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Legge 104: quando spetta l’esonero dai turni di lavoro notturni

27 marzo 2018


Legge 104: quando spetta l’esonero dai turni di lavoro notturni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 marzo 2018



Sono un dirigente medico e usufruisco dei permessi della legge 104 per assistere mia madre disabile. Svolgo tre turni notturni al mese ma ho chiesto l’esonero da questi turni che mi è stato negato perché faccio meno di 80 turni notturni l’anno (circa 40 notti all’anno). Ho diritto all’esonero? Quando svolgo il turno notturno sono di guardia e sono sola quindi, se mia madre dovesse stare male, non posso raggiungerla con urgenza perché devo prima trovare chi può sostituirmi in ospedale.  

La lettrice ha diritto all’esonero.

L’esonero dai turni e le modalità per usufruire dei permessi ex L.104/92 sono regolamentati dagli artt. 42 e 53 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 e del Decreto Legislativo 23 aprile 2003, n. 115.

Nello specifico, l’art. 53 letteralmente recita «non sono altresì obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni». Nessun riferimento è fatto allo stato di gravità o meno dell’assistito.

Il lavoratore o la lavoratrice che abbiano a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 104/92 per prestargli assistenza in prima persona, pertanto, non è obbligato a prestare lavoro notturno, compresi eventuali turni di reperibilità o di pronta disponibilità, equiparati al lavoro notturno.

Va ricordato, poi, che i requisiti di continuità ed esclusività dell’assistenza, un tempo essenziali per accedere al beneficio dei permessi 104/92 per prestare assistenza al familiare con grave disabilità, successivamente variati nei termini di sistematicità e di adeguatezza dell’assistenza, sono stati eliminati dalla legge 183/2010.

Come ha ricordato l’I.n.p.s. (circolare n. 90/2007), va adottato il principio secondo cui «tale assistenza non debba essere necessariamente quotidiana, purché assuma i caratteri della sistematicità e dell’adeguatezza rispetto alle concrete esigenze della persona con disabilità in situazione di gravità».

Ed infatti, scopo dei permessi e delle agevolazioni concesse dalla legge 104/92 è anche quello di consentire a coloro che hanno a carico un soggetto disabile di ricevere il giusto riposo per far fronte alla gravosa situazione. Pertanto, non occorre che la lettrice assista sua madre anche di notte, poiché il riposo serve al familiare per recuperare le energie per accudire al meglio il disabile.

Il diritto di esonero dal lavoro notturno (per tale intendendosi l’arco temporale di almeno sette ore consecutive di lavoro che comprendono l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino: ad esempio da mezzanotte alle sette o dalle dieci alle cinque), poiché previsto direttamente dalla legge, non può essere derogato né dalla contrattazione collettiva né da accordi individuali tra lavoratore e datore.

In pratica, la lettrice ha pienamente diritto all’esonero dai turni di notte.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva

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