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Lo sai che? Comodato: cos’è e come funziona

Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2018

Il comodato è il contratto con il quale una persona dà in prestito un oggetto mobile o immobile a un altro. La legge non prevede alcun corrispettivo salvo diverso accordo. 

Quando presti un oggetto a un amico e gli consenti di utilizzarlo per un determinato periodo di tempo o fino a quando questi non ne avrà più bisogno stai stipulando inconsciamente un contratto di comodato. Il comodato è appunto ciò che tutti noi chiamiamo prestito. Ma attenzione: se si prestano soldi, allora si parlerà di mutuo che è un contratto completamente differente. Il comodato infatti è il contratto col quale una parte consegna all’altra una cosa mobile (un libro, un cellulare, ecc.) o immobile (un appartamento, una casa vacanze, ecc.) affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Ma procediamo con ordine e vediamo cos’è e come funziona il comodato.

Comodato: cosa significa?

Quando la legge parla di comodato intende riferirsi a ciò che, nella prassi comune, si chiama prestito. Ogni volta che presti una cosa a qualcuno stai concludendo, anche senza saperlo, un contratto di comodato. E ciò a prescindere dal fatto che l’accordo si concluda con una stretta di mano, con la consegna diretta del bene in questione o con la firma di un contratto (la quale serve tutt’al più come prova dell’intervenuto accordo e dei patti aggiuntivi, come quello del termine di restituzione del bene).

È un comodato, ad esempio, l’accordo con cui presti uno smartphone a un amico in attesa che il suo venga riparato dal negoziante; è anche un comodato il gesto di cortesia con cui autorizzi un parente o un conoscente a usare la tua auto per un pomeriggio se la sua è ferma in officina. Se una persona ti chiede di dargli il tuo orologio contasecondi solo per il tempo necessario a fare un allenamento in palestra stai concludendo un comodato. Così come, infine, sigli un comodato quando dai a tuo fratello la possibilità di stare in una stanza della tua casa finché questi non trovi un altro alloggio. Insomma, possiamo dire che il comodato è uno dei contratti più vecchi che esistono, vecchio quanto l’uomo.

Il bello del comodato è che non richiede alcuna forma particolare (ed è proprio la mancanza di forma a far sì che la gente concluda contratti di comodato senza rendersene conto). Come detto, infatti, il comodato non richiede attività particolari, promesse scritte, scritture private, ecc.

Chi è il comodante?

Viene chiamato comodante colui che dà in prestito l’oggetto di sua proprietà.

Chi è il comodatario?

Il comodatario è invece colui che beneficia del prestito, ossia colui che utilizza il bene di proprietà del comodante.

Che significa che il comodato è gratuito?

Cosa ti spetta come contropartite se dai in prestito un oggetto a un amico? Nulla. Salvo accordo diverso. Il codice civile stabilisce infatti che «il comodato è essenzialmente gratuito». Questa sintetica formula sta a significare che, se non viene pattuito accordo diverso, per il prestito non è dovuto nulla. Ecco perché chi vuole accordarsi per ottenere un compenso di qualsiasi tipo farà meglio a stipulare un accordo scritto. Immaginiamo ad esempio il caso di una persona che presti un’auto a un parente per un anno, con l’impegno però, da parte di questi, di fare la manutenzione e di pagare bollo e assicurazione. In tal caso non siamo davanti a un comodato gratuito, ma «a titolo oneroso» dove il corrispettivo non sono i soldi ma delle specifiche prestazioni. Quindi, il fatto che venga pattuito un prezzo come controprestazione per il prestito non esclude l’esistenza di un comodato. Si pensi anche al caso di un soggetto che presta libri o dischi ad amici in cambio di un piccolo contributo.

Quando non è comodato

Prestare il proprio tempo non è un contratto di comodato; potrà tutt’al più – a seconda dello scopo per cui il tempo viene impiegato – configurarsi un contratto d’opera, di prestazione intellettuale, di lavoro occasionale, ecc.

Prestare il denaro, come detto in apertura, configura un mutuo, che è un contratto diverso e implica la restituzione non delle specifiche banconote che sono state prestate ma di banconote aventi lo stesso valore. Il mutuo inoltre, al contrario del comodato, si presume sempre a titolo oneroso (sono cioè dovuti gli interessi) salvo patto contrario.

Qual è lo scopo del comodato?

Il diritto chiama con il termine «causa» lo scopo per il quale viene concluso un contratto. Ebbene, la causa del comodato è il cosiddetto spirito di liberalità, ossia l’altruismo visto che, come anticipato, esso è in automatico considerato gratuito. Così, se prestiamo una cosa, lo facciamo di regola per generosità. In ogni caso il comodato non è incompatibile con ulteriori fini perseguiti dal comodante. Ad esempio è un comodato anche il gesto di cortesia che fa il riparatore di cellulari che consegna, al proprio cliente, un “muletto” (ossia un telefono sostitutivo) in attesa che il suo venga riparato.

