anni di contribuzione: nel computo dei 15 anni valgono i soli contributi da lavoro dipendente versati all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della stessa;
  • almeno 10 anni lavorati per periodi inferiori alle 52 settimane; non sono considerati tali gli anni lavorati interamente in cui risultano meno di 52 contributi settimanali, a causa del fatto che il part time non arrivi a coprire, a causa dell’applicazione del minimale contributivo, tutte le 52 settimane; al contrario, un’annualità può risultare interamente coperta da contribuzione, ma non interamente lavorata, ad esempio a causa di un periodo di disoccupazione indennizzato durante il quale sono accreditati i contributi figurativi. Sono utili a tal fine anche gli anni in cui il lavoratore risulta iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli a tempo determinato (cosiddetti otd).

Età per la pensione agevolata con 15 anni di contributi

Per quanto riguarda l’età minima necessaria per accedere alla Deroga Amato, secondo la già citata circolare Inps [3] sull’argomento non è possibile beneficiare dei requisiti precedenti alla Legge Fornero, ma è necessario utilizzare i requisiti stabiliti dalla Riforma.

Dal 1° gennaio 2018, dunque, è possibile pensionarsi per chi ha compiuto 66 anni e 7 mesi di età, 67 anni dal 2019.

Possono pensionarsi con 15 anni di contributi anche coloro che hanno diritto alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, ossia i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno ottenuto il riconoscimento di un’invalidità pensionabile pari all’80%. Per questi lavoratori, l’età pensionabile è pari a 60 anni e 7 mesi (61 anni dal 2019), 55 anni e 7 mesi per le donne (56 anni dal 2019).


note

[1] D.lgs 503/1992.

[2] Cass. Ord. N. 4442/2018.

[3] Inps Circ. n. 16/2013.


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