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Quali foto sono inutilizzabili per l’addebito da adulterio

21 marzo 2018


Quali foto sono inutilizzabili per l’addebito da adulterio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 marzo 2018



Quando hanno valore per l’addebito, nel processo di separazione, le foto che provano il tradimento del marito o della moglie.

Il cellulare è il peggior nemico dei matrimoni. Quante unioni si sono sciolte per colpa di un messaggino trovato nella memoria dello smartphone o di una chat scoperta per caso da cui è trapelato un tradimento! E quante altre sono finite con lancio di piatti e bicchieri perché, tra le chiamate ricevute e quelle effettuate, è risultata la presenza costante di un numero sconosciuto, probabilmente quello dell’amante. Senza contare tutti gli altri trucchi che abbiamo svelato nell’articolo Come scoprire un tradimento con lo smartphone da cui si comprende gli indizi di una infedeltà possono essere ovunque. Una cosa però non abbiamo detto: il cellulare è anche una fantastica arma di spionaggio perché è in grado di registrare conversazioni e fare fotografie. Proprio sulle immagini ci vogliamo soffermare in questo articolo visto che una interessante sentenza della Cassazione, uscita qualche mese fa [1], ha chiarito che valore possono avere in un processo e quando invece si considerano carta straccia. Il che farà piacere a chi viene, suo malgrado, immortalato mentre dà un bacio all’amante o è con lui/lei in auto. Procediamo dunque con ordine e vediamo quali foto sono inutilizzabili per l’addebito da adulterio.

Quale foto può dimostrare il tradimento?

Innanzitutto diciamo subito che a poter scattare la foto può essere chiunque: può essere un amico del coniuge tradito, un detective assoldato da quest’ultimo o lo stesso amante che voglia vendicarsi in un memento successivo di essere stato abbandonato. O – perché no – un terzo amante che si è accorto di essere stato (anche lui) preso in giro. Ecco, qualsiasi sia il modo con cui il coniuge viene in possesso dell’immagine che ritrae il marito in un probabile tradimento, vediamo che valore può avere questo documento.

La foto è una prova?

Siamo abituati a pensare alla foto come alla prova massima di un evento, superiore anche al racconto di un testimone. Essa è infatti la riproduzione fedele della realtà, mentre le dichiarazioni di un terzo possono essere manipolate dalla memoria, dalle convinzioni personali e dai rapporti tra le parti. Eppure nel nostro processo le cose vanno all’inverso: la fotografia non è una prova se viene contestata dalla parte contro cui viene prodotta. In tal caso, essa vale quanto la carta straccia. Ma non basta una generica contestazione: è necessario suggerire al giudice le ragioni per cui lo scatto potrebbe dire qualcosa di diverso dalla realtà. Qui le cose potrebbero complicarsi perché è necessario gettare l’ombra del dubbio sull’immagine e sulla sua corrispondenza ai fatti rappresentati. Tanto per fare un esempio, se in una causa di separazione la moglie esibisce una foto che vede il marito in auto con una donna, di sera, questo non basta a dire che si tratta dell’amante, visto che potrebbe essere una collega di lavoro o una passante che ha chiesto un passaggio. Le giustificazioni possono essere numerose e se anche all’interno delle mura domestiche possono non reggere, dinanzi al giudice invece i sospetti non sono sufficienti per arrivare a una condanna per adulterio e all’addebito.

Se invece la foto non viene contestata – per dimenticanza o per assenza di… malizia giuridica – essa diventa però prova documentale e, quindi, può fondare una sentenza di condanna per infedeltà. Leggi anche Quali sono gli indizi di un tradimento?

Quando la foto non è prova anche se non contestata

Ma chi ci dice che la foto è stata scattata proprio in determinato luogo e momento? Facciamo l’esempio di una immagine che vede una donna incontrarsi con un uomo di nascosto. Si potrebbe al limite sostenere che questa è stata effettuata prima del matrimonio e che, quindi, non rappresenta adulterio. Ed è proprio su questo aspetto che si sofferma la Cassazione: se bisogna dimostrare che un determinato fatto (il tradimento) si verificato in uno specifico momento è necessario che la foto riesca a dare contezza della data in cui è stata scattata (ad esempio la prima pagina di un giornale vicino ai soggetti immortalati, la targa di un’auto acquistata a partire da un determinato giorno, un anello nuziale che testimonia il già avvenuto matrimonio, ecc.). Se la foto non è in grado di rappresentare il dato temporale della sua creazione non c’è neanche bisogno che la stessa sia contestata, poiché non può essere considerata giammai come prova. Pertanto in tal caso l’avvocato non deve neanche sforzare la propria fantasia da buon legale. L’obbligo di disconoscere la foto sorge invece laddove la riproduzione fotografica rappresenti non solo le circostanze di luogo ma anche quelle di tempo.

note

[1] Cass. sent. n. 28665/2017: «Indipendentemente dalla allegazione della parte in ordine al fatto costitutivo, la riproduzione meccanica deve essere conforme alla cosa o al fatto rappresentato in virtù del proprio contenuto appunto perchè si tratta di una prova. Deve essere la riproduzione meccanica a dimostrare l’allegazione e non quest’ultima a fondare l’idoneità probatoria della prima. Diversamente la riproduzione fotografica non assolverebbe il compito processuale della prova dei fatti allegati. Laddove l’allegazione del fatto costitutivo abbia ad oggetto non solo le circostanze di luogo, ma anche quelle di tempo, dalla riproduzione deve emergere anche il dato temporale. L’onere di disconoscimento ai sensi dell’art. 2712 c.c. sorge quindi solo ove la riproduzione fotografica rappresenti il fatto allegato, e cioè la circostanza che a quella determinata data fosse presente la buca allegata. In mancanza di tale rappresentazione resta per la controparte solo l’onere di contestare i fatti oggetto di allegazione.

Va in conclusione affermato che “laddove il fatto allegato attenga a circostanze sia di luogo che di tempo, l’onere di disconoscimento ai sensi dell’art. 2712 c.c. della conformità della riproduzione fotografica al fatto e alle cose rappresentate sorge solo ove la riproduzione rappresenti non solo le circostanze di luogo ma anche quelle di tempo”.»

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