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Lo sai che? Difendersi da offese e minacce del vicino di casa

Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2018

Il mio vicino di casa mi ha ingiuriato e minacciata con frasi del tipo: “urla come una matta”, “hai rotto i c… “, “hai rubato un ciclamino”, “stai attenta che fai una brutta fine”, “hai la patente per poco”. Quanto detto è avvenuto alla presenza del mio compagno e di quasi tutto il condominio ed è documentato da una registrazione.  Come posso difendermi legalmente? 

Dopo aver ascoltato il file audio, allegato dalla lettrice, si può dire che per quanto riguarda le offese, non c’è dubbio che espressioni come “hai rotto i coglioni”,  “non sei mica normale”, nonché l’accusa non provata di avere commesso un furto sono ingiuriose perché hanno leso l’onore e il decoro della lettrice. Il fatto è ancora più grave perché commesso in presenza di più persone.

L’ingiuria non è più un reato, ma un illecito civile, per cui per agire contro il responsabile e ottenere il risarcimento del danno la stessa non potrà sporgere querela, bensì citare in un giudizio civile (fare causa) il responsabile e chiedere al tribunale il risarcimento del danno. Prima di agire davanti al giudice, tuttavia, è obbligatorio tentare di trovare un accordo con la controparte tramite la procedura di negoziazione

assistita, che sarà attivata dall’avvocato della lettrice tramite una lettera inviata al responsabile dell’ingiuria.

Nel giudizio civile l’ingiuria potrà essere provata sia tramite la registrazione della conversazione, sia tramite la testimonianza del compagno della lettrice presente ai fatti.

Per quanto riguarda invece le minacce, anche in questo caso frasi come “stai attenta che fai una brutta fine” e “hai la patente per poco” potrebbero integrare il reato di minaccia (art. 612 cod. pen.) o quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 cod. pen.). Va tuttavia precisato che nella registrazione la persona che minaccia la lettrice, dopo aver detto “fai una brutta fine”, precisa qualcosa, ma l’audio è disturbato per cui non si coglie benissimo il contenuto: è possibile che la precisazione possa rendere la frase non più penalmente rilevante, per cui si consiglia alla lettrice di accertare il contenuto completo della frase (eventualmente tramite sbobinatura da parte di un tecnico) prima di agire. La minaccia è un reato, per cui la stessa può presentare querela contro il responsabile entro

tre mesi dal fatto e nel giudizio penale che si svolgerà in futuro potrà costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento del danno. Anche in questo caso potrà utilizzare come prova sia la registrazione che la testimonianza del suo compagno, presente ai fatti.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Andrea Iurato


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