Diritto e Fisco | Editoriale

Come revocare una donazione di soldi

21 marzo 2018


Come revocare una donazione di soldi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 marzo 2018



Ecco un metodo per ottenere indietro i soldi regalati a un parente o a un amico se il donante ci ripensa.

“I regali sono regali” e non si possono più chiedere indietro. Una massima di esperienza popolare che vale anche per il diritto: il codice civile stabilisce infatti che una donazione non può più essere revocata. Ma ogni regola ha le sue eccezioni e anche… gli escamotage. Quanto alle eccezioni, la donazione si può revocare per ingratitudine o per sopravvenienza di figli; quanto agli escamotage, non ci riferiamo certo a trucchi illegali o a elusioni delle regole giuridiche. Piuttosto il diritto è così ricco di norme che, a volte, potrebbe essere sufficiente andare a spulciare quelle che si trovano in un testo di legge differente o in un capo opposto del codice. Come appunto nel caso in cui una persona si chiede come revocare una donazione di soldi. Lo spiegheremo qui di seguito, partendo dal classico esempio pratico.

Immaginiamo che una persona voglia dare una consistente cifra in denaro a una donna per aiutarla in un momento di difficoltà. Si tratta di diverse migliaia di euro. Lei gli promette che gli restituirà la somma fino all’ultimo centesimo, ma il benefattore la tranquillizza: «lo farai quando potrai e se vorrai», le dice. Così le fa il bonifico. Fatto sta che, col tempo, i rapporti tra i due peggiorano e l’uomo le rinfaccia il regalo che un tempo le aveva fatto; così le chiede la restituzione di tutto l’importo. Lei sostiene invece che non c’è alcuna prova dell’esistenza di un contratto di prestito e gli ricorda le sue stesse parole: “Me li restituirai se e quando vorrai”, così facendole intendere con quel «se» che, in definitiva, potendosi astenere dal ridargli il denaro, si è trattato di una donazione. Cosa può fare l’uomo? Come può revocare la donazione dei soldi fatta in un periodo ancora non sospetto, di rapporti idilliaci e sereni? La risposta è piuttosto semplice per chi è smaliziato nell’applicazione delle norme del codice civile. Un avvocato ti risponderà di certo quello che sto per dirti ora.

La legge stabilisce che le donazioni di valore non modico debbano essere fatte con il notaio e due testimoni. Ciò vale anche quando il regalo viene effettuato con l’accredito sul conto corrente (bancario o postale) di una somma di denaro. In altri termini chi fa un bonifico deve prima andare dal notaio se l’importo regalato è, in relazione alle proprie possibilità economiche, di consistente valore. Ciò al fine di porre il donante nella condizione di meditare sugli effetti che l’atto può avere sul proprio patrimonio (l’impoverimento) ed evitare così eccessivi slanci di generosità. Del resto, così facendo, la stessa presenza del pubblico ufficiale, quale è il notaio, dovrebbe disincentivare gli atti rivolti a frodare il donante.

Se manca l’atto pubblico, la donazione è nulla. Salvo appunto, come detto, si tratti di una donazione di modico valore.

Pertanto, il donante che non ha avuto l’accortezza di far firmare al donatario un contratto nel quale si stabiliva chiaramente che le somme versate sul suo conto erano a titolo di prestito o di donazione, potrà far comunque dichiarare nulla la donazione per difetto di forma, ossia per l’assenza dell’atto pubblico notarile.

Quanto tempo ha per agire? Non c’è scadenza. Secondo la legge, infatti, l’azione di nullità della donazione può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e senza scadenze.

In sintesi, chi si pente di aver fatto un bonifico di consistente importo può sempre farlo annullare dal giudice perché non avvenuto davanti al notaio e ai testimoni.

Giusto per completezza, facciamo presente che se la donazione del denaro con bonifico sul conto del beneficiario, è stata eseguita per consentire al donatario di acquistare un bene specifico, come ad esempio un’automobile o una casa, si tratta di una «donazione indiretta». Ebbene, per la donazione indiretta – hanno chiarito le Sezioni Unite con una recente sentenza [1] non c’è bisogno del notaio. Leggi Donazione sul conto corrente: ci vuole il notaio? Con la conseguenza che solo in questo caso, la donazione non potrà essere revocata per assenza di forma pubblica.

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 18725/17 del 27.07.2017.

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