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Contratto di apprendistato

22 Mar 2018


Contratto di apprendistato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Mar 2018



Mia sorella lavora come apprendista impiegata in un’azienda artigiana da circa 2 anni ed ha quasi finito il periodo. Si è accorta che la sua paga non è uguale a quella prevista per il suo livello ma è inferiore, circa il 96%. Ha chiesto al suo titolare se era giusto e lui ha detto di si perché sta lavorando nell’ultimo periodo prima della qualifica. È corretto quanto riferito?

Il contratto di apprendistato è disciplinato oggi dagli articoli 42 e seguenti del decreto legislativo n. 81 del 2015 (che sostituisce il precedente Testo Unico n. 167 del 2011 del quale è stata comunque conservata gran parte della impostazione).

La legge attualmente in vigore distingue tre tipi di apprendistato:

1) l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;

2) l’apprendistato professionalizzante;

3) l’apprendistato per l’alta formazione tecnica.

Per quanto riguarda in modo specifico l’aspetto della retribuzione spettante all’apprendista, la legge stabilisce oggi (articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 81 del 2015) che saranno i contratti collettivi nazionali di lavoro a regolarla nel rispetto delle seguenti regole:

– è vietata la retribuzione a cottimo;

– è possibile inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono le qualificazioni per le quali è finalizzato il contratto di apprendistato, oppure in alternativa il contratto collettivo potrà stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale ridotta e in modo graduale all’anzianità di servizio.

Questo vuol dire che la legge autorizza i contratti collettivi nazionali a stabilire che all’apprendista sia dovuta una retribuzione in misura percentuale ridotta rispetto a quella spettante ai lavoratori non apprendisti ed in misura graduale rispetto all’anzianità (cioè in misura crescente a mano a mano che l’apprendista si avvicina al termine della durata dell’apprendistato).

Nel caso della sorella del lettore si consiglia quindi di verificare nel contratto nazionale collettivo che si applica alla sua posizione quali sono in particolare le percentuali di riduzione che è possibile applicare alla posizione da lei ricoperta (per verificare se il datore di lavoro le rispetti).

Si noti in ogni caso che la legge consente che la retribuzione degli apprendisti sia prevista in percentuale ridotta rispetto a quella dei lavoratori non apprendisti (la percentuale concreta di riduzione viene determinata dal contratto collettivo nazionale).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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