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Maggioranza dei soci nella Sas: conteggio

22 marzo 2018


Maggioranza dei soci nella Sas: conteggio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 marzo 2018



Nella SAS, l’opposizione preventiva verso l’azione di un socio accomandatario deve avvalersi della maggioranza dei soci in base al criterio degli utili percepiti. Nel calcolo della maggioranza deve tenersi conto anche del socio accomandante in quanto percepisce utile?

Come può facilmente intuirsi dal quesito, il lettore sta facendo riferimento ad un caso in cui, nell’ambito di un’amministrazione disgiuntiva, un socio amministratore si opponga preventivamente ad un’operazione che un altro amministratore ha dichiarato di voler compiere. In casi di questo tipo, la legge (cioè l’articolo 2257 del codice civile che è applicabile anche alla società in accomandita semplice per il richiamo che l’articolo 2315 fa all’articolo 2293 che, a sua volta, richiama le norme applicabili alla società semplice, fra le quali vi è appunto anche l’articolo 2257), in casi di questo tipo, dicevo, è attribuito al socio amministratore (quindi unicamente agli accomandatari in caso di società in accomandita semplice) il diritto di veto rispetto ad atti di amministrazione che altri amministratori abbiano intenzione di porre in essere e che, però, non siano stati ancora realizzati.

Gli amministratori, cioè, in caso di amministrazione disgiuntiva (che è il tipo di amministrazione ordinariamente prevista salvo diverso patto sociale) possono proporre opposizione rispetto ad atti di amministrazione prima che gli stessi siano operativi.

Per risolvere il possibile stallo nell’attività amministrativa, la legge stabilisce che sia la maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, a decidere sull’opposizione.

La dottrina si è espressa in merito chiarendo che alla delibera che deciderà sulla opposizione devono prendere parte tutti i soci, anche quelli sforniti dei poteri di rappresentanza (così si è espresso Daniele Minussi, in Amministrazione disgiuntiva (società di persone) e, d’altra parte, la interpretazione letterale della norma appare chiara nel momento in cui il terzo comma dell’articolo 2257 del codice civile fa riferimento genericamente alla “maggioranza dei soci” senza riferimenti al fatto che siano o meno amministratori.

Occorre precisare che la norma citata (cioè l’articolo 2257 del codice civile) attribuendo anche ai soci non amministratori (quindi agli accomandanti in una s.a.s.) il potere di decidere sulla opposizione preventiva ad una operazione non entra in contrasto con il divieto imposto agli accomandanti di compiere atti di amministrazione (articolo 2320 del codice civile): infatti in questo caso, con la decisione che sarà adottata per decidere sulla opposizione, gli accomandanti in realtà non compiranno, né decideranno un atto di gestione positivo, ma si limiteranno a dare il via libera o a bloccare un atto di gestione già deciso da un socio amministratore.

Quindi, in conclusione, la decisione sulla opposizione proposta da un socio accomandatario andrà presa dalla maggioranza di tutti i soci (compresi gli accomandanti) calcolata secondo le quote di partecipazione agli utili attribuite a ciascuno di essi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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