Perché il comodato viene regolato dalla legge?

Ci si potrebbe chiedere: perché il prestito, che di norma presuppone un rapporto di amicizia, viene invece regolato dalla legge? Era proprio necessario andare a disciplinare qualcosa che già gli accordi tra le parti possono liberamente e autonomamente fare? La legge in realtà regola qualsiasi aspetto della vita quotidiana, qualsiasi atto o fatto (si pensi alle conseguenze di un acquazzone che abbiano determinato la rottura dei fili della corrente). Peraltro bisogna avvertire: il comodato comincia sempre bene, ma può anche finire male e in questo caso c’è l’esigenza di norme che risolvano i conflitti. Un esempio farà al caso nostro. Immaginiamo che l’amico a cui abbiamo restato la nostra macchina faccia un incidente per propria colpa e per il quale pertanto l’assicurazione non risarcisca; immaginiamo che il compagno a cui abbiamo consentito di utilizzare per qualche tempo il nostro appartamento non voglia più andarsene; o che la persona a cui abbia dato in prestito il nostro cellulare lo rompa. Cosa possiamo fare in queste situazioni? Ecco che allora interviene la legge a regolare le fasi “patologiche” del rapporto, quelle cioè in cui le parti private non riescono a trovare un accordo. E come lo fa? Nel modo che andremo qui di seguito a spiegare.

Come funziona il comodato?

Il comodato viene regolato dal codice civile. Le norme che lo disciplinano sono volte più che altro a tutelare il comodante visto che questi è colui che ha concesso gratuitamente l’uso della propria cosa, e non sarebbe giusto penalizzarlo da eventuali comportamenti scorretti del comodatario. Ecco allora come funziona il comodato.

Chi riceve la cosa in prestito è tenuto a custodirla e conservarla con la diligenza del buon padre di famiglia. Egli deve servirsene solo per gli scopi concordati con il proprietario.

Se la cosa viene danneggiata per mancata custodia o per un uso scorretto, il comodante ne può chiedere l’immediata restituzione e può pretendere il risarcimento del danno.

Il comodatario non può, a sua volta, concedere in prestito a un terzo la stessa cosa oggetto del comodato senza il consenso del comodante.

Il comodatario non è responsabile se, mentre l’oggetto è nelle sue mani, si danneggia o si distrugge per un fatto imprevisto che non poteva evitare neanche con la massima diligenza. Si pensi a una persona che presta un modem a un’amico che si fulmina a seguito di un violento temporale.

Se però il comodatario impiega la cosa per un uso diverso o per un tempo più lungo di quello a lui consentito, è responsabile della perdita avvenuta per causa a lui non imputabile, qualora non provi che la cosa sarebbe perita anche se non l’avesse impiegata per l’uso diverso o l’avesse restituita a tempo debito.

Chi deve sostenere le spese di manutenzione dell’oggetto in prestito?

Le spese necessarie all’utilizzo della cosa avuta in prestito sono a carico del comodatario. Questi può pretendere solo il rimborso delle spese straordinarie che abbia sostenuto per la conservazione dell’oggetto, ma solo se erano necessarie e urgenti.

Che succede se non è stato stabilito un termine per la restituzione del bene?

Se per la restituzione dell’oggetto non è stato stabilito alcun termine, il comodatario è tenuto a restituirlo non appena il comodante lo richieda, quindi anche dopo un tempo molto breve.

Se anche fosse stabilito un termine ma il comodante avesse urgente bisognose la cosa potrebbe comunque esigerne immediatamente la restituzione.

Il comodato di appartamento con migliorie

Immaginiamo il caso di una persona che presti un appartamento a un parente per due anni, con l’impegno però, da parte di questi, di fare dei lavori per aggiustarlo e renderlo abitabile, di fare delle manutenzione e delle piccole migliorie. Si pone a questo punto il problema di capire se siamo davanti effettivamente a un comodato o a una locazione visto che c’è stata una sistematica remunerazione. La questione non è di poco conto perché se dovesse configurarsi un affitto, il proprietario dell’appartamento sarebbe tenuto a rispettare tutte le relative norme, ivi compresa la durata del contratto. La risposta viene dalla giurisprudenza ed è sostanzialmente la seguente: si parla di comodato a titolo gratuito, anche in caso di piccoli lavori sull’appartamento dato in prestito, se a carico del comodatario viene posto un “piccolo” onere e sempre che questo non si ponga come corrispettivo al godimento della cosa e non assuma carattere di controprestazione. Deve permanere, in sostanza, lo spirito di liberalità che costruisce la ragione fondante del comodato.


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