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Lo sai che? Indennità di accompagnamento: cosa comporta

Lo sai che? Pubblicato il 28 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 marzo 2018

Ieri in visita INPS invalidità mi hanno riconosciuto invalidità 100%, handicap e accompagnamento. Malgrado la depressione grave, ancora le funzioni intellettive del cervello funzionano bene, ho un progetto innovativo e avrei trovato dei finanziatori. Posso figurare come socio oppure no? In generale, è vero che un invalido totale con accompagnamento non può fare nessuna attività lavorativa? Dovrei anche vendere la casa, posso firmare da solo oppure ora sono obbligata ad avere un tutore? E come mi regolo con la patente auto?

Il riconoscimento di invalidità al 100% ed anche il diritto all’indennità di accompagnamento non vogliono dire che l’invalido sarà automaticamente considerato inabile per qualsiasi attività lavorativa.

Infatti l’accesso al lavoro delle persone disabili e anche invalide è disciplinato dalla legge 68 del 1999 che incoraggia l’inserimento lavorativo di queste persone.

In sostanza, la legge n. 68 del 1999 stabilisce le modalità con cui viene accertata la possibilità per un invalido (anche invalido al 100% ed anche con diritto all’accompagnamento) di svolgere attività lavorativa compatibilmente con le sue condizioni fisiche e psichiche.

L’accertamento della capacità globale, attuale e potenziale per il collocamento lavorativo del disabile (anche dell’invalido civile al 100% ed anche con diritto all’accompagnamento) non viene svolto dalla commissione medica che ha accertato l’invalidità civile, ma da altra commissione presso l’Asl composta anche da un operatore sociale e da un esperto secondo le regole previste dalla legge 104 del 1992.

Se, quindi, il lettore vuol lavorare dovrà innanzitutto seguire il percorso per iscriversi alle liste del cosiddetto “collocamento mirato” e sottoporsi ad un altro accertamento medico che verifichi le concrete sue possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro.

Chiaramente, e si conclude, essere semplicemente socio di una società è sempre possibile per un invalido civile se l’invalido civile non dovesse svolgere, come socio, alcuna attività di lavoro.

Per quanto riguarda la vendita della casa, l’invalido civile anche al 100% non ha bisogno di alcun tutore per poter vendere i beni di sua proprietà se è capace di intendere e volere e non è stato interdetto o inabilitato con sentenza.

Per quanto riguarda la patente auto, la commissione che ha accertato l’invalidità al 100% del lettore se ritiene che le sue patologie possano compromettere la sua capacità di guida segnalerà la sua situazione alla commissione medica locale presso la Motorizzazione civile che procederà poi a convocarlo per una visita.

È anche possibile che sia il lettore stesso a presentare un’istanza alla commissione medica locale presso la

Motorizzazione civile per farsi sottoporre ad una visita per accertare se sia ancora abile alla guida e con quale tipo di patente e di eventuali adattamenti all’auto.

Questa visita servirà a verificare se sia necessario convertire la sua patente in patente speciale (se attualmente il lettore dispone di una patente “normale”), oppure se lo stesso dispone già di patente speciale se sia il caso di conservargli questa patente anche eventualmente imponendo all’auto di cui questi si servirà con particolari adattamenti.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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