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Donazione indiretta: cosa indicare nella causale di pagamento

23 marzo 2018


Donazione indiretta: cosa indicare nella causale di pagamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 marzo 2018



Mia figlia e suo marito vogliono acquistare la loro prima casa del valore di 140 mila euro con un mutuo da 70 mila euro. Voglio donargli 80 mila euro per completare l’acquisto. Qual è le corretta dicitura da scrivere sul bonifico o assegno come donazione indiretta da consegnare al venditore davanti al notaio al momento del rogito?Non vorrei incorrere in sanzioni e fare le cose per bene evitando due atti notarili con relativi costi. 

Per la validità delle donazioni indirette non è richiesta la forma dell’atto pubblico, essendo sufficiente l’osservanza delle forme prescritte per il negozio tipico utilizzato per realizzare lo scopo di liberalità, dato che l’articolo 809 del codice civile, nello stabilire le norme sulle donazioni applicabili agli altri atti di liberalità realizzati con negozi diversi da quelli previsti dall’art. 769 del codice civile, non richiama l’art. 782 del codice civile, che prescrive (per l’appunto) l’atto pubblico per la donazione (Cass., Sez. 3^, 11 ottobre 1978, n. 4550; Cass., Sez. 2^, 16 marzo 2004, n. 5333; Cass., Sez. 1^, 5 giugno 2013, n. 14197).

A seguito di una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Cassazione civile, sez. un. 27/07/2017 n. 18725), la giurisprudenza ha tipizzato alcuni casi di donazione indiretta:

– Il contratto a favore di terzo dove, ad esempio, in un conto corrente cointestato a due persone, una delle due vi versa una somma; in tal modo questa finisce per arricchire anche il cointestatario che beneficia dell’altrui versamento. Tale schema non rientra nella donazione tipica ossia «diretta», ma in quella indiretta;

– nel caso di pagamento di un debito altrui quando una persona è indebitata e il genitore paga al posto suo il relativo creditore; si pensi al figlio che non ce la fa a versare la rata del mutuo e ci pensa il padre;

– si pensi ancora al padre che vuol regalare una casa al figlio, così paga direttamente il costruttore chiedendo a questi di intestare l’immobile al figlio (fattispecie simile a quella in esame);

– la vendita di un bene a un prezzo irrisorio: ad esempio la madre che vende la casa al figlio al prezzo di cinquemila euro a fronte di un valore di 150mila. La donazione è data dalla differenza tra il valore del bene e il prezzo pagato;

– la rinuncia a un proprio credito a favore del debitore che, in tal caso, è anche il beneficiario della donazione. Si pensi a una persona che avanza 10mila euro da un’altra persona e decide di non volerli indietro.

Tanto premesso, nel caso specifico, la cosa migliore da fare è quella di formalizzare il titolo all’interno dell’atto notarile, eseguendo una sorta di accollo di parte del debito maturato dalla figlia del lettore per l’acquisto della casa. Basterà intervenire nel rogito notarile e far inserire che parte della complessiva somma necessaria per l’acquisto dall’immobile (nello specifico, € 80.000,00) sarà dal lettore pagata con un bonifico bancario avente la causale: “Contributo acquisto casa per conto della sig.ra (nome e cognome della figlia)” entro x giorni dalla sottoscrizione del contratto, mentre la restante parte sarà corrisposta dalla stessa figlia e dal marito con le somme derivanti da quel mutuo. In questo modo, essendo una donazione indiretta (le somme vengono pagate al venditore), nessuno potrà contestare al lettore la nullità del contratto di donazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla

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