Diritto e Fisco | Editoriale

Depressione e visita fiscale

20 Aprile 2018 | Autore:
Depressione e visita fiscale

La visita fiscale è l’accertamento volto alla verifica dell’effettivo stato di salute, fisica e mentale, del lavoratore. Come si svolge in caso di depressione?

La depressione è una malattia tremenda e silenziosa, avvolge la persona in uno stato di impotenza progressivo che toglie, giorno dopo giorno, la voglia di vivere. La patologia può insorgere per diverse motivazioni:

  • Predisposizione genetica;
  • Assunzione di farmaci;
  • Lutti o gravi problemi personali e familiari;
  • Eventi traumatici.

Queste sono solamente alcune delle cause che possono portare alla depressione che, se non curate adeguatamente, conducono a conseguenze irreparabili, come ad esempio tentativi di suicidio.

Lo stato depressivo non consente a coloro che ne sono affetti di vivere una vita normale e serena, ogni gesto diventa difficoltoso e poco alla volta vi è la tendenza ad isolarsi dal resto del mondo per non avere altra sofferenza o per cercare di ristabilire un equilibrio interiore.

Solo negli ultimi anni, grazie ad uno studio approfondito del disturbo e alla mutata coscienza sociale, si è riuscito finalmente a considerare la depressione come una malattia come tutte le altre che, per il raggiungimento della guarigione merita apposite terapie. In caso di assenza per depressione come si svolge la visita fiscale?

Trattamento della depressione

La depressione viene, solitamente, trattata con un approccio farmacologico, che prevede l’assunzione di farmaci che agiscono sul controllo dell’umore, e con un approccio psico-terapeutico, che consente di scavare in profondità per individuare le cause scatenanti.

Ogni caso viene trattato in maniera specifica in quanto per ogni individuo le reazioni ai farmaci e alla terapia possono essere diverse, quindi è importante personalizzare la cura in base alla gravità della depressione.

Il lavoratore affetto da questa patologia, poiché non presenta le condizioni psicofisiche per svolgere adeguatamente le sue mansioni, deve assentarsi per un periodo di malattia. In caso di assenza per depressione come si svolge la visita fiscale?

La visita fiscale

In caso di malattia il lavoratore, attraverso il proprio medico di famiglia o la struttura sanitaria in cui si trova in cura, fa pervenire in via telematica la certificazione attestante lo stato di salute, incompatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa. Il medico fiscale ha il compito, attraverso la visita presso il domicilio del lavoratore, di verificare la veridicità di quanto affermato nell’attestazione.

Poiché la depressione, al pari delle altre patologie, riduce la capacità lavorativa condizionando anche la vita di relazione, per un trattamento efficace che porti al miglioramento definitivo, richiede un congruo periodo di riposo. Tuttavia, per la particolarità dei sintomi, a differenza di altre problematiche, non vincola al rispetto delle fasce orarie previste.

Fasce orarie non vincolanti

La depressione è una malattia strettamente collegata al sistema nervoso che non richiede, in forma accessoria rispetto alla terapia principale, l’immobilizzazione a letto o il riposo assoluto, anzi al contrario, il trascorrere tutta la giornata in casa potrebbe avere l’effetto contrario, non di guarigione ma di aggravamento.

Come evidenziato anche da una recente sentenza della Cassazione [1], il paziente depresso potrebbe curarsi efficacemente, oltre che con i farmaci e la terapia, anche con attività ludiche all’aperto, passeggiate e sport. E’ scientificamente provato che il movimento, soprattutto se praticato all’esterno, è utile a contrastare gli effetti dannosi della malattia. Pertanto, in tali circostanze, l’assenza del lavoratore dal suo domicilio durante le fasce orarie di reperibilità non assume in sé e per sé rilevanza disciplinare se dovuta appunto allo svolgimento di attività sportive che fanno parte della buona riuscita del trattamento.

Certificazione

La certificazione del medico di famiglia, o della struttura sanitaria, è già di per sé sufficiente a dimostrare le attuali condizioni di salute del lavoratore depresso, non essendo necessario depositare anche l’attestazione del Centro Salute Mentale ma, in alcune situazioni, quest’ultimo documento potrebbe essere richiesto dal medico fiscale.

La richiesta deriva dalla circostanza che, purtroppo, in molti casi riguardanti in particolare il pubblico impiego, non solo la diagnosi della patologia depressiva è tutt’oggi complessa da effettuare ma, soprattutto in passato, molti lavoratori se ne dichiaravano affetti proprio per evitare i propri impegni lavorativi e trascorrere un periodo di riposo aggiuntivo a casa.

Pertanto, dal momento che il compito di controllo del medico fiscale, è volto a provare quanto dichiarato dal lavoratore circa il suo effettivo stato di salute, tale ulteriore richiesta deve essere interpretata come conferma e specificazione del certificato del medico di famiglia.

In altri termini, poichè Le pubbliche amministrazioni dispongono per il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo, nonostante l’inoltro telematico della certificazione medica sia adempimento necessario e sufficiente da parte del lavoratore, stante la particolarità della malattia e la difficoltà della diagnosi, tale richiesta aggiuntiva può essere intesa come specificazione supplementare delle condizioni di salute presentate.


note

[1] Cass. civ. Sez. lavoro, 21/10/2010, n. 21621.


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