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Lo sai che? Concorso di contravvenzioni: come funziona l’art. 78 cod. penale

Lo sai che? Pubblicato il 24 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 marzo 2018

L’art 78 c.p prevede che, in caso di concorso tra contravvenzioni, la pena dell’arresto non possa mai superare i 6 anni. È questa una norma penale di diritto sostanziale sottoposta quindi al principio di irretroattività della norma penale più sfavorevole al reo o invece segue il principio tempus regis actum?   

L’art. 78 cod. pen., come tutti gli articoli compresi nel capo III, titolo III, libro I del codice penale (artt. 71-84) e tutti quelli che stabiliscono limiti minimi o massimi di pena sono norme di diritto sostanziale e non processuale. Ne consegue che per esse opera sempre il principio di irretroattività della legge penale, a meno che la norma successivamente modificata non risulti più favorevole all’imputato/condannato.

Non si sa a cosa il lettore si riferisca quando parla di “nuova formulazione” dell’art. 78 cod. pen., perché al momento non sono noti progetti in tal senso, ma in astratto vale senz’altro quanto sopra scritto.

Il limite di cui all’art. 78 cod. pen. vale anche in caso di applicazione del reato continuato (art. 81 comma 2 cod. pen.), ma in quest’ultimo caso vale anche il principio per il quale la pena da applicare non può essere aumentata oltre il limite del triplo della pena applicata per il reato più grave. Ad esempio se il giudice applica una pena di 4 mesi di arresto per il reato più grave, la pena complessiva per tutti i reati cumulati ai sensi dell’art. 81 cod. pen. non potrà essere maggiore di 1 anno di arresto (il triplo della pena “base”).

In conclusione si precisa che il limite di cui all’art. 78 cod. pen. vale soltanto per le pene disposte con la stessa sentenza o, comunque, eseguite insieme: ne consegue che se nei confronti di una persona viene eseguita una pena di 4 anni di arresto e dopo l’esecuzione della prima pena la stessa persona viene condannata per altre contravvenzioni, per il calcolo del limite massimo della pena successiva non si terrà conto della pena già eseguita.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Andrea Iurato


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