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Scia: il vicino può contestarla?

7 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 aprile 2018



Scia per lavori edili: come funziona e chi può opporsi e come.

È possibile ricorrere al Tar per contestare la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) del vicino di casa per la realizzazione di lavori edilizi? Per esempio costruzione di un muro o di una recinzione? Se il vicino di casa sta costruendo violando le norme urbanistiche o comunque deturpando il paesaggio, è possibile ricorrere contro la Scia per ottenere il divieto di continuazione dei lavori? La risposta è contenuta in una recente sentenza del Tar Lecce [1].

Scia: cos’è

La segnalazione certificata di inizio attività (che ha sostituito la Dia – dichiarazione di inizio attività) consente agli interessati di iniziare immediatamente la propria attività o un lavoro edilizio, senza necessità di attendere l’autorizzazione amministrativa.

In particolare, la segnalazione certificata di inizio attività sostituisce ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato (comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale) il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale.

La Scia non è utilizzabile quando vi sono vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle finanze.

Scia: come funziona

L’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione all’amministrazione competente.

La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali, nonché dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati. Queste tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione.

L’amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione, adotta provvedimenti motivati di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.

Decorso il termine di sessanta giorni, l’amministrazione può intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.

Scia: può essere impugnata dal vicino di casa?

Il vicino di casa o qualunque altro interessato può impugnare la segnalazione certificata di inizio attività se “non ci ha pensato” il Comune a vietare i lavori? Ebbeno no.

L’eventuale ricorso contro la Scia è inammissibile, in quanto essa è un atto del privato, privo di valore provvedimentale ed in quanto tale non è direttamente impugnabile dai terzi.

I terzi che si ritengano lesi dalla Scia, o più precisamente dall’inizio dei lavori/attività, possono tuttavia tutelarsi sollecitando il potere sanzionatorio o di autotutela da parte della P.A. e, in caso di inerzia da parte di quest’ultima, attraverso l’impugnazione del silenzio rifiuto serbato o l’accertamento dell’illegittimità del comportamento omissivo tenuto dall’Amministrazione stessa, che non si sia attivata per inibire i lavori.

Secondo la giurisprudenza, la segnalazione certificata di inizio attività, la denuncia e la dichiarazione di inizio attività non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l’esercizio delle verifiche spettanti all’Amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l’azione contro il silenzio della PA.

Dunque, chi si ritiene leso dall’inizio dei lavori/attività di un vicino deve impugnare, non la Scia, ma l’eventuale silenzio dell’Amministrazione che, seppur sollecitata ad intervenire per vietare i lavori, è rimasta inerte.

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