Diritto e Fisco | Articoli

ASP: per la richiesta di conversione in ruolo valgono le idoneità già acquisite?

24 marzo 2018


ASP: per la richiesta di conversione in ruolo valgono le idoneità già acquisite?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 marzo 2018



Medico incaricato dal 01-02-2008 ad oggi, presso l’ASP del mio Comune, con incarichi a tempo determinato e a tempo pieno, sempre su posti vacanti, nella disciplina di Patologia Clinica e di Medicina Trasfusionale. Contrariamente a quanto previsto per il settore privato, non è possibile l’immissione diretta in ruolo perché nel settore pubblico si accede soltanto per concorso, ma ho diritto alla stabilizzazione tramite concorso riservato (avendo ampiamente maturato i requisiti per l’accesso a tale modalità concorsuale, di cui nella mia Regione da diversi anni si attende l’indizione).Durante questi anni ho partecipato a 3 concorsi pubblici, classificandomi ogni volta come idonea. Considerato che l’ASP del mio Comune non bandisce concorsi nella mia disciplina dal 2007, sarebbe legittima una mia richiesta di conversione in ruolo presso la suddetta ASP facendo valere le idoneità acquisite negli altri concorsi?

La situazione delle professioni medico-sanitarie, determinate da concorso pubblico, ha provocato in tutta Italia una preoccupante situazione di stallo. Sono infatti molti i medici incaricati che, pur avendo tutti i requisiti richiesti, non riescono ad accedere al ruolo di competenza.

Alla luce di questo, è condivisibile l’ intendimento della lettrice, ossia di richiedere la conversione in ruolo presso l’Asp del suo Comune in base alle idoneità acquisite presso altri concorsi da lei svolti, tenendo anche conto della recente Deliberazione commissariale n. 203 del 17 ottobre 2017 relativa proprio all’approvazione del Regolamento concernente i criteri da adottare per l’utilizzazione di graduatorie di altri Enti del Comparto Sanità con sede nella sua Regione.

La predetta delibera rimanda alla Direttiva Assessoriale prot. 28551 del 25 marzo 2016 che, al punto 4.1 evidenzia “la possibilità di reclutare risorse umane attraverso l’utilizzo delle graduatorie vigenti ed approvate da altre amministrazioni con un accordo posto in essere normalmente ex ante ma che può avvenire anche ex post rispetto al momento della formale approvazione della graduatoria relativamente a posti di uguale profitto e categoria professionale rispetto a quello per cui si opera il suddetto utilizzo”.

Pertanto, come indicato, con la Deliberazione commissariale n. 203 del 17 ottobre 2017 si è approvato il Regolamento concernente i criteri da adottare per l’utilizzazione di graduatorie di altri Enti del Comparto Sanità con sede nella Regione Siciliana, al fine di avviare le procedure per la copertura a tempo indeterminato di posti delle discipline della Dirigenza Medica, quali l’Anestesia e Rianimazione e la Medicina e Chirurgia di accettazione e di Urgenza e la Cardiologia, per le quali è stato possibile reperire, solo in parte le risorse umane necessarie tramite l’utilizzo delle proprie graduatorie in corso di validità, nonché per quelle che, in futuro, saranno necessarie per soddisfare le esigenze assistenziali.

La giurisprudenza conferma quanto detto.

La L. reg. Calabria n. 7 del 2006 correttamente autorizza le assunzioni necessarie per dare attuazione agli interventi di miglioramento delle prestazioni per l’emergenza territoriale e la medicina dei servizi previsti dall’art. 8, comma 1-bis del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, che, a sua volta, prevede procedure di inquadramento in ruolo, previo giudizio di idoneità, dei medici addetti alle aree di attività della emergenza territoriale e della medicina dei servizi. Pertanto legittimamente l’azienda sanitaria, nello scorrere l’apposito elenco regionale dei medici (in convenzione per le attività di emergenza territoriale e di medicina dei servizi) risultati idonei all’immissione nel ruolo sanitario del S.S.N., attribuisce un titolo di priorità ai medici già ih servizio presso il servizio 118 o altra struttura di emergenza medica.” Cons. Stato Sez. III, 16/09/2015, n. 4339.

I provvedimenti della regione per l’immissione in ruolo e l’iscrizione del personale medico ex-convenzionato nei ruoli nominativi regionali, in attuazione dell’art. 3 L. n. 207/1985, sono emanati in esito ad un complesso ed articolato procedimento amministrativo, nel cui ambito si riscontrano le fasi d’iniziativa (spettanti all’interessato), di proposta (spettante all’unità sanitaria locale) e deliberativa (spettante alla giunta regionale). Tali provvedimenti hanno carattere non meramente dichiarativo, bensì effettivamente costitutivo del nuovo “status” di detto personale, perché diversamente argomentando, le unità sanitarie locali, pur se strutturalmente subordinate alla regione, sarebbero chiamate a gestire un potere diretto sul trattamento giuridico del personale

loro assegnato con effetti immediati ed irreversibili sui predetti ruoli, mentre, in realtà, la regione esercita penetranti controlli sugli atti delle unità sanitarie locali d’inquadramento provvisorio del personale sanitario.” Cons. Stato Sez. V, 02/10/2009, n. 6000.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente, in mancanza di una normativa univoca e chiara in materia, occorre agire per analogia effettuando un parallelismo utilizzando anche i riferimenti deliberativi dell’Asp di appartenenza.

Pertanto, la richiesta di conversione in ruolo rappresenta lo strumento più idoneo per ottenere l’inserimento a tempo indeterminato, tenuto conto anche delle difficoltà di copertura di taluni posti di particolari discipline.ù

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI